E-bike e monopattini elettrici vietati ai minori di 16 anni: la proposta arriva dall'Australia
Dopo un tragico episodio di cronaca la commissione del Queensland vuole vietare le e-bike ai minori di 16 anni e introdurre l'obbligo di patente.
Quando un bambino di otto anni muore in un incidente con una e-bike, la reazione è, comprensibilmente, durissima, ma forse fondata più sull’emotività che sui dati reali. È quello che sta accadendo nel Queensland, stato australiano dove una commissione parlamentare si appresta ad approvare il divieto di guida di bici elettriche e monopattini per i minori di 16 anni, con l’aggiunta di un requisito inedito nel panorama della micromobilità mondiale, ovvero l’obbligo di possedere almeno il foglio rosa per circolare. Questo a seguito del triste episodio che ha portato alla morte di un bambino di otto anni, travolto da una e-bike sulla Sunshine Coast nell’ottobre scorso.
Cosa dicono i dati sugli incidenti
NNel Queensland nel 2025 si sono registrati 307 morti in incidenti stradali, il dato più alto degli ultimi 16 anni. Di questi, i conducenti di auto rappresentano la categoria più numerosa con 129 vittime, seguiti dai motociclisti con 75 e dai passeggeri con 44. I pedoni si attestano a 38. I conducenti di mezzi pesanti raggiungono quota 50. Le vittime tra gli utenti di monopattini e dispositivi di micromobilità sono state 8, la categoria con il numero più basso in assoluto.
Andrew Demack, direttore dell’advocacy di Bicycle Queensland, ha sintetizzato il problema con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: il mezzo più pericoloso sulle strade sono le persone nei veicoli a motore.
I dati italiani raccontano una storia simile. Secondo il rapporto ACI-ISTAT 2024, i morti tra chi utilizza i monopattini elettrici raggiungono quota 23, con 3.751 feriti. L’indice di mortalità del mezzo si attesta a 1,1 decessi ogni 100 incidenti, circa il doppio rispetto agli occupanti di autovetture. Un valore che preoccupa, ma che rimane inferiore a quello dei motociclisti, fermi a 1,5 morti ogni 100 incidenti. Le vittime tra gli automobilisti scendono invece a 1.252, in calo del 6% rispetto al 2023. Nel nostro Paese esiste una normativa sulla micromobilità, con limiti tecnici analoghi a quelli australiani, tra cui obbligo di casco per i minori, divieto di circolazione sui marciapiedi e regole precise sulle zone di utilizzo.
La proposta
La commissione parlamentare australiana ha proposto regole da applicare a tutti i modelli di e-bike e monopattini. Tra questi anche quelli già conformi ai limiti tecnici vigenti nel Queensland, dove sono consentiti solo veicoli con motore fino a 250 W e assistenza limitata a 25 km/h.
Il requisito della patente è il punto più controverso. C’è chi lo ha definito mal concepito, sottolineando l’assenza di una riflessione sulle implicazioni pratiche. Per molti adolescenti la e-bike non è un passatempo. È il mezzo con cui vanno a scuola, si spostano, organizzano la propria mobilità quotidiana in aree dove i trasporti pubblici non coprono adeguatamente la domanda. Togliere questo strumento senza offrire alternative equivale a spostare il problema, non a risolverlo.
Se è vero che la percezione del rischio è spesso diversa dalla rilevanza statistica di un pericolo, bisogna anche comprendere meglio cosa indica l’indice di mortalità. L’indice di mortalità misura il rapporto tra morti e incidenti, non il rischio reale per chilometro percorso o per ora di utilizzo. Un automobilista percorre mediamente molti più chilometri all’anno di chi usa il monopattino. Se il dato venisse normalizzato sull’esposizione effettiva, il rischio relativo della micromobilità potrebbe risultare significativamente più alto. Motivo per cui l’attenzione verso questi mezzi, sprovvisti dei sistemi di sicurezza presenti sulle auto, è comprensibile oltre che giustificata.