Cerca

Ritorna la Lola T70: ha un V8 da 500 CV e la carrozzeria in fibre vegetali

Rinasce la Lola T70: l'icona di Daytona è stata trasformata in una supercar stradale. Pesa meno di 900 kg, scatta in 2,5 secondi e sfida il futuro con l'utilizzo di componenti in fibra vegetale.

Ritorna la Lola T70: ha un V8 da 500 CV e la carrozzeria in fibre vegetali
Vai ai commenti
Riccardo Mantica
Riccardo Mantica
Pubblicato il 1 apr 2026

Tra le sonorità che gli appassionati di motori amano ascoltare, del profondo tuonare dei V8 americani difficilmente ci si scorda. Soprattutto ripensando a quei ruggiti che negli anni ’60 facevano tremare l’asfalto di Daytona e Le Mans. E tra i protagonisti, allora, c’era anche Lola. Un marchio leggendario che ha scritto pagine indelebili del motorsport.  E che oggi torna alla ribalta con un progetto ben definito e tanto di targa. Stiamo parlando della rinascita della T70. Proprio quella Lola che a quasi cinquant’anni dalla doppietta conquistata nella 24 Ore di Daytona del 1969 oggi viene trasformata in una supercar stradale. Che sprizza sì adrenalina ma, sorprendentemente, porta rispetto per l’ambiente.

Il sogno di Till Bechtolsheimer

A capo di questa operazione, niente meno che Till Bechtolsheimer. Colui che ha salvato l’azienda dal baratro nel 2022. Esattamente un decennio dopo la sua chiusura per debiti avvenuta il 5 ottobre 2012. “Volevamo consegnare un’auto identica al mostro sputafiamme dell’era di Steve McQueen," spiega Bechtolsheimer, “ma raffinata attraverso processi produttivi moderni“.

Il cuore pulsante? Chiaramente rimane fedele alla tradizione. Un massiccio V8 Chevrolet da 6.2 litri che sprigiona 500 cavalli, o un 5.0 litri “small-block" capace di toccare i 530 cavalli. Qui non ci sono paddle al volante o aiuti elettronici invasivi. Il bolide viene gestito da un cambio manuale Hewland a sei marce che richiede braccia ferme.

Tra fibre vegetali e resina di canna da zucchero

Ma la vera magia avviene dove l’occhio non vede subito. Mentre l’estetica ricalca le linee sinuose e aggressive del 1969, la “pelle" della vettura è un miracolo di bio-ingegneria. La carrozzeria è infatti realizzata con un composito naturale al 100%. Un mix di fibre derivate da scarti vegetali e roccia basaltica. Il tutto tenuto insieme da una resina ottenuta dalla canna da zucchero. È un’auto che guarda al passato per lo stile, eliminando però le colle a base di petrolio. E con un peso che ferma l’ago della bilancia sotto i 900 kg. Un rapporto potenza-peso tale da far impallidire molte moderne hypercar. Lo scatto? Da 0 a 100 km/h in appena 2,5 secondi per la versione più estrema.

Un abitacolo per puristi della velocità

Salire a bordo di una Lola T70S significa fare un salto nel passato. Perché all’interno regna l’analogico. Lancette che danzano seguendo i giri del motore e controlli fisici che restituiscono un feedback immediato. C’è l’aria condizionata, unico vero lusso concesso per rendere vivibili i viaggi estivi, ma lo spazio per i bagagli è praticamente inesistente. Saranno solo 16 i fortunati che potranno parcheggiare questo gioiello nel proprio garage, ritirandolo direttamente dalle officine di Silverstone. Un ritorno romantico e sostenibile che dimostra come, a volte, per andare avanti bisogna saper guardare indietro con coraggio.

Ti potrebbe interessare:
Commenti Regolamento