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Caro carburanti, il boost decisivo per la vendita di auto elettriche

Bloomberg scommette sull’incremento delle vendite delle EV grazie alla crisi energetica. L’analisi sugli scenari futuri

Caro carburanti, il boost decisivo per la vendita di auto elettriche
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 13 apr 2026

L’industria dell’automotive continua a essere spaccata tra puristi che sognano di continuare a guidare auto termiche e una nuova generazione di progressisti che sta abbracciando il cambiamento green. Non c’è una verità assoluta, tuttavia l’auspicio di una trasformazione del parco auto circolante era di non essere obbligati a scegliere le vetture alla spina per una crisi economica mondiale. Dopo l’inizio della guerra tra Usa, Israele e Iran i prezzi dei carburanti sono schizzati alle stelle.

Proprio l’aumento di benzina e gasolio presso i distributori rappresenterebbe il più grande incentivo ad abbandonare la vecchia tecnologia per un nuovo corso. Ne è convinta l’informazione economica liberista come l’agenzia Bloomberg che in un recente articolo ha spiegato che il boom di immatricolazioni di EV, in costante aumento ogni mese, deriverebbe dal conflitto in Medio Oriente. La reazione di Teheran, con conseguente blocco dello stretto di Hormuz, ha provocato l’innalzamento dei prezzi dei carburanti e il passaggio per molti verso il nuovo mondo dei veicoli a batteria.

Vendite in aumento

Nel Regno Unito, nel mese scorso, si è raggiunto il livello più alto di sempre, con 86.120 unità immatricolate. Le ibride plug-in sono volate sul mercato, con una crescita del 47%. Bloomberg, al riguardo, ha spiegato: “L’aumento delle vendite di auto elettriche nel Regno Unito riflette una tendenza globale emergente. I dati di vendita a livello nazionale impiegheranno diverse settimane per essere disponibili. Ma ci sono segnali che indicano come i consumatori, dall’Asia agli Stati Uniti, stiano prediligendo le auto elettriche per sfuggire all’aumento dei prezzi del carburante”.

I vantaggi di una ricarica presso una colonnina domestica sono noti a tutti. Per questo motivo chi ha la possibilità sta abbandonando la tecnologica termica. Le vendite globali di auto elettrificate (EV e ibride plug-in) nel 2025 ha superato quota 20,7 milioni di esemplari. Un boom del 20% rispetto al 2024, quando le immatricolazioni si erano fermate a 17,1 milioni. Un primato assoluto che consolida un aumento costante. Nel 2023 la crescita era stata di 3,2 milioni di veicoli, nel 2024 di 3,5 milioni, nel 2025 si è giunti a 3,6 milioni.

Italia attardata

Per una carenza di possibilità economiche e anche di una rete infrastrutturale di qualità lungo lo Stivale il Belpaese rimane attardata nella corsa all’elettrico. La Cina svetta con una quota del 71% del mercato globale a zero emissioni, con 12,9 milioni di unità immatricolate lo scorso anno. Il Vecchio Continente segue con 4,3 milioni di unità (+33%). Il Nord America è arrivato a 1,8 milioni. Mentre il resto del mondo cresce del 48% raggiungendo 1,7 milioni.

In Europa le auto alla spina hanno toccato una porzione di mercato del 19%. Con l’ultimo trimestre dell’anno che ha visto la quota schizzare addirittura al 24%. E i primi mesi del 2026 confermano il trend positivo, con vendite in crescita di circa un quarto rispetto all’anno precedente. Negli Stati Uniti, dopo la decisione del presidente Trump di revocare i crediti d’imposta fino a 7.500 dollari, le vendite di EV sono crollate del 41% su base annua. Quindi è un mercato ancora tutto da analizzare sul lungo periodo. Con la rivalutazione della dead line del 2035 in Europa potrebbe esserci un abbassamento dei numeri. In Oriente Paesi come Vietnam (34%), Cina (32%), Thailandia (20%) e Indonesia (18%) hanno già superato o stanno per oltrepassare la quota di EV europea del 19%.

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