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Il centro storico di Roma diventa "Zona 30": al via da settembre le nuove misure

Nuovi limiti di velocità, più controlli e interventi sui punti critici per ridurre incidenti e aumentare la sicurezza stradale.

Il centro storico di Roma diventa "Zona 30": al via da settembre le nuove misure
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 29 ago 2025

A partire da settembre 2025, il centro storico di Roma sarà trasformato in una grande Zona 30, con limite massimo di velocità fissato a 30 km/h. La misura, già contenuta in una delibera approvata e in attesa delle ultime firme, rappresenta uno dei cardini del nuovo piano varato dal Campidoglio per ridurre in modo significativo il numero di incidenti stradali nella Capitale.

L’annuncio è arrivato direttamente dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, che ha parlato di emergenza sicurezza, sottolineando l’aumento preoccupante degli incidenti urbani. Per l’assessore servono provvedimenti strutturali e immediati per proteggere tutti gli utenti della strada. L’obiettivo è fare di Roma una città a velocità ridotta almeno nelle aree più sensibili, seguendo l’esempio di altre realtà europee come Bologna.

Le misure per la sicurezza sulle strade di Roma

Proprio da Bologna arriva un dato importante sull’efficacia di questa misura che nel capoluogo emiliano ha contribuito alla riduzione degli incidenti e delle vittime. Il provvedimento previsto da Roma Capitale coinvolgerà l’intera ZTL del centro storico, dove saranno introdotti controlli più severi e un rafforzamento dei sistemi di rilevamento della velocità. Sono previsti sessanta nuovi autovelox, sia fissi sia mobili, che si andranno ad aggiungere ai venti già in funzione. L’attenzione sarà rivolta anche ad alcune arterie principali, tra cui la Tangenziale Est all’altezza dei Campi Sportivi, Via Isacco Newton e Via del Mare. Proprio su quest’ultima strada verrà riattivato il tutor mai entrato in funzione.

Il piano del Campidoglio non riguarda però soltanto la velocità. A partire da novembre, infatti, entreranno in funzione undici dispositivi Vista Red già installati agli incroci considerati tra i più pericolosi della città. Questi sistemi permetteranno di multare automaticamente chi attraversa con il semaforo rosso. Altri quindici incroci saranno dotati di telecamere, portando a trentotto il numero totale di intersezioni semaforiche monitorate.

Parallelamente si sono conclusi a luglio i lavori di messa in sicurezza su alcuni dei cosiddetti punti neri della via Cristoforo Colombo, in particolare tra Piazzale Agricoltura e Via Canale della Lingua. L’intervento si inserisce in un piano più ampio di riqualificazione delle strade urbane con il più alto tasso di incidenti mortali.

Oltre il centro storico

Il progetto di messa in sicurezza della città non si limiterà al centro storico. L’amministrazione capitolina ha infatti come obiettivo quello di rendere Roma una vera e propria Città 30, coinvolgendo fin da subito altre cinquanta strade urbane in quartieri come Centocelle, Monteverde, Balduina e Pigneto, oltre ad aree residenziali come Via di Villa Ada e Viale Agosta. L’intento è quello di rendere più vivibili le aree urbane, ridurre drasticamente le corse pericolose e offrire una maggiore protezione a pedoni, ciclisti e automobilisti.

La reazione dei romani

La decisione della giunta capitolina ha, ovviamente, scatenato diverse polemiche. Polemiche già emerse nel recente passato quando si era anticipata l’introduzione di questa misura. Da una parte c’è chi considera la misura inutile, sostenendo che la città sia già congestionata e che spesso non si superino i 20 km/h a causa del traffico e delle condizioni del manto stradale. Altri la leggono come un espediente per fare cassa attraverso le multe, giudicando più efficace far rispettare gli attuali limiti di 50 km/h con controlli severi e autovelox ben posizionati. Non mancano poi critiche di natura politica, con chi vede nella decisione l’ennesima scelta considerata sbagliata di un’amministrazione incapace di risolvere i problemi strutturali della mobilità.
Dall’altra parte c’è chi accoglie positivamente la novità, ricordando che molte città europee hanno già adottato le “Zone 30” e che esperienze come quella di Bologna hanno portato a una drastica riduzione di incidenti e vittime. A favore viene sottolineata soprattutto la maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti, a patto che la misura sia accompagnata da interventi più ampi come nuove piste ciclabili, zone pedonali e un potenziamento dei trasporti pubblici.

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