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Guerra in Iran: sale il prezzo dell’asfalto, rischio blocco per i cantieri

Il presidente SITEB, Strade Italiane e Bitume ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture chiedendo misure urgenti.

Guerra in Iran: sale il prezzo dell’asfalto, rischio blocco per i cantieri
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 19 mar 2026

La guerra in Iran continua a causare conseguenze anche nel nostro Paese. Dopo il fenomeno dell’aumento del prezzo dei carburanti, il conflitto in Medio Oriente espone i cantieri stradali italiani a una vera e propria emergenza sui costi. La guerra in Iran, infatti, ha fatto esplodere le quotazioni di petrolio e gas metano, trascinando con sé i prezzi delle materie prime che servono per la produzione dell’asfalto. A lanciare l’allarme è SITEB, l’associazione che rappresenta il comparto delle strade e dei bitumi in Italia.

I dati e la richiesta al ministro Salvini

Secondo i dati diffusi dall’associazione, negli ultimi venti giorni la quotazione del bitume è aumentata fino a 200 euro a tonnellata, segnando un’impennata del 47% rispetto a febbraio. Parallelamente, il costo dell’energia necessaria alla produzione del conglomerato bituminoso è raddoppiato. Il gas metano, fondamentale in questa fase produttiva, è passato da 2-3 euro a tonnellata a 6-7 euro, con un’incidenza sui costi di produzione che raggiunge 12-14 euro per metro cubo di conglomerato.

Il presidente di SITEB, Alessandro Pesaresi, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e alle istituzioni competenti. Il punto della missiva è che senza un aggiornamento degli elenchi dei prezzi da parte delle stazioni appaltanti, i rincari non potranno essere assorbiti integralmente dalle imprese esecutrici. Il rischio concreto è il blocco dei cantieri già avviati e la paralisi degli impianti di produzione.

Le richieste avanzate da SITEB comprendono l’introduzione di un contributo straordinario per l’emergenza energetica, limitato alla durata dell’attuale fase economica e circoscritto ai lavori già acquisiti. L’associazione chiede anche la revisione delle soglie di alea (la percentuale di rincaro che le imprese devono assorbire autonomamente prima di poter accedere ai rimborsi) nel meccanismo di compensazione per il caro materiali. Completa il pacchetto di richieste il riconoscimento stabile degli oneri per il conferimento e il trasporto dei rifiuti, voce considerata necessaria per sostenere i processi della green economy senza scaricare i relativi costi sulle imprese.

Non è la prima volta che il settore si trova in questa situazione. Nel 2022 (durante la crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina) SITEB aveva sollevato un allarme analogo. Allora la produzione di asfalto aveva registrato un calo del 17% e decine di impianti costretti a fermarsi. La risposta delle istituzioni era stata un meccanismo di compensazione per il caro materiali. Esattamente quello strumento che l’associazione chiede ora di aggiornare e potenziare.

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