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Uber, “Mask Verification” anche per i clienti: stop a chi non usa la mascherina

Per incrementare la sicurezza delle sue corse, Uber ha deciso di estendere la tecnologia “Mask Verification” ai passeggeri segnalati più volte senza mascherina.

Uber, “Mask Verification” anche per i clienti: stop a chi non usa la mascherina
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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Pubblicato il 6 ott 2020

Uber, per garantire la massima sicurezza di tutti coloro che utilizzano i suoi servizi, sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria aveva messo in campo una serie di misure per contribuire al contenimento della diffusione del pericoloso virus. Adesso, la società americana ha annunciato un nuovo passo avanti per incrementare ulteriormente la sicurezza delle sue corse.

Uber ha fatto sapere di aver esteso l'utilizzo della tecnologia “Mask Verification” anche agli utenti che prenotano una corsa, già segnalati per non aver indossato la mascherina in una corsa precedente. All'inizio dell'anno, la società americana aveva introdotto questa funzionalità di sicurezza per verificare che autisti e corrieri indossassero la mascherina attraverso un selfie, pena l’impossibilità di iniziare il servizio. In Italia, come in molti altri Paesi, era stata resa attiva da maggio.

Tuttavia, durante questi mesi sono arrivate molte segnalazioni di autisti riguardo a passeggeri che salivano a bordo delle auto privi di mascherina. Ecco perché Uber ha deciso di implementare la tecnologia “Mask Verification” anche per le persone che prenotano una corsa, rafforzando ancor di più la sicurezza per tutti. In realtà, già con l’entrata in vigore a maggio del controllo “Mask Verification” per i conducenti, questi, qualora il cliente non indossasse la mascherina, potevano rifiutare la corsa. Oggi, il conducente non solo potrà rifiutare di far salire in auto il cliente sprovvisto di mascherina e cancellare la corsa senza penale, ma potrà inviare una segnalazione specifica ad Uber.

Questo comporterà che alla successiva prenotazione, il cliente debba provare di indossare la mascherina scattandosi un selfie con l’applicazione. Solo così potrà, poi, accedere al servizio. Sul fronte della privacy, la società americana fa sapere che anche la tecnologia “Mask Verification” utilizzata per i passeggeri, come quella per i conducenti, rileva la maschera come un oggetto nella foto e non elabora le informazioni biometriche. Le foto inviate dagli utenti, inoltre, saranno eliminate subito dopo la verifica, e non saranno condivise con gli autisti.

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