Tesla, fusione possibile con SpaceX: l’ultima folle idea miliardaria di Elon Musk
Il magnate sudafricano ha intenzione di unire il marchio automobilistico Tesla con SpaceX per la creazione di un colosso da 3.500 miliardi di dollari
Correva l’anno 2002 quando, pochi mesi prima della fondazione di Tesla, Elon Musk creò la Space Exploration Technologies Corporation, nota al mondo come SpaceX. L’azienda aerospaziale con sede nella località texana di Boca Chica, nacque con la chiara volontà di produrre innovative soluzioni tecnologiche per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte.
L’azienda americana ha sviluppato i lanciatori Falcon 1, Falcon 9 e Falcon Heavy e le capsule Dragon e Dragon 2, per il trasporto di carico e astronauti da e verso la stazione spaziale internazionale. Un progetto che dovrebbe portare in futuro gli esseri umani a vivere su Marte. In occasione della conference call, tenutasi ieri con gli analisti, sui conti di SpaceX, Elon Musk ha annunciato che sosterrebbe una fusione tra SpaceX e Tesla. I comitati indipendenti non hanno ancora stretto un accordo e il voto degli azionisti resta un ostacolo importante, ma dopo i conti del terzo trimestre, con il primo utile da quando è quotata in Borsa, SpaceX potrebbe legarsi a filo doppio con la Casa automobilistica di EV più nota al mondo.
I risultati finanziari
I prezzi di chiusura di martedì hanno dato un’idea della potenza di fuoco che potrebbe creare l’imprenditore di Pretoria, naturalizzato americano. Un gruppo unico varrebbe circa 3.500 miliardi di dollari, con SpaceX a circa 2.000 e Tesla a quasi 1.500. Per ora non c’è ancora una offerta ufficiale, ma sono già stati istituiti dei comitati speciali di amministratori indipendenti, su richiesta degli azionisti, per valutare l’ipotesi di fusione.
Elon Musk, amministratore delegato di entrambe le realtà, per ora si è astenuto dal prendere parte ai colloqui a causa del conflitto di interessi. Si tratta di una strategia, anche perché per arrivare alla definizione occorrerebbe il via libera della maggioranza di tutte le azioni Tesla, non soltanto di quelle che votano in assemblea.
L’impatto dell’IA
SpaceX sta volando a ha concluso il trimestre luglio-settembre con un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, contro una perdita di 1,1 miliardi un anno prima, mentre i ricavi sono schizzati del 161% a 14,6 miliardi. Il trimestre precedente, il primo da società quotata, si era chiuso con ricavi di 7,8 miliardi e una perdita di 541 milioni. Cosa sta facendo la differenza? Il reparto dedicato all’Intelligenza Artificiale con ricavi cresciuti di oltre nove volte, a 7,6 miliardi, superando Starlink stessa (5,2 miliardi, +69%) come prima fonte di fatturato del colosso americano.
Alla base della crescita ci sono i nuovi contratti cloud, la crescita del chatbot Grok e l’acquisizione di Cursor, start-up di software di programmazione con IA. Tra i clienti dei data center di SpaceX spiccano i nomi di Anthropic, accordo di 45 miliardi di dollari in tre anni, e Google, con 920 milioni al mese da ottobre fino a giugno 2029. Numeri spaventosi che mettono in primo piano l’IA. Nel trimestre SpaceX ha investito 19,6 miliardi di dollari, di cui 16,4 nell’IA, per un totale di 48 miliardi nei primi nove mesi dell’anno. L’obiettivo era portare la capacità a 1,7 gigawatt, da 0,6 di un anno fa, e non sembrano esserci più limiti al raggiungimento del traguardo di altri 10 gigawatt nel 2027.
SpaceX e Tesla potrebbero lavorare congiuntamente su software di IA, progettazione di chip, robotica e calcolo basato nello spazio. Con una stretta collaborazione, grazie agli investimenti azionari, il brand di veicoli elettrici potrebbe continuare a dettare legge sul car market green. Al 30 giugno Musk possedeva il 48,4% di SpaceX, con oltre l’82% dei diritti di voto, e circa il 20% di Tesla. Servirebbe l’approvazione di almeno il 50% di tutte le azioni del brand di auto, ma non ci sembra un ostacolo insormontabile per un uomo potente come Musk.