F1: possibile modifiche al regolamento a alle Sprint Race
Si pensa a dodici Sprint Race a stagione, ma non mancano i rischi per i piloti, soprattutto i più giovani.
Il campionato di Formula 1 2026 non è ancora iniziato. Ma già si pensa a nuove modifiche del regolamento (già sostanzialmente cambiato a partire da quest’anno) per la prossima stagione. Liberty Media (la società americana che detiene i diritti commerciali della Formula 1 dal 2017), sta infatti pensando a un cambiamento profondo. Che già solleva diverse criticità.
L’idea è passare dalle attuali sei a dodici Sprint Race durante la stagione, trasformando così ogni fine settimana in tre giorni di competizione vera e propria. Le gare sprint sono competizioni “veloci” introdotte dal 2021 per aumentare lo spettacolo durante il fine settimana e mantenere alta l’attenzione degli appassionati per tutto il weekend.
La spinta verso questa rivoluzione viene dai feedback di fan, promoter e broadcaster. Tutti premono affinché il pubblico abbia qualcosa di sportivamente rilevante da seguire su tutti e tre i giorni di Gran Premio. Stefano Domenicali, presidente della Formula 1, ha spiegato il ragionamento durante i test di Bahrain: “La gente vuole vedere azione reale già il venerdì”, per poi aggiungere “Non è sufficiente il format tradizionale. Vogliamo mantenere ogni giornata in cui siamo in pista significativa dal punto di vista competitivo”. Da notare che a premere verso questa svolta sono il pubblico, gli organizzatori e i network televisivi, ma non i piloti e le squadre.
Il problema dei giovani piloti
L’idea ha già sollevato le prime perplessità. Soprattutto per i piloti esordienti che non avrebbero il tempo sufficiente per fare la necessaria esperienza. Un fine settimana di Sprint Race lascia infatti meno opportunità per chi arriva in F1 per la prima volta.
Formula One Management (la divisione operativa di Liberty Media che gestisce direttamente la Formula 1), ha già identificato una soluzione parziale. I giovani riceveranno sessioni di libera pratica allungate, dedicate esclusivamente alla loro preparazione. Domenicali ha riconosciuto apertamente la questione. “Sappiamo bene che nei weekend sprint non c’è molto tempo per correre se sei un esordiente. Su questo punto stiamo già lavorando e presenteremo presto qualcosa di concreto”.
Il calendario resta a 24 gare
Mentre Liberty Media spinge sull’innovazione del format, il numero totale di Gran Premi rimarrà fisso a 24 fino almeno al 2029. Nuovi mercati come il Sud-Est asiatico e l’Africa richiedono tempi lunghi di preparazione e infrastrutture. Rwanda, Tailandia e Corea del Sud hanno visto sfumare le trattative. Di conseguenza, il calendario per il prossimo triennio farà spazio ai circuiti europei. Portogallo e Spagna entreranno o rientreranno nel calendario fisso, mentre la Turchia rimane in negoziazione avanzata. Domenicali ha mantenuto un tono cauto sulla situazione turca, sottolineando che “non è ancora confermata al 100%”.
Un elemento non secondario della strategia è la preferenza per i circuiti permanenti rispetto alle corse su strada. Portimao in Portogallo è già garantito, mentre Madrid sta completando i lavori per entrare in calendario quest’anno. Un orientamento che intende rispondere alle critiche ricevute sulla eccessiva proliferazione di circuiti stradali negli ultimi anni e che ha visto Domenicali sottolineare come le nuove aggiunte al calendario siano appunto tracciati fissi: “Le nuove gare in programma non saranno corse su strada, in risposta a chi diceva che ne sono troppe, ma su circuiti permanenti”.
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