Transport & Environment avverte Bruxelles: meno elettriche e più CO2 con le nuove regole
Transport & Environment critica la Commissione Europea sulla revisione degli obiettivi 2035. Secondo lo studio, le nuove regole rallentano le vendite di auto elettriche e aumentano le emissioni di CO2
La Commissione Europea ha rivisto l’obiettivo del 2035 e Transport & Environment (T&E) ha pubblicato uno studio che spiega quali sarebbero gli effetti della proposta di Bruxelles di rivedere le normative sulle emissioni inquinanti. L’associazione non si nasconde e punta il dito contro la Commissione Europea, spiegando che la decisione di rivedere la normativa porterà ad un calo delle vendite delle auto elettriche, portando ad un aumento delle emissioni di CO2. Insomma, si andrebbe a compromettere i benefici ambientali previsti dalla normativa originale. T&E mette quindi nero su bianco le conseguenze delle decisioni di Bruxelles. Entriamo quindi più nei dettagli.
CONSEGUENZE DI VASTA PORTATA
Transport & Environment spiega che la Commissione ha già offerto due concessioni all’industria automobilistica. In primo luogo, nell’ambito del Piano per l’Automotive di marzo 2025, è stato annunciato che le case automobilistiche avrebbero avuto due anni in più per conformarsi all’obiettivo di CO2 del 2025. Ciò significa che la conformità sarà calcolata in media sul periodo 2025-2027 prima del calcolo delle eventuali sanzioni. In secondo luogo, in occasione del terzo Dialogo Strategico per l’Automotive di settembre, la Commissione ha anticipato la proposta legislativa dal secondo trimestre del 2026 a dicembre 2025, accelerando drasticamente i tempi di revisione e riducendo il periodo disponibile per le valutazioni d’impatto e la consultazione.
La Commissione a dicembre ha proposto di rivedere l’obiettivo del 2035 fissando un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% rispetto al 2021, anziché del 100%. Il restante 10% di emissioni dovrà essere “compensato" da combustibili alternativi (fino al 3%) e acciaio a basse emissioni di carbonio (fino al 7%), consentendo alle case automobilistiche di poter vendere qualsiasi propulsore dopo il 2035, compresi quelli a combustione interna e ibridi. Secondo l’associazione, questa modifica porterà le vendite di veicoli elettrici all’85% nel 2035, anziché al 100%.
T&E va poi avanti, stimando gli effetti al 2030. Invece di essere calcolate per un singolo anno, le emissioni saranno calcolate in media sul periodo dal 2030 al 2032, il che equivale a ritardare l’attuazione dell’obiettivo completo. Se a tutto questo ci aggiungiamo i supercrediti proposti dalla Commissione sulle piccole elettriche che contribuiranno in maniera importante ad abbattere le emissioni medie di CO2 a livello di flotta, l’associazione stima che la quota delle BEV potrebbero calare dal 57% al 47%. Si parla esplicitamente di una decelerazione della diffusione delle BEV durante la fase più critica della transizione del mercato.
COSA SUCCEDE NEL 2035?
Alla fine, la quota precisa di veicoli elettrici nel 2035 varierà a seconda del mix di veicoli a combustione interna di ciascuna casa automobilistica. L’obiettivo di riduzione del 90% di CO2 implica che, in media, le emissioni della flotta delle case automobilistiche dovranno rimanere al di sotto di 11 g CO2/km nel 2035. Dopo, per le case automobilistiche sarà possibile vendere qualsiasi tipo di propulsore, inclusi benzina, diesel, ibridi, ibridi plug-in e con range extender. A seconda del mix di vendita, le case automobilistiche potrebbero vendere tra il 5% e il 50% di veicoli non BEV dopo il 2035, inclusi veicoli ibridi plug-in, altri ibridi e veicoli a combustione convenzionale.
La quota di queste auto a combustione dipenderà dalle loro emissioni medie di CO2. Con veicoli ibridi plug-in a autonomia estesa (EREV) più efficienti, con 22 g/km, la quota raggiungerà il 50%; tuttavia, questa cifra scenderebbe al 25% se venissero venduti invece veicoli ibridi plug-in (PHEV), che emettono 45 g/km. Nello scenario più realistico, l’associazione ipotizza che il 10% dei veicoli venduti sarà costituito da veicoli ibridi plug-in e circa il 5% da veicoli a combustione interna.
L’impatto sulle emissioni sarebbe comunque importante. Si parla di un aumento di 720 milioni di tonnellate di CO2 fra il 2025 e il 2050. In pratica, un 10% in più rispetto alla normativa attuale. Se Bruxelles dovesse indebolire ulteriormente gli obiettivi, come qualcuno chiede, l’aumento delle emissioni sarebbe molto più importante.
LE PROPOSTE
T&E propone di eliminare i crediti per i biofuel e ridurre il peso dell’acciaio verde, oltre ad eliminare i meccanismi di compliance pluriennale. Inoltre, si raccomanda di rivedere la definizione di E-Car e i suoi vantaggi. Si chiede quindi di ridurre la lunghezza massima delle piccole BEV incentivabili a 4,1 metri e di abbassare il peso dei supercrediti (moltiplicatore da 1,3 a 1,2). Inoltre, si chiede di riservare i supercrediti solamente alle E-Car prodotte in Europa con batterie assemblate nel Vecchio Continente. In ogni caso, visti questi scenari, Transport & Environment chiede a Bruxelles di fare un passo indietro e di tornare alla precedente normativa.
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