Diesel supera la benzina e raggiunge il prezzo più alto da un anno: 1,7 euro/litro, oltre 2 euro in autostrada
Il prezzo del diesel sale fino a oltre 2 euro al litro per il servito in autostrada: l'aumento delle accise e l'andamento del mercato le cause principali.
Il mercato dei carburanti in Italia sta attraversando un periodo di forte turbolenza che sta impattando direttamente sul portafoglio degli automobilisti, in particolare di quelli che possiedono auto a gasolio. Secondo le ultime rilevazioni, il prezzo del diesel ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 12 mesi, attestandosi a una media nazionale di 1,720 euro al litro per il self-service oggi 27 febbraio 2026. Per ritrovare valori simili bisogna tornare a marzo 2025.
La situazione alla pompa
L’analisi dei prezzi, basata sui dati di Staffetta Quotidiana, evidenzia degli aumenti generalizzati dei prezzi su tutta la rete italiana:
- Self-service: prezzo del gasolio di 1,720 euro/litro;
- “Servito”: diesel a 1,858 euro/litro (fino a 1,899 euro/litro nelle stazioni di servizio dei grandi marchi).
- In autostrada: qui il prezzo del diesel self-service sale a 1,822 euro al litro, mentre quello del diesel “servito” raggiunge i 2,081 euro al litro.
Un fattore particolarmente significativo che il diesel ha superato la benzina, invertendo completamente i valori a cui gli automobilisti erano abituati da anni e sui quali avevano fatto le proprie valutazioni di acquisto del veicolo. Il prezzo della benzina senza piombo attualmente si attesta, infatti, in media a 1,670 euro al litro.
Perché il diesel è aumentato così tanto?
L’impennata dei prezzi del gasolio deriva da una combinazione di politiche fiscali e dinamiche di mercato. La causa principale è rappresentata dalla riforma delle accise, che dal 1° gennaio 2026 ha portato a un aumento di 4,05 centesimi (che diventano 4,94 centesimi con Iva al 22%) al litro sul prezzo del diesel e al contempo una riduzione di pari importo sulla benzina. Questa misura è stata introdotta nell’ambito della progressiva riduzione dei cosiddetti “sussidi ambientalmente dannosi”, vale a dire le agevolazioni che fino ad oggi erano presenti per il gasolio, allineandolo così alla benzina.
Un’altra causa è da ricercare nel generalizzato aumento dei prezzi nei listini dei più importanti marchi nel panorama italiano dei carburanti. Dietro alle variazioni delle quotazioni petrolifere ci sono fattori come le dinamiche produttive dell’OPEC+, le oscillazioni della domanda globale di idrocarburi e anche le tensioni geopolitiche.
Potremmo essere di fronte a un nuovo scenario, nel quale il diesel non è più da considerarsi un carburante economico rispetto alla benzina. Se questa situazione dovesse strutturarsi, le conseguenze potrebbero essere importati per gli automobilisti e per il trasporto merci su gomma, oltre a modificare le preferenze di acquisto di vetture nuove, con il diesel destinato a ridurre la propria quota di mercato.