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Il Ministro Urso: la crisi di Stellatis? Colpa dell'elettrico e del Green Deal

Il ministro punta il dito sull'ex CEO Carlos Tavares e rivendica il ruolo guida dell'Italia nel correggere le politiche di Bruxelles sul Green Deal

Il Ministro Urso: la crisi di Stellatis? Colpa dell'elettrico e del Green Deal
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 12 feb 2026

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, attribuisce la crisi di Stellantis alle follie ideologiche del Green Deal e alla strada forzata dell’elettrico. Durante il question time alla Camera, il ministro punta il dito in particolare contro l’ex numero uno del Gruppo automobilistico, Carlos Tavares, che ha imposto una strategia forzata verso l’elettrico con risultati che oggi sono fallimentari.

La crisi di Stellantis è da tutti attribuita al Green Deal e in modo specifico alla conduzione di Tavares. Si era creduto all’ideologia di Timmermans imponendo all’azienda la strada forzata dell’elettrico con risultati che oggi sono fallimentari. Lo ha evidenziato lo stesso Filosa richiamando tutti alla realtà e cambiando in modo radicale la strategia industriale negli Stati Uniti e in Europa.

Insomma, per il ministro, le difficoltà di Stellantis hanno una chiara origine. Serve un cambio di rotta a livello europeo che secondo Urso arriverà grazie all’alleanza tra la Germania e l’Italia che hanno indicato a Bruxelles la via della ragione e della neutralità tecnologica.

STOP ALLE IDEOLOGIE

Per il ministro Urso, si deve tornare alla realtà e mettere la parola fine alle ideologie. Il ministro adesso si attende che al vertice sulla competitività di Bruxelles emerga una larga convergenza sulla strada tracciata dall’Italia affinché torni a prevalere la ragione. Le richieste che l’Italia porterà sul tavolo europeo si concentreranno su flessibilità e la neutralità tecnologica. Si discuterà anche di un’introduzione graduale del principio del Made in Europe, dell’impiego di misure di salvaguardia contro l’export di acciaio sussidiato dalla Cina e di altre misure che grazie all’Italia si inizieranno sin da subito a discutere a Bruxelles.

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