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Finanziamenti auto truccati, rimborsi da 950 euro per 12 milioni di automobilisti

La Financial Conduct Authority ha confermato il piano di indennizzo per i finanziamenti auto venduti in modo irregolare tra il 2007 e il 2024

Finanziamenti auto truccati, rimborsi da 950 euro per 12 milioni di automobilisti
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 31 mar 2026

Chi ha comprato un’auto a rate nel Regno Unito tra il 2007 e il 2024 potrebbe ricevere un rimborso nei prossimi mesi. La Financial Conduct Authority (FCA), l’autorità di vigilanza finanziaria britannica, ha confermato il piano definitivo per risarcire gli automobilisti che hanno stipulato finanziamenti in cui erano previste commissioni nascoste versate dalla banca al concessionario, a loro insaputa. Un fenomeno particolarmente ampio che ha acceso la discussione nel Regno Unito. Sono 12,1 milioni i contratti ammissibili al risarcimento con un rimborso medio di circa 830 sterline (circa 950 euro) per contratto, per un totale di 7,5 miliardi di sterline (circa 8,6 miliardi di euro) che banche e istituti di credito dovranno restituire ai clienti.

Come funzionava la truffa

Il meccanismo alla base dello scandalo prevedeva che le finanziarie pagassero commissioni ai concessionari in funzione del tasso di interesse applicato al cliente. Più alto il tasso, più alta la commissione. I clienti non venivano informati di questo accordo, e quindi non potevano valutare se stavano ottenendo le condizioni migliori o se il concessionario li stesse indirizzando verso un finanziamento più costoso per raggiungere un bonus personale. Non è un fenomeno che riguarda solamente gli inglesi. Nel nostro Paese l’AGCM ha accertato un cartello tra case automobilistiche e finanziarie, comminando nel 2019 una multa da 678 milioni di euro.

Il piano definitivo della FCA ridimensiona le cifre inizialmente ipotizzate. I contratti ammissibili scendono da 14,2 a 12,1 milioni e il totale dei rimborsi passa da 8,2 a 7,5 miliardi di sterline. La FCA ha anche diviso il periodo in due blocchi distinti: aprile 2007-marzo 2014 e aprile 2014-novembre 2024. La separazione serve a proteggere la parte più recente da eventuali ricorsi legali sul periodo precedente, evitando che un contenzioso blocchi tutti i rimborsi.

Uno scandalo che fa rumore

Il percorso che ha portato a questo risultato è stato lungo e difficoltoso. Lo scandalo era arrivato fino alla Corte Suprema, che nell’agosto 2025 aveva parzialmente ridimensionato le pretese degli automobilisti rispetto ai risarcimenti multimiliardari (fino a 44 miliardi di sterline) circolati nelle fasi iniziali del caso. La sentenza aveva stabilito che la sola esistenza di una commissione nascosta non è automaticamente sufficiente a configurare un comportamento scorretto, ma che in presenza di altri fattori (come l’entità della commissione o informazioni fuorvianti fornite dal concessionario) l’accordo può essere considerato iniquo.

Tutto bene quel che finisce bene, insomma? Non proprio. Lo scandalo dei finanziamenti truccati ha già generato un mercato parallelo di soggetti che si propongono come intermediari per accelerare o garantire il rimborso. Risolto un problema ne è subito iniziato un altro.

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