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F1, per Ferrari il terzo posto in Australia è un solido inizio

Per Vasseur 27 punti sono il massimo ottenibile: ora testa alla Cina

F1, per Ferrari il terzo posto in Australia è un solido inizio
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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Pubblicato il 9 mar 2026

Il Mondiale 2026 di Formula 1 è iniziato. E i risultati dicono Mercedes AMG F1. George Russell e Kimi Antonelli hanno firmato una doppietta sul circuito dell’Albert Park di Melbourne con la Ferrari SF-26 che ha risposto nell’unico modo possibile, portando a casa le due posizioni successive. Charles Leclerc ha chiuso terzo a 15 secondi e mezzo da Russell, Lewis Hamilton quarto a poco più di un secondo dal compagno di squadra. Ventisette punti totali per Maranello, un bottino che Fred Vasseur ha definito senza esitazione il massimo ottenibile. Per qualcuno potrebbe apparire retorica, ma è anche una lettura onesta di un weekend in cui il gap con le Frecce d’Argento era reale e già evidente dalle qualifiche.

L’analisi della gara

L’inizio del GP è stato promettente e ha fatto ben sperare. Leclerc è scattato alla perfezione dai semafori, ha preso la testa in curva 1 e ha dato vita a un duello ravvicinato con Russell protrattosi fino al giro 12, con i due che si sono scambiati più volte la testa della gara. Poi è arrivata la Virtual Safety Car per la vettura di Hadjar ferma a bordo pista, e con essa il momento che ha indirizzato la corsa. Russell e Antonelli sono entrati ai box passando da gomme Medium a Hard. Ferrari ha scelto di restare in pista, convinta della propria strategia. Leclerc si è fermato al giro 25, Hamilton tre giri più tardi. Da quel momento la classifica non è più cambiata.

Il monegasco ha riconosciuto la complessità della nuova Formula 1. “Ci sono tante cose di cui tenere conto allo stesso tempo, erogazione dell’energia, pneumatici, sorpassi”, ha dichiarato, aggiungendo di essere soddisfatto della gestione della gara pur ammettendo che il passo per mantenere la testa nelle fasi successive non c’era. Hamilton ha raccontato un pomeriggio di crescita costante. “Ho capito sempre di più la vettura, adattando il mio stile di guida per ottenere il massimo”, ha detto il britannico, che ha definito il risultato il miglior possibile considerando quanto appreso nel fine settimana.

Vasseur è stato il più diretto. Ha parlato di un gap di prestazione già emerso in qualifica e ha spiegato la scelta di non fermarsi durante la VSC come una scelta strategica pianificata. Ha anche aggiunto un dettaglio. La seconda neutralizzazione ha chiuso l’ingresso della pit lane proprio nel momento in cui le Ferrari avrebbero potuto rientrare in condizioni favorevoli. Sfortuna o variabile imprevedibile, la sostanza non cambia. Il team principal ha però chiuso con una nota costruttiva. Ha infatti ricordato che sapere dove migliorare, anche in una situazione di svantaggio, è già un punto di partenza.

Per il resto Verstappen ha recuperato quattordici posizioni partendo ventesimo e ha chiuso sesto con 8 punti. La Red Bull non è ancora quella macchina dominante degli anni scorsi, ma Verstappen è ancora in grado di fare la differenza. Da segnalare la prestazione di Antonelli che ha firmato il primo podio italiano a Melbourne dal terzo posto di Trulli nel 2009. A diciannove anni, alla prima gara da titolare in una stagione completa, ha tenuto il ritmo del compagno di squadra per tutta la distanza.

Il prossimo appuntamento è già il prossimo fine settimana in Cina, allo Shanghai International Circuit, primo weekend Sprint della stagione. Ferrari ripartirà dalla consapevolezza di avere una vettura competitiva. Non la migliore in assoluto, sono altri i più titolati a vincere il mondiale. Il divario c’è e si vede, ma la stagione è lunga e le sorprese non sono da escludere. Anzi.

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