Carenza di litio per batterie: dal 2028 a rischio la transizione elettrica
In questi anni è aumentata la domanda di litio per produrre le batterie delle auto e, secondo un rapporto di Wood Mackenzie, dal 2028 potrebbe esserci una situazione di carenza strutturale.
La corsa all’elettrico ha un tallone d’Achille che non riguarda né i prezzi delle auto né le infrastrutture di ricarica. Riguarda il sottosuolo. Il litio, materia prima indispensabile per le batterie dei veicoli elettrici, potrebbe diventare una risorsa critica prima di quanto il settore si aspetti. Secondo un nuovo rapporto di Wood Mackenzie, i primi segnali di carenza strutturale potrebbero manifestarsi già nel 2028.
Abbiamo bisogno di più litio di quanto riusciamo a produrne
Wood Mackenzie ha elaborato quattro scenari di transizione energetica nell’ambito del suo Energy Transition Outlook for Lithium. I risultati variano, ma il messaggio di fondo è lo stesso in tutti i casi. La domanda di litio crescerà oltre la capacità produttiva attualmente pianificata, indipendentemente dalla velocità con cui il mondo si elettrificherà.
Nello scenario di transizione più graduale la domanda globale si attesterebbe intorno ai 5,6 milioni di tonnellate di litio carbonato equivalente entro il 2050. Nello scenario net zero, quello che prevede il raggiungimento di emissioni nette pari a zero entro la metà del secolo, la domanda salirebbe fino a 13,2 milioni di tonnellate. Ed è proprio in questo scenario che i deficit comparirebbero già nel 2028. Nello scenario intermedio, in cui i governi si limitano a rispettare gli impegni climatici già formalmente assunti senza spingersi oltre, la carenza arriverebbe intorno al 2029.
I veicoli elettrici guidano questa crescita della domanda in modo netto. La loro quota sul fabbisogno totale di litio oscilla tra il 72% e l’80% a seconda dello scenario. Nello scenario net zero, la penetrazione dei veicoli elettrici sulle vendite globali di auto potrebbe avvicinarsi al 95% entro il 2040. A spingere ulteriormente la domanda ci sono anche i sistemi di accumulo energetico per le reti elettriche, settore in crescita a un ritmo annuo stimato tra il 6% e il 7%. Guardando al 2050, le batterie ricaricabili in tutte le loro applicazioni potrebbero coprire tra il 96% e il 98% del consumo mondiale di litio.
Qualche speranza dal riciclo?
Il riciclo delle batterie (un business di circa 70 miliardi di dollari) offrirà un contributo importante, ma non sufficiente a colmare il gap nel breve periodo. La capacità di riciclo è attesa in crescita a un tasso annuo tra il 13% e il 16%, ma i volumi significativi arriveranno solo a partire dal 2040, quando le prime generazioni di batterie EV raggiungeranno il fine vita. Anche nello scenario più ottimistico, il riciclo potrebbe fornire tra 2,3 e 2,7 milioni di tonnellate entro il 2050, lasciando comunque un gap enorme rispetto alla domanda prevista.
Servono quindi investimenti massicci e rapidi. Wood Mackenzie stima che le risorse necessarie per costruire nuove miniere, potenziare la capacità di raffinazione e sviluppare catene di approvvigionamento regionali si collochino tra i 104 miliardi di dollari nello scenario più cauto e i 276 miliardi in quello net zero. Il picco degli investimenti è atteso tra il 2030 e il 2034.
Allan Pedersen, research director di Wood Mackenzie, non usa mezze misure. La stretta sull’offerta di litio arriverà prima di quanto molti operatori del settore si aspettino, e il tempo per agire si sta riducendo. Il rischio concreto è che una disponibilità insufficiente di litio faccia salire i prezzi delle batterie, complicando ulteriormente una transizione elettrica già alle prese con molte sfide.
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