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F1, scontro tra Ferrari e Mercedes: richiesto il chiarimento della FIA

Per una Mercedes che vola in qualifica e nei GP, c’è una Ferrari che arranca sul giro secco e non riesce ad andare oltre un buono spunto in partenza

F1, scontro tra Ferrari e Mercedes: richiesto il chiarimento della FIA
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 3 apr 2026

Le nuove regole della Formula 1 stanno dividendo gli appassionati. C’è una nuova generazione di tifosi che è rimasta esaltata dai continui sorpassi nelle sfide domenicali e chi rimpiange il Motorsport di una volta. Le manovre con DRS non erano enetusiasmanti, ma almeno i piloti non perdevano velocità sul dritto. Oggi i cavalieri del rischio sono costretti quasi ad evitarsi con cali improvvisi dell’energia elettrica, creando uno spettacolo da videogame e soprattutto rabbia nei puristi.

Se le gare tendono a nascondere i limiti di un regolamento molto discusso, le qualifiche hanno deluso tutti. I migliori driver al mondo non possono più spingere al limite, ma diventano degli amministratori delle batterie nel giro secco. Le Mercedes, sempre in pole nel 2026, avrebbero trovato un modo per sfruttare al massimo la componente elettrica. Un party mode 2.0, seppure apparentemente legale, ma che solleva dubbi tecnici e regolamentari.

Il vantaggio della Mercedes

Se la SF-26 telaisticamente si è confermata una vettura di qualità anche nella tappa di Suzuka, nel primo tratto guidato, tende poi a perdere il vantaggio sul dritto. La Formula 1 attuale con l’addio del MGU-H – il motore elettrico che serviva per recuperare energia dal turbo – ha cercato di bilanciare la parte termica con quella elettrica quasi al 50%. Senza l’MGU-H, i piloti devono mantenere regimi di rotazione elevati anche prima dello start e sotto questo aspetto la Ferrari almeno si è fatta sentire e ha risposto presente, conservando un piccolo vantaggio nei primi metri allo spegnimento dei semafori.

In termini di gestione della MGU-K, il sistema che recupera e rilascia energia cinetica, le PU Mercedes riescono a tenere più a lungo i kW disponibili e poi a tagliarli di colpo. Quindi il vantaggio deriverebbe da un sistema che invece di ridurre i kW disponibili in modo progressivo, conserva una spinta massima più a lungo e questo aspetto fa tutta la differenza del mondo in F1 in un giro secco. Se in gara il prezzo da pagare per sfruttare questa soluzione sarebbe salatissimo nelle fasi successive, con un calo totale, in qualifica questo “trucco” diventa gestibile nei km di rientro ai box dopo aver siglato il giro veloce.

La reazione del Cavallino

La Scuderia guidata da Frederic Vasseur, in base a quanto riportato da The Race, ha chiesto chiarimenti alla Federazione, anche per reagire nelle prossime uscite stagionali al trucchetto della Mercedes. Difficile che la FIA decida di stravolgere il format della qualifica, ma la Ferrari almeno ha aperto bocca. L’atteggiamento sommesso, in alcuni frangenti, del team principal francese non ha inciso nella stanza dei bottoni.

Il potete politico di Wolff e della Mercedes è cosa nota nei corridoi del Paddock. Per ora a gongolare sono Antonelli e Russell in pista. Basti pensare anche alla reazione della FIA al recente scandalo delle ali che, con le regole sull’aerodinamica attiva, si sarebbero dovute chiudere simultaneamente, ma che in Cina hanno avuto un ritardo sulle W17. Nulla è successo e forse nulla cambierà nemmeno stavolta in merito alle qualifiche, tuttavia la Casa modenese deve provare a ridurre il vantaggio con sviluppi mirati sulla SF-26 e anche alzando la voce con i vertici che comandano il circus.

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