Monopattini elettrici, perché l’obbligo per targa e assicurazione slitta ancora
La piattaforma per richiedere il contrassegno dei monopattini non è ancora attiva. Ritardi almeno fino ad aprile
La norma c’è. Il decreto attuativo pure. Manca solo la parte che dovrebbe far funzionare tutto. La piattaforma digitale necessaria per richiedere il contrassegno identificativo dei monopattini elettrici non è ancora operativa, e questo rende inapplicabile l’intero impianto del nuovo Codice della strada sul tema. L’obbligo di targa e assicurazione, atteso da tempo, slitterà con ogni probabilità ad aprile.
Cos’è successo
Il decreto ministeriale 250 del 13 novembre 2024 ha stabilito modalità e costo del cosiddetto “targhino”, ed è stato fissato a 8,66€ (pagabili tramite PagoPA). Di questi 8,66€, 5,03€ sono per il costo del contrassegno, 1,11€ di IVA e 2,52€ come quota di maggiorazione destinata a formazione, segnaletica e sicurezza stradale. Per ottenerlo, il proprietario del mezzo deve accedere a una piattaforma telematica dedicata. Quella piattaforma non esiste ancora, nonostante i termini previsti dallo stesso decreto siano già scaduti. Ecco il paradosso.
Le conseguenze vanno però oltre un “semplice” ritardo burocratico. Senza contrassegno identificativo non è possibile associare una polizza RC a un mezzo specifico, né inserirlo nelle banche dati assicurative. L’obbligo assicurativo, modellato su quello dell’RC auto, diventa così lettera morta. Le sanzioni previste per chi circola senza targa o copertura si attestano tra i 100€ e i 400€, ma rimangono formalmente inapplicabili finché il sistema non sarà attivo.
Le conseguenze
Cosa accadrà ora? Intanto a risentirne sarà il mercato. Il comparto dello sharing ha registrato un calo dei noleggi che sfiora il 30%, mentre le vendite dei privati hanno subito un crollo altrettanto significativo. Assoutenti, che ha ricostruito pubblicamente tempi e ritardi della vicenda, chiede che al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo i premi siano uniformi su tutto il territorio nazionale, senza disparità regionali o provinciali.
Le prime stime parlano di polizze comprese tra i 25€ e i 150€ annui, una forbice ampia che riflette l’incertezza ancora dominante. Una volta che la piattaforma sarà finalmente operativa, i proprietari avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Solo a quel punto scatterà anche l’obbligo di copertura assicurativa. Fino ad allora tutto rimarrà invariato. Sperando che ad aprile non saremo qui a raccontare di nuovi ritardi.
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