Regno Unito, la crisi energetica accelera la transizione? Boom di BEV e colonnine
Il Regno Unito mostra un'accelerazione importante verso l'elettrico: +36% di richieste di EV, +20% di wallbox vendute in un mese
La crisi internazionale che stiamo vivendo ha diverse ripercussioni, anche e soprattutto sul settore della mobilità. Il prezzo del carburante è salito in maniera vertiginosa, stanno aumentando anche il prezzo delle auto usate e si prospetta un’interruzione dell’approvvigionamento. Il futuro, quindi, non appare facile e in tanti cercano soluzioni alternative. Nel Regno Unito, per esempio, la crisi energetica innescata dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta producendo un effetto inatteso sul mercato delle auto elettriche. A fotografare la situazione è Octopus Energy, il primo operatore energetico britannico per numero di clienti, i cui dati raccontano come il mese di marzo sia stato quello con il maggior numero di richieste e vendite di tecnologie a basse emissioni.
La crisi favorirà la transizione energetica?
Le richieste di veicoli elettrici sono cresciute del 36% dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, mentre le vendite di wallbox domestiche hanno segnato un +20% su base mensile. Il fenomeno non riguarda solo la mobilità. Nello stesso periodo le vendite di impianti fotovoltaici sono cresciute del 54%, mentre le pompe di calore hanno registrato un +51%. Octopus ha risposto con un programma di installazioni rapide per le abitazioni ancora dotate di caldaie a gasolio.
Il CEO di Octopus Energy Greg Jackson parla di un “enorme scossone” nei comportamenti dei consumatori. Secondo la sua analisi le bollette energetiche saliranno di nuovo da luglio, quando verranno aggiornati i tetti tariffari. Un aumento che, nelle previsioni dell’azienda, spingerà ulteriormente verso l’elettrico.
Uno scenario tristemente noto
Quanto sta succedendo riflette una dinamica già vista nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Le crisi geopolitiche che colpiscono le forniture di combustibili fossili accelerano strutturalmente la transizione verso le energie rinnovabili e la mobilità elettrica. La differenza, questa volta, è che i prezzi di veicoli elettrici e tecnologie domestiche sono significativamente più bassi rispetto a quattro anni fa, abbassando la soglia d’accesso per le famiglie.
Ma, come notano in molti, in un contesto così critico e incerto, è difficile pensare che una parte importante delle popolazioni, che già vive situazioni di crisi economica, decida di acquistare un’auto nuova. Al di là se sia elettrica, ibrida o con motore tradizionale, in una fase così difficile in cui diventa complicato anche affrontare il peso delle bollette, non è facile sostenere un investimento importante, sia esso per l’acquisto di un’auto che consumi meno o l’adozione di tecnologie (pompe di calore, fotovoltaico, eccetera) capaci di produrre energia a costo zero (o quasi). Il problema è molto più radicato e di non facile risoluzione.