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Contro il caro carburanti, la Spagna taglia l'IVA dal 21 al 10%

Il governo spagnolo, per tamponare l'aumento del costo dei carburanti, ha scelto di tagliare drasticamente l'IVA

Contro il caro carburanti, la Spagna taglia l'IVA dal 21 al 10%
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Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 20 mar 2026

Le scorie del conflitto in Iran planano con le sue nefaste conseguenze sui mercati energetici europei, costringendo i governi a ricorrere a strumenti contro il tempo per proteggere il potere d’acquisto dei cittadini, sempre più ridotto. In questo scenario di cupa incertezza, la Spagna guidata da Pedro Sanchez ha deciso di giocare una carta determinante, varando un pacchetto di misure nette che tendono a tagliare le radici del rincaro dell’energia. Il Consiglio dei ministri riunito a Madrid, infatti, ha stabilito un intervento chirurgico sulla fiscalità che promette di cambiare il volto delle stazioni di servizio in tutto il Paese: il taglio dell’IVA sui carburanti.

Una sforbiciata netta

Il caposaldo della strategia iberica, dunque, è la riduzione dell’IVA sui carburanti, che crollerà dal 21% al 10%. Si tratta di un segnale risoluto verso i consumatori, ma non è l’unico. Inoltre, il governo ha previsto l’eliminazione dell’imposta speciale sugli idrocarburi, una mossa che, secondo le stime, dovrebbe tradursi in un calo immediato tra i 30 e i 40 centesimi al litro tanto per il diesel quanto per la benzina. Questa mossa non riguarda solo i trasporti, ma si estende all’intero comparto energetico: il piano mette insieme la riduzione delle imposte sull’elettricità, con la cancellazione della tassa speciale del 5% e il taglio dell’imposta sul valore della produzione elettrica.

Cosa accade in Italia

Nel mentre che Madrid discute di riforme strutturali e protezione sociale, la risposta dell’Italia ha seguito una traiettoria più immediata e a tempo determinato. Il governo guidato da Giorgia Meloni, per fronteggiare le medesime tensioni dovute al conflitto in Medio Oriente, ha dato il via libera a un decreto legge incentrato sul taglio delle accise. Questo provvedimento ha garantito uno sconto di circa 25 centesimi al litro per un periodo limitato di venti giorni, dal 19 marzo al 7 aprile 2026, con un costo complessivo per lo Stato di 500 milioni di euro.

Grazie a questo intervento, il prezzo della benzina è tornato ai livelli antecedenti all’emergenza, attestandosi in media su 1,62 euro al litro, mentre il diesel rimane ancora leggermente sopra la soglia precedente, scendendo a 1,85 euro rispetto ai 2,10 euro raggiunti durante il picco della contesa. Due approcci diversi, quello spagnolo e quello italiano, che testimoniano l’urgenza di un’Europa chiamata a fare i conti con la fragilità dei propri approvvigionamenti energetici.

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