F1, la FIA pensa di aver trovato la soluzione al problema dei track limits
L’intelligenza artificiale promette di ridurre del 95% le verifiche manuali riguardanti i track limits di F1
La nuova stagione di F1 (che inizierà ufficialmente l’8 marzo con il GP in Australia) passerà alla storia non solo per le modifiche al regolamento, ma anche (forse) per la soluzione che la FIA ha trovato per gestire le infrazioni. La questione dei track limits, quindi, torna al centro del dibattito della Formula 1.
La FIA ha scelto di affidarsi a un sistema di intelligenza artificiale, una decisione maturata dopo anni di controversie e interminabili verifiche manuali. La situazione era diventata insostenibile fin dal celebre caso del Gran Premio d’Austria del 2023, quando gli steward furono costretti a controllare più di mille episodi sospetti. Da allora è apparso evidente che serviva un cambiamento. Quel cambiamento potrebbe arrivare grazie all’AI.
Come funziona il sistema
La soluzione si chiama RaceWatch, il software di gestione gara sviluppato insieme a Catapult, nel quale è stato integrato un sistema di computer vision capace di riconoscere la sagoma di una vettura e analizzarne il comportamento rispetto a punti di riferimento fissi. Il risultato è già considerevole. I casi che richiedono un intervento umano per arrivare a una decisione si sono ridotti del 95%.
Da quest’anno RaceWatch potrà inviare ai team le immagini delle infrazioni in modo quasi immediato. Questo dettaglio punta a migliorare le comunicazioni e a ridurre il tempo speso a contestare le decisioni. Il sistema, però, sta vivendo un’evoluzione ancora più profonda. L’intelligenza artificiale non si limiterà più ad analizzare quanto ripreso dalle telecamere. Sarà un motore basato su GPU ad affrontare in tempo reale un volume di dati molto più ampio, confrontando il comportamento della vettura con un modello matematico che riproduce la traiettoria ideale. Una scelta che permette di individuare deviazioni sospette anche in assenza di una copertura video completa.
La vera novità concettuale si chiama ECAT, acronimo di Every Car All Turns. Il sistema non si limita ad analizzare le immagini delle telecamere, ma incrocia il posizionamento ad alta precisione della vettura con i tempi di micro-settore e con la traiettoria ideale percorsa storicamente in quel punto della pista. Incrociando queste informazioni RaceWatch crea in tempo reale un gemello digitale di quello che accade in pista.
Se una vettura entra in una delle zone virtuali che la FIA disegna attorno a chicane e curve critiche, oppure se il suo andamento differisce dall’andamento previsto, la piattaforma genera un alert automatico. È un metodo che vuole eliminare molte ambiguità. Resta comunque una parte di valutazione affidata all’uomo, perché l’interpretazione dei commissari è ancora imprescindibile. Ma la possibilità di avere una gestione oggettiva è decisamente più concreta.
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