Crisi dei chip, alla case automobilistiche potrebbe costare 180 miliardi di euro

23 Settembre 2021 0

I problemi della catena di approvvigionamento potrebbero costare all'industria automobilistica ben 210 miliardi di dollari, cioè poco meno di 180 miliardi di euro. Questa fosca previsione arriva dalla società di consulenze Alixpartners. La carenza di semiconduttori è solo una parte del problema. I costruttori, infatti, stanno affrontando anche ulteriori difficoltà tra cui la mancanza di materie prime come acciaio, resina e plastica. Di conseguenza, stanno aumentando i costi e le case automobilistiche sono costrette a ridurre la produzione di auto.

Secondo le stime di AlixPartners, il 2021 è destinato a chiudersi con una perdita di 7,7 milioni di veicoli. Una scenario ben peggiore di quello pronosticato sempre da questa società pochi mesi fa e che riflette una problematica che pare dover durare ancora diversi mesi. In precedenza, a maggio, gli esperti di AlixPartners avevano stimato una perdita di 110 miliardi di dollari e 3,9 milioni di veicoli in meno rispetto ai piani di produzione per l'anno.

Le nuove previsioni della società di consulenze non stupiscono perché arrivano in un momento in cui i costruttori stanno annunciando diversi tagli alla produzione. Persino Toyota che sino a poco tempo fa sembrava immune da queste problematiche, ha dovuto ridurre del 40% la produzione di settembre.

Gli analisti, in realtà, pensavano che il problema della catena di approvvigionamento si sarebbe attenuato già nel corso del 2021. Tuttavia, lo scoppio di focolai del pericoloso virus in Malesia, hanno portato ad un rallentamento della produzione dei semiconduttori in questo Paese.

Gli analisti mettono in risalto anche la difficoltà del settore che oggi non ha più alcun strumento per assorbire eventuali crisi. In breve, qualsiasi problema che colpisce la catena di approvvigionamento va ad impattare sulla produzione delle auto. La crisi pare che potrebbe non finire nel 2021 visto che servono 21 settimane per ricevere i semiconduttori. Proprio per questo, le case automobilistiche starebbero anticipando gli ordini di 40 o 50 settimane.

Tutte queste problematiche si riversano, alla fine, anche sulle concessionarie. I tempi per ricevere le nuove auto si stanno allungando molto e gli stock dei modelli in pronta consegna sono sempre più ridotti.


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