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Autovelox, tutti gli apparecchi approvati dal 2017 saranno omologati

Il Governo cerca di mettere una pezza alla questione degli autovelox, quelli approvati dal 2017 saranno come omologati

Autovelox, tutti gli apparecchi approvati dal 2017 saranno omologati
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 12 mar 2026

Immaginate di percorrere un lungo rettilineo al tramonto, non c’è nessuno e schiacciate l’acceleratore, poi, all’improvviso venite colpiti da un breve bagliore che in modo inesorabile sancisce: multa per eccesso di velocità. Per anni, tutto ciò non avrebbe avuto scappatoie e i ricorsi sarebbe stati certamente andati in fumo. Oggi, invece, quel verbale è al centro di un acceso dibattito giuridico. La questione degli autovelox omologati è diventata un vero e proprio “rebus” per migliaia di automobilisti e amministrazioni comunali, trasformando un semplice strumento di controllo in un caso nazionale. Ora, però, sembra arrivare un punto fermo in più.

La svolta sancita da Salvini

Il centro della controversia risiede in una sottile, ma fondamentale, distinzione tecnica che è emersa con forza negli ultimi mesi. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10505/2024, ha stabilito che “approvazione” e “omologazione” non sono la stessa cosa. Mentre la prima è un procedimento amministrativo più semplice, la seconda richiede verifiche tecniche molto più rigorose basate su standard ministeriali specifici. Senza l’omologazione corretta, molti verbali sono stati dichiarati nulli dai giudici di pace.

Per rispondere a questo caos normativo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha tracciato una linea di demarcazione netta. Secondo quanto dichiarato dal ministro Matteo Salvini, tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente conformi ai requisiti di omologazione. Al contrario, i dispositivi autorizzati prima di tale data non potranno più essere utilizzati a meno che il loro prototipo non venga adeguatamente adattato ai nuovi parametri tecnici richiesti.

Non servono per fare cassa

L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di “superare l’idea dell’autovelox usato solo per fare cassa”, riaffermando che la priorità assoluta deve restare la sicurezza stradale e non il rimpinguamento dei bilanci comunali. Come spesso, invece, in molti hanno pensato (e il gettito ricevuto da alcuni Comuni grazie alle sanzioni stradali lo dimostrerebbe). Questo cambio di rotta mira a garantire che gli strumenti di rilevazione della velocità siano tecnicamente ineccepibili, eliminando l’incertezza che ha alimentato migliaia di ricorsi.

Tuttavia, la riorganizzazione non si ferma alla velocità. Il Mit sta infatti preparando una nuova offensiva contro l’evasione dell’assicurazione RC auto. Entro la prossima estate, si punta ad approvare una norma di legge che, di concerto con il Garante della Privacy e l’Ivass, permetterà controlli più efficaci. Si tratta di una misura necessaria, se si considera che solo lo scorso anno la Polizia Stradale ha accertato circa 30.000 violazioni dell’obbligo assicurativo su 1,5 milioni di veicoli controllati. In questo nuovo scenario, la tecnologia dovrà essere non solo precisa, ma soprattutto “giusta”, per riconquistare la fiducia dei cittadini.

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