Una grande capitale europea potrebbe eliminare l'auto: ipotesi referendum
Dalla proposta ardita al via libera della Corte: la sfida di Berlino per trasformare il centro urbano in un'oasi senz'auto
Il 9 luglio del 2006, l’Italia calcistica vinceva il suo quarto titolo mondiale e gridava all’unisono: “Il cielo è azzurro sopra Berlino“. Eppure, nell’immaginario collettivo quando si pensa alla capitale tedesca si immagina un clima torvo con nuvole minacciose, mentre le strade vengono ammantate da una patina grigia. Ovviamente, questo è un luogo comune. Oggi, però, la cittadinanza berlinese sembra avere una voglia matta di regalarsi davvero un cielo (più) azzurro, eliminando quasi completamente le auto dalla propria geografia. Basta rumore, basta gas di scarico e quant’altro.
La metropoli teutonica, che conta quasi 3,9 milioni di abitanti, si sta consumando riguardo a una proposta, sfociabile in un referendum, che propone di ridurre drasticamente l’uso delle automobili private nelle strade urbane. Il progetto è netto e ambizioso: permettere ai cittadini l’uso del proprio veicolo per un massimo di dodici giorni all’anno.
L’iniziativa cittadina: più spazio per le persone
Questa iniziativa cittadina ha ricevuto una spinta propositiva nel 2025, quando un tribunale ha emesso una sentenza storica: la proposta è compatibile con la Costituzione, poiché non esiste un diritto fondamentale all’uso dell’automobile. Tale decisione ha trasformato un’idea radicale in un percorso legale tangibile, con i promotori che sono attualmente impegnati in una raccolta firme per indire un referendum, che richiederà la partecipazione di almeno il 25% degli elettori.
Per i sostenitori “del partito anti macchine”, la città è attualmente prigioniera di un degrado silenzioso, la cui causa principale sono proprio i mezzi a motore. Le automobili sono motivo di inefficienza del trasporto pubblico e di insicurezza sulle strade, oltre a rappresentare una fonte incessante di stress e inquinamento. A questo va aggiunta poi una questione di priorità economica: i promotori denunciano come progetti infrastrutturali recenti abbiano richiesto investimenti di centinaia di milioni di euro per coprire appena pochi chilometri di asfalto dedicato alle vetture. Ridurre la loro presenza significherebbe restituire spazio vitale ai berlinesi, migliorando la qualità della vita di tutti i giorni.
Due berlinesi su tre non hanno la macchina
Tuttavia, la storia di questa “Berlino senz’auto” non è priva di ombre e perplessità. Molti osservatori temono che una restrizione così severa possa trasformarsi in una manovra che colpisce le fasce più deboli della popolazione, in particolare chi vive nelle periferie e dipende dal veicolo privato per raggiungere il posto di lavoro. Senza un potenziamento strutturale dei servizi e politiche abitative che accorcino la distanza tra casa e ufficio, il rischio è quello di esacerbare le disuguaglianze urbane. Alcuni critici arrivano a sostenere che l’iniziativa non sia abbastanza radicale, poiché non affronta i nodi strutturali della povertà e delle carenze del trasporto pubblico.
Nonostante i dubbi, Berlino parte da una posizione di vantaggio rispetto ad altre capitali. Già oggi, la densità di auto è sorprendentemente bassa: circa due persone su tre non possiedono una vettura, e il tasso di motorizzazione non raggiunge il 33% della popolazione. Grazie a una rete di trasporti pubblici molto strutturata e a una fitta trama di piste ciclabili, i residenti hanno imparato a preferire mezzi alternativi, spinti da una crescente consapevolezza ambientale. Mentre la popolazione è cresciuta di 300.000 unità rispetto al 2014, il numero di immatricolazioni è rimasto stazionario. Adesso, la parola passa agli elettori che entro l’8 maggio sapranno se l’iniziativa – e l’eventuale buon esito della raccolta firme – convergerà verso il referendum. Dopo di che, il destino delle auto a Berlino transiterà dalle urne.