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Danni alla carrozzeria a causa dei volatili: un semplice sacchetto di plastica è la soluzione

Dal colore della carrozzeria al trucco dei sacchetti: tutto quello che funziona davvero (e cosa no)

Danni alla carrozzeria a causa dei volatili: un semplice sacchetto di plastica è la soluzione
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 9 mar 2026

Mancano meno di due settimane all’arrivo della primavera. Ma è già iniziata per molti l’ansia per la carrozzeria delle proprie auto. Cosa scatena questa preoccupazione? Il dover affrontare un problema ricorrente come quello degli uccelli e dei loro escrementi. I danni che possono causare alla carrozzeria, infatti, sono più seri di quanto si possa pensare. Vale la pena fare chiarezza su cosa succede davvero e come regolarsi di conseguenza.

Il problema degli escrementi

Gli escrementi degli uccelli non sono semplicemente sporchi. Contengono acido urico, una sostanza corrosiva che attacca il rivestimento trasparente della vernice e, se non rimossa rapidamente, lascia aloni permanenti. Gli esperti di lucidatura chiariscono che il danno non deriva tanto dalla composizione chimica in sé quanto dal fatto che la vernice si ammorbidisce al calore del sole e poi si solidifica attorno alla traccia, creando una depressione difficile da eliminare. Gli escrementi degli uccelli granivori (come i piccioni) sono i più aggressivi perché contengono particelle abrasive. L’unica soluzione percorribile è rimuovere l’escremento il prima possibile con un panno umido, senza strofinare a secco.

Esiste poi una credenza diffusa secondo cui il colore della carrozzeria influenzerebbe la frequenza degli attacchi da parte degli uccelli. Uno studio condotto da Halfords nel 2012 su 1.140 auto in cinque città britanniche ha rilevato che le auto rosse venivano colpite nel 18% dei casi osservati, le blu nel 14%, le nere nell’11%, le bianche nel 7% e le grigio-argento solo nel 3%. Le verdi risultavano le meno bersagliate. Il British Trust for Ornithology, interpellato sulla ricerca, ha però ridimensionato il dato. Secondo gli ornitologi, il fattore determinante è dove si parcheggia, non il colore. Un’auto rossa sotto un albero frequentato dagli storni riceverà più escrementi di un’auto verde parcheggiata in una zona aperta.

Il problema degli specchietti

Parallelamente c’è anche un problema degli attacchi agli specchietti retrovisori. In primavera, con il picco ormonale legato alla stagione riproduttiva, i maschi di numerose specie diventano più aggressivi per difendere il proprio territorio. Quando vedono il proprio riflesso nello specchietto, lo interpretano come un rivale e lo aggrediscono con insistenza, talvolta per ore. Il Cornell Lab of Ornithology, una delle istituzioni ornitologiche più autorevoli al mondo, ha spiegato che i passeriformi, pettirossi, merli e fringuelli sono tra le specie più soggette a questo comportamento. Il risultato per l’automobilista sono graffi sulla superficie dello specchietto, escrementi concentrati su portiera e vetro laterale e, nei casi peggiori, danni alla verniciatura.

C’è una soluzione. Poco estetica ma efficace. È quella che prevede di mettere dei sacchetti di plastica sugli specchietti. Coprendo lo specchietto (con un sacco ma anche con qualsiasi altro oggetto) si elimina il riflesso, che è l’unico stimolo che innesca il comportamento aggressivo. Ovviamente la copertura va tenuta solo quando l’auto è parcheggiata.

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