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Cento anni sotto la pioggia: la storia del tergicristallo Bosch che ha cambiato l'auto

Dal primo tergicristallo elettrico del 1926 alle tecnologie Aerotwin: Bosch celebra 100 anni di innovazioni nate per vedere la strada anche sotto la pioggia

Cento anni sotto la pioggia: la storia del tergicristallo Bosch che ha cambiato l'auto
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 7 ott 2026

Ci sono invenzioni destinate a farsi notare e altre che diventano importanti proprio quando smettiamo di accorgerci della loro presenza. Il tergicristallo appartiene alla seconda categoria. Se ne sta immobile alla base del parabrezza finché una goccia non cade sul vetro. Poi comincia il suo movimento, sempre uguale, cancellando pioggia, neve e sporco e restituendo al guidatore qualcosa di prezioso: la strada davanti a sé.

Nel 2026 Bosch celebra i cento anni del proprio primo tergicristallo elettrico. Un secolo durante il quale sono cambiate automobili, strade e abitudini, mentre quelle spazzole hanno continuato ad accompagnare partenze sotto temporali estivi, viaggi in famiglia, ritorni notturni e mattine d’inverno.

Era il 1926 quando Bosch introdusse l’azionamento elettrico del tergicristallo. Una soluzione apparentemente semplice che rappresentò un passaggio importante per la sicurezza, liberando il funzionamento del sistema dalle precedenti soluzioni meccaniche e permettendogli di lavorare con maggiore continuità.

Un piccolo movimento attraverso un secolo

Da allora il tergicristallo si è trasformato seguendo l’evoluzione dell’automobile. Alla prima motorizzazione elettrica si sono aggiunte nel tempo nuove funzioni, compresa la tergitura intermittente, fino agli interventi sui materiali e sulla forma stessa delle spazzole.

Nel 1994 Bosch introdusse la gomma a doppio materiale Twin, studiata per migliorare le prestazioni di pulizia. Sette anni più tardi arrivò una delle innovazioni più riconoscibili: nel 2001 debuttò Bosch Aerotwin, il tergicristallo flat-blade che avrebbe progressivamente modificato l’aspetto e il funzionamento dei sistemi moderni.

La tradizionale struttura articolata lasciava spazio a una soluzione più sottile e aerodinamica. La striscia a molla Evodium, realizzata su misura, permetteva di distribuire meglio la pressione sul parabrezza, migliorando pulizia e durata. Una tecnologia diventata nel tempo comune anche nel primo equipaggiamento di moltissime automobili.

Dietro questa evoluzione c’è una necessità rimasta identica dal 1926: vedere bene per guidare. È cambiato, invece, ciò che oggi osserva attraverso il parabrezza.

Adesso una visuale pulita serve anche all’auto

Sulle vetture moderne non sono più soltanto gli occhi del conducente ad avere bisogno di un vetro pulito. Telecamere e sensori utilizzati dai sistemi di assistenza alla guida devono poter leggere continuamente ciò che accade intorno all’automobile. Una tergitura efficace assume quindi un ruolo ancora più delicato.

Anche l’avvento dell’elettrico ha imposto esigenze nuove. In un abitacolo nel quale vengono meno rumore e vibrazioni del motore termico, suoni prima quasi impercettibili diventano evidenti. Per questo Bosch lavora anche sulla silenziosità delle spazzole, cercando maggiore scorrevolezza e riducendo i rumori durante il movimento.

L’evoluzione continua anche sui veicoli commerciali. Il sistema Aerotwin J.E.T-blade integra gli ugelli direttamente nella spazzola: il liquido viene spruzzato davanti al tergicristallo durante il passaggio sul vetro, limitando la nebulizzazione che può temporaneamente disturbare la visuale.

Cento anni di viaggi visti attraverso un parabrezza

Per l’anniversario Bosch ha scelto il motto “100 anni di visuali perfette e momenti felici”, costruendo una campagna che intreccia tecnologia, famiglia e nostalgia. Una scelta comprensibile perché pochi componenti dell’automobile hanno assistito, silenziosamente, a così tanti cambiamenti.

In cento anni siamo passati da automobili essenziali alle elettriche, dai viaggi con una cartina sulle ginocchia alle vetture capaci di interpretare ciò che accade sulla strada. Il tergicristallo, però, è ancora lì. Continua a compiere quel gesto nato un secolo fa: andare da una parte all’altra del parabrezza e poi tornare indietro. Un movimento ordinario, quasi invisibile. Almeno finché non comincia a piovere.

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