Antonelli e Russell: perché Kimi si trova meglio con la Mercedes W17
La Mercedes W17 sembra adattarsi meglio allo stile di guida di Kimi Antonelli rispetto a quello di George Russell: tra gestione dell’aderenza e differenti approcci all’assetto, cerchiamo di capire perché il giovane italiano riesca a sfruttare meglio il potenziale della Mercedes
In questa prima parte del Mondiale F1 2026, al netto dei problemi di affidabilità Mercedes, che hanno comunque riguardato entrambi i piloti, Kimi Antonelli riesce a sfruttare molto meglio la Mercedes W17 rispetto al compagno di squadra George Russell. In qualifica, in più occasioni, il pilota italiano è stato più veloce del britannico anche di diversi decimi. La domanda “sorge quindi spontanea” cosa fa Antonelli di diverso? Talento generazionale? Certo. Ma non è che Russell sia una “fermo”; tutt’altro.
E’ possibile che la differenza principale riguardi esattamente lo stile di guida. Antonelli usa il volante in modo più deciso e aggressivo. Entra in curva più tardi, cerca di tenere la macchina dritta il più a lungo possibile e poi sterza rapidamente. Lui stesso ha spiegato di voler “accorciare” la curva, quasi come se volesse “chiuderla” tutta in poco spazio.
Kimi di recente infatti ha affermato: “Cerco di accorciare il raggio di curva, così come il tempo che spendo tra frenata e zona morta. Provo a racchiudere la curva come un fazzoletto. Giro all’ultimo, molto aggressivo. Diciamo che impegno di più la macchina. Ho uno stile un po’ più aggressivo”.
Sembra un dettaglio, ma su queste Formula 1 può fare una grande differenza. Le gomme Pirelli, infatti, soffrono quando devono sopportare troppi sforzi nello stesso momento: frenata, sterzata e accelerazione. Antonelli prova a separare meglio queste fasi. Prima frena con la macchina più dritta, poi sterza in modo deciso. Così riesce a far lavorare meglio le gomme.
Questo stile non è facile. Serve grande sensibilità, perché sterzare così tardi può rendere la macchina più nervosa. Però, se fatto bene, aiuta soprattutto a portare le gomme nella giusta temperatura. E in Formula 1 la temperatura degli pneumatici è fondamentale: se sono troppo freddi non hanno grip, se si scaldano troppo perdono prestazione.
Antonelli sembra riuscire a scaldare meglio soprattutto le gomme anteriori, cioè quelle davanti, che servono per inserire la macchina in curva. Russell, invece, guida in modo più progressivo e morbido.
E qui veniamo al dunque.
Quello stile funzionava meglio con le vecchie monoposto ad effetto venturi, che avevano più carico aerodinamico e permettevano una guida più stabile in ingresso curva. Con la W17, invece, Russell sembra fare più fatica ad adattarsi.
E non è un fatto peregrino che l’anno scorso il pilota inglese fosse spesso davanti al giovane compagno di squadra. Certo, per Kimi era il primo anno, totale praticantato, eppure non digeriva quel tipo di monoposto.
C’è poi un altro aspetto importante: la frenata. Negli ultimi Gran Premi si è visto che Antonelli tende a frenare leggermente prima di Russell in alcune curve. Nella storia della F1 la staccata al limite ha sempre rappresentato un vantaggio fondamentale fra il buon pilota e il campione: frenare più tardi era “il" vantaggio. Oggi, però, non è sempre così.
Le Formula 1 attuali devono anche recuperare energia in frenata per ricaricare la batteria. Frenare nel modo giusto permette quindi di avere più energia elettrica da usare nei rettilinei o nei momenti decisivi del giro. In pratica, chi frena un po’ prima ma gestisce meglio l’energia può essere più veloce di chi stacca all’ultimo metro.
Questo spiega perché Antonelli riesca spesso ad avere più potenza disponibile nei tratti di accelerazione. Non è solo una questione di coraggio o talento, ma anche di adattamento alla macchina e alle regole tecniche attuali, che gli stessi piloti definiscono “contro natura”.
Un altro vantaggio potrebbe dipendere anche dal fatto che l’attuale leader del mondiale è più giovane e ha meno abitudini consolidate rispetto a piloti più esperti. Non avendo guidato per anni le vecchie generazioni di F1, potrebbe essere stato più facile per lui adattarsi alla W17.
Quindi, per sintetizzare. Antonelli sta facendo la differenza perché guida in modo più aggressivo, scalda meglio le gomme, gestisce bene la frenata e recupera energia in modo efficace. Russell resta un pilota molto forte, ma al momento sembra meno a suo agio con le caratteristiche della Mercedes 2026.
E voi, cosa ne pensate?
(Illustrazioni realizzate da Alessandro Arcari)