Prezzo carburanti in rialzo: in pochi giorni vanificato il taglio delle accise
Perché lo sconto derivato dal Decreto Carburanti è già quasi sparito con i rialzi degli ultimi giorni
Se negli ultimi giorni il prezzo del gasolio è sembrato leggermente più basso (con il gasolio tornato sotto i 2 euro a litro) è stato per effetto del decreto del governo che ha ridotto le accise sui carburanti. Il problema è che l’effetto reale di questa misura, entrata in vigore il 19 marzo, sembra già terminato. Anche perché le quotazioni internazionali stanno rapidamente erodendo il beneficio previsto. Il provvedimento riduce di 25 centesimi al litro il costo di benzina e gasolio per venti giorni, con una spesa complessiva di 417,4 milioni di euro nel 2026.
Lo sconto, nella pratica, si è già assottigliato in misura consistente. A fronte di una riduzione fiscale di 24,4 centesimi, il prezzo medio del gasolio è sceso di soli 13,8 centesimi rispetto ai listini del 18 marzo, con un mancato risparmio sul pieno da 5,3 euro, mentre per la benzina la riduzione è stata di 15,4 centesimi, con un mancato risparmio di 4,5 euro a pieno.
Quanto ha inciso il calo delle accise
La Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti (FIGISC) è ancora più diretta: in soli due giorni dall’entrata in vigore del decreto, l’82% del taglio sul gasolio e il 30% di quello sulla benzina sono già stati vanificati dalle quotazioni. La federazione ricorda che i prezzi non li fissano i gestori ma le compagnie petrolifere, e che la crisi attuale è più grave per intensità di quanto registrato nel 2022.
La CGIA di Mestre ricorda che dall’inizio dell’anno il gasolio è salito del 20,9%, pari a 34 centesimi al litro, mentre la benzina ha segnato un rincaro del 3%. Il gasolio a 1,966 euro registra, rispetto alle medie annue, il record di sempre. 31 centesimi in più rispetto al 2025, 25 centesimi in più del 2024, 17 centesimi in più del 2023 e 15 centesimi in più del 2022, l’anno dell’inizio del conflitto in Ucraina.
Sul fronte della distribuzione, i dati del Ministero delle Imprese raccontano un quadro disomogeneo. In nessuna regione si registra una riduzione pari all’intero ammontare previsto. In autostrada, tra il 19 e il 21 marzo, il calo per la benzina self-service è stato di 18,5 centesimi al litro, mentre per il gasolio si è fermato a 15,8 centesimi. La percentuale di impianti che, invece di ridurre i listini, li aveva aumentati è scesa dall’11,4% al 4,5% grazie ai controlli della Guardia di Finanza disposti dal Garante per la sorveglianza dei prezzi.
L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea che, con una misura della durata di soli 20 giorni, chi attende oltre tre giorni per adeguare i prezzi incassa una quota dello sconto spettante agli automobilisti, e che il decreto non ha previsto strumenti sanzionatori aggiuntivi né per l’Antitrust né per la Guardia di Finanza.
Le possibili alternative
La FIGISC è tornata a chiedere misure strutturali di riduzione dei consumi (tra cui smart working, limitazioni di velocità e potenziamento del trasporto pubblico) oltre a tutele per le fasce più deboli. Il governo ha dichiarato la disponibilità a prorogare le misure se la crisi in Medio Oriente non dovesse rientrare. Nel frattempo la FIGISC avverte: di fronte all’andamento dei mercati internazionali, le statistiche di oggi fra qualche giorno non avranno più alcun valore.
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