Bologna: dopo Città 30 arriva la prima zona con limite di 20 km/h
Il capoluogo emiliano ha lanciato un test che anticipa la prima zona a 20 km/h in un'area urbana dove sono collocate diverse scuole
Nelle città italiane a causa della strage dei pedoni si avverte la necessità di andare sempre più piano. Il Codice della Strada, aggiornato da oltre un anno, ha provato a inasprire le pene per i trasgressori, ma continuano a esserci evidenti problemi all’orizzonte. Il Comune di Bologna sta adottando misure restrittive per quanto concerne la mobilità in città per contrastare il traffico e aumentare la sicurezza. Il provvedimento Città 30 aveva sollevato un polverone con la bocciatura del Tar, mentre l’iniziativa pilota di Bologna imporrà addirittura un limite di 20 km/h.
Nell’ambito del progetto europeo Reallocate è nata l’esigenza di una trasformazione della città prevista da Bologna Missione Clima e Bologna Città 30. L’aerea specifica è quella di palazzo d’Accursio, nel quartiere Navile, che trasformerà la zona intorno alle scuole del Parco Grosso nella “prima zona residenziale scolastica” in cui automobili, moto e mezzi pubblici dovranno rallentare ulteriormente rispetto ai 30 km/h previste dalle ordinanze della Città 30.
Svolta per la sicurezza
Le nuove generazioni vanno protette e il nuovo progetto punta a introdurre e testare la prima zona con limite di velocità a 20 km/h. Con un comunicato stampa pubblicato sul sito del Comune è stato annunciato lo start del progetto pilota a Bologna, in prossimità dell’area scolastica del Parco Grosso dove verrà istituita la prima zona residenziale scolastica con limite di velocità a 20 km/h. L’obiettivo è ridisegnare lo spazio pubblico in linea con le richieste dei pedoni, soprattutto dei genitori che devono essere garantiti dalla possibilità che i figli non siano esposti a pericoli sulle strade.
Gli interventi di moderazione del traffico per accrescere la sicurezza porteranno all’introduzione di un limite di velocità più basso rispetto a prima. I lavori riguarderanno gli accessi alla scuola primaria Grosso, al nido omonimo, alla scuola dell’infanzia David Sassoli e al Centro Tasso Inventore.
Interventi mirati
Avverrà un potenziamento della segnaletica e l’eliminazione delle barriere architettoniche con l’inserimento di nuove rampe. Ci sarà anche la creazione di una rete di “golfi colorati” in corrispondenza degli incroci, soluzioni grafiche ideate per accrescere la visibilità dei pedoni e provocare un rallentamento immediato dei conducenti. In via Manin, in prossimità della primaria Grosso, verrà creato un accesso pedonale protetto e arredato, integrato da nuove rastrelliere per le biciclette per favorire il loro utilizzo.
Le novità introdotte dovrebbero migliorare l’accessibilità, la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico. Tra gli interventi in programma, come si evince sul sito del Comune di Bologna, ci sarà la valorizzazione degli ingressi scolastici e dei percorsi casa-scuola con l’utilizzo di segnaletica orizzontale e anche di elementi grafici a terra. Secondo le informazioni disponibili, l’attuazione seguirà più fasi, tra la fine del mese di marzo e la fine del mese di giugno. Non dovrebbero essere lunghi gli interventi di carattere grafico e comunicativo, in modo da rendere più facile l’identificazione dell’area scolastica. In supporto al Comune ci sarà anche lo street artist Rise the Cat, che creerà le varie illustrazioni del progetto innovativo.