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Transizione ecologica: nasce il tavolo per le materie prime critiche

Si punta a creare una strategia industriale comune per la transazione ecologica

Transizione ecologica: nasce il tavolo per le materie prime critiche
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 18 feb 2023

Per portare avanti il processo di transizione ecologica è necessario garantirsi un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche. Parliamo di materiali strategici per numerose attività industriali come la produzione delle batterie e dei pannelli fotovoltaici.

Dunque, settori che richiedono una grande quantità di minerali e metalli la cui domanda è destinata ad aumentare sensibilmente nel corso dei prossimi anni. Uno dei problemi è che l'offerta di molte materie prime critiche è concentrata al di fuori dell'Unione Europea, in particolare in Paesi come la Cina. Per questo, l'Unione Europea sta cercando attraverso una serie di iniziative, di ridurre la dipendenza da questi Paesi.

Anche l'Italia si sta muovendo ed è stato finalmente attivato il "Tavolo nazionale per le materie critiche" che è stato promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a cui partecipano non solo gli esponenti del mondo della politica ma anche quelli dell'industria oltre ad esperti del settore.

GLI OBIETTIVI

Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato che questo tavolo nasce per "compenetrare le esigenze del sistema produttivo con gli obiettivi del rispetto ambientale, in una strategia Paese che determini anche le scelte europee e occidentali per l’autonomia strategica rispetto al predominio della Cina".

Dunque, si punta a creare una strategia industriale sulle materie prime critiche essenziali per la transizione energetica. Il ministro Urso, sugli obiettivi del nuovo tavolo, ha poi aggiunto:

Il tavolo è anche funzionale a definire il fabbisogno del Paese nella duplice transizione green e digitale e fornire utili elementi in vista del “Critical Raw Materials Act” che sarà presentato dalla Commissione europea in primavera. Siamo assolutamente convinti che occorra soprattutto in questo campo una politica europea assertiva che utilizzi risorse comuni anche attraverso il Fondo sovrano europeo. Il tavolo inoltre potrà aiutarci nella definizione di una nuova normativa nazionale sulla estrazione mineraria.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, invece, evidenzia la necessità per l'Europa, di ridurre la dipendenza dai Paesi stranieri per le materie prime strategiche per la decarbonizzazione. Per questo, è necessario anche adottare misure che promuovano sempre di più l’economia circolare.

Dovremo investire di più per una migliore gestione degli scarti, puntando alla raccolta, alla selezione, e al recupero delle materie prime contenute nei rifiuti; abbandonare la visione del “rifiuto come problema” e sfruttare appieno il "rifiuto come risorsa”, da usare in modo intelligente, creativa e rigenerativa. Il Governo intende promuovere tale approccio con iniziative di sistema, meccanismi incentivanti, comunicazione e semplificazioni normative in attuazione e revisione dei piani strategici.

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Commenti Regolamento
M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Cioè ti piace proprio scrivere caxxat3.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è così. Lo dicono i conti e lo dicono i fatti, altrimenti la Germania piena di fotovoltaico ed eolico non starebbe scavando lignite e carbone.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Si stima che in Italia basterebbe installare il fv nelle aree industriali per coprire il fabbisogno nazionale. Solo il fv, senza nemmeno contare altre fonti.
Ah, il fv e l'eolico sono ad oggi le fonti energetiche più economiche.

Chi fa questi proclami.... Sa fare i conti molto bene, anche ovviamente sulla capacità prodotta, considerando il fattore di carico.

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Assolutamente si. È dagli anni 70 che nascondono i loro studi sui danno ad ambiente e salute causati dai loro prodotti.
Exxon e Chevron lo sapevano almeno da 45 anni

G
Gianluigi 01 Jan 1970 @ 00:00

Infatti gli accordi di Parigi sono del 2015. Insomma, l'industria europea ha avuto molto tempo per capire cosa succederà e solo ora inizia a svegliarsi. La Cina è stata più veloce di noi, questo è il punto.
Cmq anche l'Europa ha una grandissima potenza economica, anche più della Cina se sommiamo le economie.
Se vogliamo vendere sottocosto, possiamo farlo anche noi tranquillamente.
Solo che la Cina lo fa davvero, da noi col cavolo. Così poi si piange miseria quando i cinesi diventano dominanti. Non sarà il caso di iniziare a correre anche qua? La spinta sulle rinnovabili, per esempio, potrebbe far fruttare soldi ad aziende italiane che potrebbero produrre in loco (fv, eolico). Eviteremmo di pagare gran soldi a Russia, Qatar, Algeria, ecc ecc.

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

A me sembra un piano chiaro. Forse non sei abbastanza informato

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Sicuramente in Italia sarebbe diverso, come vicino a tutte le fonti inquinanti.. basta un'antenna ad abbassare il valore

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Il fatto che in URSS ci fosse una dittatura ha portato direttamente all'incidente e ad avere effetti maggiori conseguenze: Difetto alle barre di raffredamento secretato dal KGB (con la IAEA non sarebbe possibile, si occupano di tutto loro) per non far fare brutta figura al Partito. Notizia dell'esplosione tenuta secreta per non far fare butta figura al partito, la nuvola radioattiva è dovuta arrivare in Svezia.

In realtà negli USA la popolazione è in aumento vicino ai reattori. Semplice, è la zona più controllata e tranquilla al mondo:

https :// www .nbcnews. com/id/ wbna42555888

"A new map of data from the 2010 U.S. Census shows that the number of people living within the 10-mile emergency planning zones around nuclear power plants rose by 17 percent in the past decade, compared with an overall increase of less than 10 percent in the U.S. population"

Le assicurazioni per ripagare eventuali danni ci sono, anzi sono obbligatorie per l'operatività.

https ://www.world-nuclear. org /information-library/safety-and-security/safety-of-plants/liability-for-nuclear-damage.aspx? fbclid=IwAR00LvTZasv-lWMRpMnXJCpXpPyuGscOLVoBc05Xy6L8qnumYFrjnXkowTM

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

No il concetto è, va bene la data ma devi avere un piano, mentre l'Europa per ora ha fissato solo una data, per il resto si sta muovendo molto male

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece in Ucraina nessuno si lamentava e ora hanno una bella zona inabitabile fino alla fine dei tempi...
Da invidiare proprio i paesi dittatoriali, loro si che riescono a fare le centrali nucleari!

Comunque al nucleare sono praticamente tutti contrari (già per questo sarebbe inutile parlarne) e crei anche un danno economico a chi abita nel raggio di almeno 30 km e nessuno indennizza.
Tieni conto che nessuno vorrebbe vivere nei pressi delle centrali quindi le case si deprezzano... Una casa con fotovoltaico invece aumenta di valore

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Mezzo km di cemento, più le aree di distanza da altri edifici.
Il fotovoltaico appoggia solo dei pali a terra o spazi già occupati da tetti.

In realtà i reattori viaggiano all'80% della potenza per il 40-60% del tempo e durano 30 anni, poi vanno fatti interventi di manutenzione straordinaria per allungargli la vita e lo fai a tuo rischio e pericolo...

Comunque puoi avere tutta la potenza che vuoi ma se poi hai un guasto al collegamento cittadino rimani al buio, con le rinnovabili un minimo di autoconsumo lo avresti sempre garantito

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

occupazione? Fai i conti sullo spazio di una centrale qualunque che occuperà a dir tanto mezzo Km2, all'80% della potenza per 7000 ore all'anno per 60 anni quello che produce.. e la stessa superficice di pannelli per le 1000 1200 ore a piena potenza all'anno. Poi ci si mette a ridere.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

più che altro perchè in Occiodente c'è una burocrazia ridicola, che aspetta mazette (vedi i terremotati del centro italia), e una frotta di gente ideologica: comitati locali, i No vax, i No Nuke, i Nimby, i No tav, etc...

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Secondo me perdi il punto di vista...
Tu dici che le centrali occupano poco spazio, ma non tieni conto che quell'area occupata non tornerà probabilmente ad essere "un campo".
I fotovoltaici e le pale eoliche le smonti e le porti via se vuoi...
Inoltre crei un'infrastruttura formate da tante piccole centrali, molto difficile da fare saltare.

Se tu guardi anche la guerra in Ucraina le centrali nucleari sono stati luoghi di combattimento e la popolazione è rimasta al buio perché la Russia li ha scollegati... Smontare i fotovoltaici dai tetti o centrare le pale eoliche con i missili è più complesso e dislocato

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Forse si, ma per ora si vendono più auto di quelle che riusciamo a produrre e si vendono a costi esorbitanti.
Ricordati che anche le aziende europee esportano in Cina, ed essendo una dittatura potrebbe chiudere il mercato alle endotermiche anche domani se lo volesse

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Penso che invece il problema sia proprio quello, perché è ciò che succederà se la transizione energetica non viene presa sul serio...

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Perché dici questo?
Semplicemente prima di oggi non ci siamo mai impegnati per farlo.
In pochi anni vedrai la differenza

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Ciò che tutti si dimenticano di dire è che le risorse "erano nostre" e ora diciamo che "sono della Cina".

La verità è che l'Africa si è stancata delle promesse dell'occidente e la Cina, oggi, è semplicemente il miglior offerente...

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Invece ci vuole sempre una scadenza temporale altrimenti che obbiettivo sarebbe?
La tua soluzione sarebbe aspettare che le cose si sistemino da sole?

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Si, dove gli standard di sicurezza sono bassi

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Tu mi dai dei dati che ti Inchiappettano, il problema sarei io? Contina a collezionare coccarde, il futuro sarà radioso

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

ci vogliono dai 5 ai 10 anni in una nazione seria ed organizzata che guarda alla cresita del futuro (Bangladesh, Turchia, Cina),

G
Giulk since 71' Reload 01 Jan 1970 @ 00:00

Normalmente NON è cosi, è totalmente illogico fissare una data senza avere ancora un piano

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Oppure sono semplicemente produttori di energia e investono per non perdere il primato...
Anche la Norvegia esporta petrolio ma sono i primi a investire nel futuro dell'energia...

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

C'è il dettaglio che se inizi ora a produrre le centrali necessarie per una produzione del genere per 20 anni devi mangiare patate e non hai investito in altro che in 20 anni si è rivelato un investimento proficuo..

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Le centrali non durano 80 anni, bisogna estendergli la vita con degli interventi.. anche il fotovoltaico dopo 25 anni prevede manutenzione straordinaria, non togli tutto

R
Rick Deckard® 01 Jan 1970 @ 00:00

Normalmente è così. Ci si da un obiettivo e una scadenza e poi ci si adopera per fare il necessario per renderlo possibile..

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

L'unico ideologico qui sei tu.

T
Tomas 01 Jan 1970 @ 00:00

La Cina ci aveva già pensato più di 20 anni fa quando faceva incetta di terreni e miniere in Africa pieni di materie prime per batterie…oramai è troppo tardi …🇪🇺 🙇‍♂️ 🇨🇳

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh noi, i belgi e i teteschi le abbiamo spente molto prima. Davvero fubbbbbi. Sai bene che si tratta di decisioni ideologiche dovute spesso a disinformazione. Quel 5% di green tetesco preferirebbe darsi fuoco pur di vedere realizzati i propri piani, mentre al 95% della popolazione che è moderata non si fa sentire.

Le centrali spesso non lavorano al 100%. Da un calcolo fatto i 278TWh sono 4000h in un anno, il 45 50%. Capirai quando ci si potrà avvicinare con le rinnovabili. Ma poi... visto che in Italia consumiamo circa 300TWh annui e la Francia è una nazione simile... ti rendi conto che quei 278 sono già l'80 85% della fabbisogno di una nazione "media"??? altri 4 pannelli per farvi contenti e si sarebbe a posto..
Le scorie costano nulla, l spese future sono già in bolletta. Sempre meno di far girare milioni di pannelli sulle navi porta container e da rinnovare ogni 20 anni.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli elettrodotti a corrente continua perdono il 3% ogni 1000 km, a cui va sommata la perdita dei trasformatori.
Dall'Arabia Saudita fino a qui si perderebbe più del 25%. Dopodiché avresti il solito 10% di dispersione per il tratto a bassa tensione. Se poi usi delle batterie avresti ulteriori enormi perdite.

Vedrai che useranno l'idrogeno. In un solo passaggio ottieni tutta la versatilità necessaria. Lo puoi usare nei forni industriali, lo puoi usare nei mezzi di trasporto, lo puoi usare per il riscaldamento, ti evita le inquinanti e costose batterie, ti evita di costruire centrali elettriche di backup.

d
danieleg1 01 Jan 1970 @ 00:00

Per quegli elettrodotti si usa corrente continua, non alternata. Non hai perdite.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Negli USA hanno già dismesso centrali nucleari di 35 anni. Sono stato largo a dire che durano 45 anni.

Pensavo di non dover specificare che il 100% sul pianeta terra non esiste mai in nessun caso. Ma evidentemente ad alcuni bisogna specificarlo. In Francia:
63 GW di potenza nucleare installata.
278,3 TWh di energia prodotta nel 2022.
Come vedi anche il nucleare è ben lontano dal produrre al 100% della potenza. Si ferma al 50%.
Se consideri i costi energetici per gestire le scorie, scende ulteriormente.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Se vabbè, roba da fantasia!

S
Sig. Stroboscopico 01 Jan 1970 @ 00:00

Strano che non ci fosse già.

L
Luca Bonora 01 Jan 1970 @ 00:00

Ne avessi detta una giusta... tra la durata delle centrali al resto.. le 13 ore poi fanno ridere, facendole passare come SEMPRE al 100% della potenza.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Non è vero. Le centrali nucleari producono solo per l'80% del tempo, per massimo 45 anni. Dopodiché, per i successivi 10 anni, bisogna spendere energia per continuare a raffreddare il reattore prima che possa essere smantellato. Una volta che è stato smantellato bisogna spendere energia per altri 150-200 anni, per l'impianto elettrico dei siti di stoccaggio delle scorie.

Il fotovoltaico in Arabia Saudita produce 13 ore al giorno, tutti i giorni dell'anno.
Sul fronte dei costi c'è un vantaggio enorme per il fotovoltaico. In Arabia costa un terzo rispetto al nucleare.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Le centrali nucleari producono a capacità nominale il 90% del tempo, per 80 anni. Quel fotovoltaico produce a capacità nominale per 5 ore al giorno (forse) e per circa 25 anni, occupando una quantità di spazio semplicemente non disponibile fuori dalle aree desertiche in cui comunque non c'è irraggiamento e tempo buono come c'è lì.

Chi fa questi proclami, come sempre, parla di capacità installata e non di quanta energia produrrà.

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Io contesto il processo, l'impressione è che sia puramente ideologica e totalmente scollegata dalla realtà.
Che poi la possibilità di realizzarlo ci sia, non lo escludo.
Credo solo che programmare meglio prima di prendere la decisione avrebbe reso le possibilità di successo molto maggiori.

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Chi non potrà, andrà a piedi, in bici o in treno, è tutta salute

S
Salvatore Sgambato 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto può essere fatto "prima", tuttavia ci si sta muovendo non proprio all'ultimo minuto. Vero è che per fare partire le estrazioni minerarie servono anni, ma credo che, se ci sarà la volontà, con i giacimenti di litio e terre rare scoperti ultimamente potremo coprire gran parte del nostro fabbisogno entro il 2035, oltre a dover essere fortemente incentivato il riciclo dei materiali critici (cosa che col petrolio e il gas non si può fare)

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Non ho scritto che lo devono vendere a noi.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Gli elettrodotti hanno una dispersione enorme sulle lunghe tratte.
Per il trasporto di energia elettrica dall'Arabia Saudita all'Italia credo che verrà usato l'idrogeno, che ha anche il pregio di essere immagazzinabile.

V
Vae Victis 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutte le centrali nucleari del mondo, mettendole insieme, producono 390 GW.
L' impianto fotovoltaico saudita da 200 GW non lo definirei una goccia in mezzo al mare.

T
T. P. 01 Jan 1970 @ 00:00

in più, non a caso, è un tavolo visto che poi ci mangeranno anche! :(

M
Meandmyself 01 Jan 1970 @ 00:00

La critica poi gente che mangia fiera polli pieni di acqua e sale e bistecche piene di ormoni…quelle fanno bene

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Possono vendere quello che vogliono, altrimenti a che serve l'elettrodotto che devono costruire tra Tunisia e Sicilia?
https://uploads.disquscdn.c...

J
Jotaro 01 Jan 1970 @ 00:00

Pensa che a un coprofago di tutto questo non interesserà mai nulla.

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Purtroppo loro stanno investendo così tanto perché il compagno perfetto delle rinnovabili è il gas. Dal loro punto di vista non avrebbe senso puntare sulle rinnovabili poiché non sono un vettore energetico come lo sono petrolio e gas e quindi non potrebbero vendercelo.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Loro stanno investendo fortemente nelle fonti rinnovabili. I giacimenti non sono infiniti e differenziare è la prima regola degli investimenti.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma che caz.. ma allora io butto l'immondizia per strada, tanto lo fanno gli altri.
Non raccolgo la cacca del mio cane perché tanto lasciano sporco anche gli altri.
Non pago le tasse perché tanto non le paga nessuno....
Ma chi sei?
Parente del food blogger che pensa di essere un grande statista?

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto molto bello, anche se venisse realizzato sarebbe una goccia in mezzo al mare.

Comunque non era questo che intendevo quando chiedevo dell'opinione dei petrolieri.

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Per me è solo un occasione per sparare 2 fesserie, se è buona ci faccio il pane e me la mangio pure.

ユダ 01 Jan 1970 @ 00:00

Non credo che a Bruxelles si facciano troppi problemi se la gente comune sarà o non sarà in grado di spostarsi...

C
Cpt. Obvious 01 Jan 1970 @ 00:00

Tutto giustissimo, solo un piccolo dubbio...
Ma questi argomenti non avrebbero dovuto essere affrontati prima di decidere la data?
Non sono questioni che contribuiscono direttamente alla decisione di questa?
Cioè a Brussels si sono immaginati il mondo Green ideale in cui tutti hanno una BEV, scelto una data e poi qualcuno deve cercare di riuscirci?

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Le persone sono condizionate da ciò che la stampa e la tv propinano…
Il principale problema dell’Italia ora é che al festival di Sanremo fedez ha limonato con un altro e blanco ha preso a calci dei fiori…
Prima risolviamo questo problema poi se c’é tempo ci preoccuperemo del caro vita e degli stipendi bassi 🤷‍♂️

h
halbeeee2 01 Jan 1970 @ 00:00

Beh parte del loro lavoro è far credere che questi problemi esistano davvero, finché c'è gente che ci crede

h
halbeeee2 01 Jan 1970 @ 00:00

Ti sei dimenticato di citare gli immigrati

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

No aspetta, non lo capisco da parte delle persone. Dalla parte di chi fa campagna elettorale per professione lo capisco.

F
Frug 01 Jan 1970 @ 00:00
T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Quando non sai come risolvere dei problemi reali… te ne inventi uno nuovo inesistente (la farina di grillo)

T
Tony bresaola 01 Jan 1970 @ 00:00

Dovevano svegliarsi 10/15 anni fa…
Senza contare che la Cina nel settore auto con la sua potenza economica potrà permettersi di vendere inizialmente sottocosto le sue vetture unicamente per tagliare sul nascere la concorrenza…
Hanno utilizzato lo stesso meccanismo vendendo i loro pannelli fotovoltaici 15 anni fa e ora sono i monopolisti del mercato

D
Davide 01 Jan 1970 @ 00:00

solo un mentecatto prima si lancia sull'elettrico e poi pensa alla filiera per l'approvvigionamento. Che scappati di casa

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Io onestamente non capisco tutta questa discussione nata intorno alla farina di grillo o in generale di insetti...

M
Maurob 01 Jan 1970 @ 00:00

Ma qualcuno ha chiesto ai petrolieri cosa ne pensano della transizione energetica?

M
M_90® 🐲🎮 01 Jan 1970 @ 00:00

ci siamo tolti dalle mani della russia con il gas e stiamo facendo lo stesso errore con la cina consegnandole il mercato automobilistico, poi voglio proprio vedere quando scoppierà la guerra usa-cina e partiranno le sanzioni che casino succederà. bisogna dire la verità su questa transazione ecologica, per l'ambiente non serve a nulla visto che altre 7 miliardi di persone inquinano come se non ci fosse un domani

A
ACTARUS 01 Jan 1970 @ 00:00

Ora faranno le batterie con la Farina di Grillo, ci sono già gli accordi per una Gygafattoria per gli allevamenti