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Volvo non frena i tagli: altri 2.500 licenziamenti per abbattere i costi

Volvo Cars riduce i costi e annuncia 2.500 esuberi, di cui 2.000 in Svezia. È la seconda ondata di uscite dopo i 3.000 posti di lavoro già tagliati nel 2025

Volvo non frena i tagli: altri 2.500 licenziamenti per abbattere i costi
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Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 23 ott 2026

La scure dei tagli torna ad abbattersi su Volvo Cars. Con una nota diffusa questa mattina, la casa automobilistica svedese ha ufficializzato un nuovo piano di ridimensionamento che porterà all’eliminazione di 2.500 posti di lavoro. Una decisione maturata con l’obiettivo di contrarre le spese, il cui prezzo più alto verrà pagato proprio in patria: 2.000 degli esuberi annunciati riguarderanno infatti il personale in Svezia.

L’impatto su Göteborg e la linea del management

I tagli colpiranno in modo significativo l’area attorno a Göteborg, città simbolo dove il gruppo non solo mantiene la sua sede storica, ma gestisce importanti impianti produttivi e centri di ricerca.

Per limitare le tensioni e ammorbidire la manovra, la dirigenza punta a evitare lo scontro diretto. “Un aspetto fondamentale da sottolineare è che procederemo attraverso uscite volontarie, affiancate da una politica d’inserimento estremamente rigida“, ha spiegato all’agenzia di stampa svedese TT il CFO della società, Fredrik Hansson.

La seconda stangata in pochi anni e l’asse con la Cina

Per il gruppo svedese non si tratta di un episodio isolato, ma del proseguimento di una rotta già tracciata. Già nel 2025 l’azienda aveva cancellato 3.000 posizioni lavorative (anche in quel caso 2.000 sul suolo svedese), rendendo questo nuovo intervento una seconda, pesante stangata sulla forza lavoro.

La misura arriva in un momento in cui la struttura aziendale resta fortemente proiettata su scala globale. Controllata dal gigante cinese Geely come azionista di maggioranza, Volvo affianca alla presenza di Göteborg le sedi operative di Shanghai, dove ha attivo un altro centro di ricerca, e stabilimenti produttivi dislocati tra Belgio, Cina e Stati Uniti.

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