Hyundai i30: l'auto trasversale | DESIGN

09 Settembre 2016 0


La terza generazione della compatta coreana si rinnova profondamente, tornando in un certo verso alle origini: via linee scenografiche e appariscenti, bentornate forme semplici per piacere a tutti. Perché è proprio questo l'obiettivo di Hyundai: creare #aCarForEveryone per recuperare terreno nel difficile segmento C Europeo.

Hyundai lo ha annunciato nella giornata di ieri: l'obiettivo è quello di diventare il primo brand asiatico in Europa entro il 2020. Per raggiungerlo, il segmento C è vitale come l'ossigeno: per questo la nuova compatta non deve e non può permettersi di sbagliare.

Design "maturo"

Per questo le aspettative sul prodotto erano altissime: ieri, durante la presentazione, abbiamo potuto apprezzare un'auto che lo stesso Peter Schreyer definisce "matura", in grado di piacere ad un pubblico trasversale, senza troppi guizzi stilistici ma con tanti dettagli che si apprezzano guardandola per tanto tempo.

Una filosofia stilistica che segue pari pari quella che da oltre 40 anni Volkswagen detta a tutti con la propria Golf, e che solo negli ultimi anni i costruttori sembra abbiano compreso fino in fondo: l'evoluzione di poche linee fondamentali e riconoscibili decreta (quasi sempre) il successo commerciale perché le linee semplici sono anche quelle che invecchiano più lentamente, senza lasciarsi influenzare dalle mode passeggere.

Ecco perché, quindi, al barocco - seppur affascinante - "fluidic sculpture", in Hyundai, anche grazie alla direzione "tedesca", hanno preferito per un corso stilistico più semplice, ma non per questo meno intrigante.


Innanzitutto, non manca l'originalità, grazie ad un nuovo frontale, caratterizzato dalla calandra "Cascading Grille" che simula, a detta di Schreyer, il flusso del metallo fuso all'interno di uno stampo: si tratta di una griglia esagonale irregolare che si sviluppa in larghezza e poco in altezza, restituendo l'immagine di un muso basso e ben piantato per terra. Qualche critica forse può essere fatta al rapporto tra la griglia e i fari, che sono fortemente inclinati, togliendo un po' di quell'orizzontalità delle linee che tanto invece si fa apprezzare nel resto della vettura. Fanali che hanno una grafica interna davvero piacevole, grazie all'illuminazione LED che dona subito un look moderno e hi-tech all'insieme. Completano l'opera un paraurti scavato nella parte bassa, per accogliere due file di luci diurne a LED e dei fendinebbia tondi.

Questo è e sarà il frontale delle future Hyundai (i10 restyling compresa): prendere o lasciare? Per ora, prendere, anche perché queste vetture vanno viste dal vivo per essere comprese e apprezzate ed è quasi certo che il grosso sbalzo anteriore di queste immagini non sarà poi così pronunciato dal vivo.


Il resto della vettura, invece, è apprezzabile fin da subito: la linea di cintura laterale è parallela al terreno, come Golf, A3, 308 e, insieme ad un montante C pronunciato, la sensazione è quella di una fiancata solida e fatta bene. Una piccola critica si può fare per la linea dei finestrini che, in concomitanza con il terzo vetro laterale, interrompe la sua continuità effettuando una discesa improvvisa, che avrebbe forse potuto essere risolta meglio. Piacevole è invece la linea che unisce i gruppi ottici anteriori a quelli posteriori: grazie ad un leggero gradino i designer sono riusciti a creare una "spalla" che rinforza la presenza su strada della i30, rendendola più "aggressiva".


Il bello di utilizzare poche linee è che non servono cerchi da 20 pollici per dare dinamismo alla fiancata: nelle immagini ufficiali sono sufficienti dei 17-18" multirazza bicolore, e il risultato è di tutto rispetto.


Dietro, i30 mostra un'identità forte, anche se non completamente inedita: i fanali a LED sono semplici e sviluppati in larghezza, disegnando con le luci due linee precise e dinamiche, mentre gli indicatori di direzione e le luci di retromarcia avrebbero potuto essere integrate meglio nel disegno della grafica interna.


Curiosa e inedita la collocazione dei fanalini retronebbia (ben due, una vera rarità ormai), inglobati da due linee che muovono un posteriore che altrimenti sarebbe stato troppo piatto: una soluzione piacevole e originale, che serve anche a mascherare la maniglia di apertura del portellone. La parte bassa del paraurti, invece, non segue le recenti tendenze e si risparmia finti estrattori o, peggio, finti terminali di scarico: il tubo di scappamento c'è ma non è ostentato, anche perché per ostentarlo ci sarà tempo con l'attesissima RN30.


La grande rivoluzione dello stile di i30 è stata fatta all'interno: qui le linee verticali della scorsa generazione cedono il posto a forme orizzontali, morbide ed essenziali: abbandonata la soluzione delle bocchette verticali (che qui vengono spostate sotto il display dell'infotainment), i designer di Hyundai si sono concentrati sugli abbinamenti cromatici (elegante il nero-grigio chiaro delle prime foto in nostro possesso) e sulla pulizia delle forme.

Imponente è invece la console centrale, che accoglie un grande display da 8,3 pollici touch, affiancato dai sempre comodi tasti fisici per comandare le funzioni principali. Semplice e completa anche la plancetta contenente i comandi del climatizzatore, tutti fisici. Sempre piacevole, infine, l'illuminazione blu/azzuro, che però spesso provoca dei problemi di visibilità di notte.


Ben sagomato e rifinito il volante, che è impreziosito da un doppio inserto nella razza inferiore, mentre la strumentazione - anche qui in  contro tendenza - rimane del tipo analogico con un display TFT al centro. Sul tunnel centrale, infine, sparisce la leva del freno a mano, sostituita da un comando elettrico e un cassettino con sportello scorrevole.

In sintesi, Hyundai i30 si fa apprezzare per la sua semplicità, per il suo essere al di fuori da qualsiasi tendenza stilistica e, allo stesso tempo, per essere moderna e ben dotata di tutto quello che serve per vendere nel 2016. Definirla con qualche aggettivo? Equilibrata, moderna, interessante, ben fatta. Infastidirà la Golf? Se si guiderà bene e costerà il giusto, allora sì! Anche se, complessivamente, manca un poco di audacia che, però, ci aspettiamo di ritrovare nella sportiva RN30.


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