Da 130 a 120 km/h, il limite in autostrada può cambiare: l'ombra dell'austerity
Ridurre la velocità autostradale di 10 km/h per salvare le scorte: la strategia dell'Agenzia Internazionale dell'Energia accolta dall'UE
La situazione contingente non è delle più rosee, con la guerra in Medio Oriente che continua ad avere effetti collaterali nefasti anche sulla nostra società. Il costo dei carburanti è ormai fuori controllo, con la proroga del taglio delle accise che è stata confermata fino al primo maggio. Intanto, da Bruxelles, l’UE fa intendere che all’orizzonte si prospetta un nuovo periodo di austerità, addirittura superiore a quello della crisi energetica che ha imperversato durante gli anni ’70 del secolo scorso. Fra le ipotesi per ridurre l’impatto sul consumo di carburante si fa avanti quella della riduzione del limite di velocità sull’autostrada, da 130 a 120 km/h. Per ora è un consiglio caldamente raccomandato, ma potrebbe presto divenire un obbligo.
Il peso del conflitto
Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato le prime operazioni contro l’Iran, oltre un mese fa, il mondo dell’energia è precipitato in un vortice di incertezza. Circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio greggio e gas naturale liquefatto è rimasta bloccata nel Golfo Persico, trasformando la disponibilità di risorse in un miraggio lontano. Le conseguenze economiche sono già pesantissime: i prezzi di petrolio e gas sono aumentati fino al 70%, alimentando i timori per una crisi che potrebbe essere la peggiore degli ultimi cinquant’anni.
Il carico di paura arriva da Bruxelles
Un sommo grido d’allarme arriva dall’Unione Europea, che non gira tanto intorno alla questione. Il commissario europeo per l’Energia, Dan Jørgensen, parlando ai ministri dei 27 Paesi membri, è stato categorico: “Dobbiamo essere pronti a possibili interruzioni a lungo termine del commercio energetico internazionale”. La prospettiva è quella di un cambiamento strutturale, non passeggero. Secondo Jørgensen, anche se la pace dovesse arrivare domani, la normalità non tornerà tanto in fretta né tanto facilmente. Disegnando una spaccatura profonda con il passato pre-crisi. Un po’ come è capitato con la pandemia di Covid-19.
L’idea del limite a 120 km/h
Per scongiurare il problema e la paura di restare a secco, oltre a ridurre la dipendenza da petrolio e gas, la Commissione Europea sta valutando un pacchetto di misure dolorose. Tra le proposte più discusse spicca quella di abbassare il limite di velocità autostradale a 120 km/h, restringendo di 10 km/h l’attuale soglia consentita in Italia.
Come anticipato, non si tratta al momento di un obbligo imposto, ma di un consiglio raccomandato che poggia su basi tecniche verificate: secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, questa manovra sarebbe efficace per ridurre i consumi di carburante senza incidere pesantemente sui tempi di viaggio degli utenti. Questa proposta si inserisce in una strategia più grande che include l’invito a potenziare il lavoro da casa, limitando l’utilizzo delle autovetture private, e a incentivare l’uso dei mezzi pubblici.
Verso l’indipendenza energetica
Il traguardo finale di questa strategia non è solo il risparmio immediato, ma una vera e propria inversione di rotta verso l’indipendenza energetica. Il monito dell’Europa è un invito a raddoppiare gli sforzi nello sviluppo delle energie rinnovabili, trasformando questo momento critico nell’occasione per abbandonare definitivamente i combustibili fossili. Mentre attendiamo l’annuncio ufficiale del nuovo pacchetto di misure comunitarie, resta la consapevolezza che il nostro modo di viaggiare — e di consumare — sta per entrare in una nuova, complessa fase.