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Carburante annacquato: aumentano i guasti ai motori

Il mistero dei carburanti sporchi ha portato all’intervento delle Fiamme gialle nei laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Carburante annacquato: aumentano i guasti ai motori
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Davide Russo
Davide Russo
Pubblicato il 5 ago 2026

Un’automobilista non può accorgersi che il distributore presso il quale sta facendo rifornimento utilizza carburanti impropri e, a giudicare dal numero crescente di problemi ai motori, sta diventando una pratica diffusa in alcune zone del Belpaese. Per valutare la presenza di acqua nella benzina o nel gasolio serve l’intervento di specialisti.

Dopo le segnalazioni dei proprietari di veicoli sono scattati i controlli anche in Veneto. I primi dieci campioni di carburante prelevati dalla Guardia di finanza di Treviso nei distributori non hanno evidenziato irregolarità sulla qualità del prodotto. A seguito di analoghe segnalazioni a Roma, l’Adnkronos ha realizzato un’inchiesta riscontrando un boom di casi di carburante alterato negli ultimi mesi.

Gli esiti dei primi campioni

I risultati avrebbero dovuto giustificare i guasti denunciati da una ventina di automobilisti che si erano recati presso i distributori della discordia. Non è emerso un gasolio fuori norma nelle aeree di servizio segnalate tra le province di Treviso, Belluno, Venezia e Udine. I primi parametri rilevati dai tecnici sarebbero in linea con il gasolio in commercio, scacciando l’ipotesi di una contaminazione.

“I controlli che abbiamo effettuato sono tutti regolari – ha annunciato il comandante provinciale della Guardia di finanza di Treviso, Daniele La Gioia – Non abbiamo riscontrato variazioni rispetto alla tipologia di prodotto dal punto di vista della qualità. Noi però stiamo continuando a fare controlli perché non ci fermiamo mai“.

Le verifiche sulla qualità dei carburanti rientrano nell’attività ordinaria delle Fiamme gialle, ma dopo le svariate denunce di automobilisti con motori ko sono scattati ulteriori controlli mirati. Dopo le analisi in laboratorio non sono mancate le polemiche, nonostante gli esiti negativi. “Un carburante non conforme può avere conseguenze sulla sicurezza stradale – ha ricordato La Gioia – ma può anche configurare una frode in commercio o nascondere irregolarità fiscali in materia di Iva e accise”.

Automobilisti inferociti

Mauro Antonelli, responsabile dell’ufficio studi dell’Unione nazionale consumatori (Unc), ha sottolineato all’Adnkronos come i clienti potrebbero provare a chiedere un risarcimento. La domanda va “inviata con una raccomandata o Pec al gestore della stazione e, per conoscenza, alla compagnia petrolifera di riferimento – ha spiegato Antonelli – Magari in presenza di altre segnalazioni la richiesta potrebbe essere subito accolta procedendo con un risarcimento direttamente attraverso l’assicurazione. In caso di risposta negativa si potrebbe procedere con un’azione legale anche davanti a un giudice di pace”.

Secondo Stefano Bellotto, presidente di Adiconsum, il fenomeno sarebbe iniziato molto tempo prima. “La notizia si è diffusa e sempre più persone mi stanno contattando, anche se il loro incidente è avvenuto mesi fa”, ha annunciato nei giorni scorsi. Alcuni episodi risalirebbero al periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio scorso, complicando la ricostruzione dei fatti. Ulteriori accertamenti saranno svolti nei prossimi giorni, ma il mistero si è infittito e le notizie sui carburanti non possono lasciare dormire sogni tranquilli gli automobilisti italiani in una fase di prezzi alle stelle.

“La vendita di carburanti annacquati è un grave illecito che configura diversi reati. Si va dalla frode in commercio alla truffa, fino alla violazione delle norme fiscali. Gli automobilisti oltre ad acquistare un prodotto alterato e non a norma rischiano anche di subire danni al motore delle proprie autovetture”, ha dichiarato all’Adnkronos Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons.

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