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Effetto riforma delle accise: il diesel torna a costare di più della benzina

Per la prima volta da quasi 3 anni, il diesel alla pompa costa di più della benzina

Effetto riforma delle accise: il diesel torna a costare di più della benzina
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 5 gen 2026

Dal primo gennaio 2026 è entrata in vigore la riforma delle accise dei carburanti. Dunque, com’è la situazione? Come rileva Staffetta Quotidiana, a seguito dell’introduzione delle nuove accise, per la prima volta da quasi 3 anni, il diesel costa di più della benzina. In particolare, questa inversione non si vedeva dal 9 febbraio 2023, all’uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina. Inoltre, con il taglio delle accise sulla benzina, i prezzi di questo carburante sono ai minimi dal 19 dicembre 2022.

Staffetta Quotidiana aggiunge anche che sui prezzi dei carburanti pesa dal primo gennaio anche un nuovo aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, legato al rialzo della quota d’obbligo. Si è passati da 1,5 e 2 centesimi al litro. Tuttavia, questo incremento è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati proprio di 1,5-2 centesimi al litro.

QUANTO COSTA UN PIENO DI BENZINA O DIESEL?

Dell’allineamento delle accise ne abbiamo scritto molto in passato e adesso vediamo gli effetti concreti. Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana sui prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, la media della benzina self service si è attestata a 1,650 euro al litro e quella del diesel self service a 1,666 euro al litro. Passando al servito, la media della benzina è pari 1,798 euro al litro, mentre quella del diesel a 1,803 euro al litro.

IL CODACONS: IN CASO DI SPECULAZIONI PRONTI A DENUNCE

Il Codacons si è sempre detto preoccupato che l’allineamento delle accise potesse portare a speculazioni, in particolare sul prezzo della benzina che potrebbe non calare di quanto previsto. Per questo, con l’entrata in vigore delle nuove accise, l’associazione si è detta pronta a denunciare le irregolarità.

Dopo il riallineamento delle accise disposto dal governo, che ha ridotto la tassazione sulla benzina e aumentato quella sul gasolio di 4,05 centesimi di euro al litro, in alcune Regioni italiane si registra un divario tra il calo dei prezzi della benzina e l’incremento del gasolio. Il Codacons avverte che, qualora i prezzi alla pompa non si allineino agli interventi del governo e se dovessero emergere fenomeni speculativi a danno degli automobilisti, scatteranno denunce alle Procure della Repubblica competenti. Proprio per evitare possibili speculazioni, il Codacons ha avviato un monitoraggio puntuale dei prezzi dei carburanti nelle diverse Regioni italiane così da verificare che le variazioni applicate alla pompa riflettano correttamente il riallineamento delle accise e non producano squilibri territoriali o distorsioni nella formazione dei prezzi. Il riallineamento delle accise non può trasformarsi in un danno per gli automobilisti. Se i benefici attesi sulla benzina vengono assorbiti o superati dagli aumenti sul gasolio, e se tali squilibri si concentrano in specifiche aree del Paese, interverremo senza esitazioni nelle sedi giudiziarie competenti.

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