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Motus-E, in Italia sono oltre 45 mila i punti di ricarica per le auto elettriche

07 Luglio 2023 76

Continua a crescere la rete di ricarica per le auto elettriche in Italia. Secondo il nuovo rapporto di Motus-E, sono 45.210 i punti di ricarica ad uso pubblico per i veicoli elettrici. Solo nel secondo trimestre del 2023 sono stati installati 4.037 nuovi punti di ricarica. Complessivamente, da gennaio a giugno, sono stati installati 8.438 nuovi punti di ricarica a uso pubblico, contro i 4.680 dello stesso periodo del 2022 (+80%).

Un incremento che secondo Motus-E dovrebbe accelerare ulteriormente grazie alle infrastrutture che saranno realizzate attraverso il PNRR.

LA RETE DI RICARICA IN ITALIA

Entrando più nel dettaglio del nuovo rapporto, degli attuali 45.210 punti di ricarica, 39.759 sono in corrente alternata con potenze uguali o inferiori ai 43 kW, 2.233 in corrente continua con potenze comprese tra 44 e 99 kW e 3.045 con potenze superiori ai 100 kW. Complessivamente, negli ultimi 12 mesi sono stati installati 14.506 punti di ricarica.

A livello di macroaree, il Mezzogiorno continua a recuperare terreno. Sud e Isole contano infatti il 23% del totale dei punti di ricarica italiani, scavalcando il Centro (21%) e rosicchiando un altro punto percentuale sul Nord Italia (56%).

Guardando alla diffusione dell'infrastruttura a livello delle regioni, al primo posto troviamo la Lombardia (7.657 punti di ricarica), davanti a Piemonte (4.514), Veneto (4.420), Lazio (4.351) ed Emilia-Romagna (3.966). Tuttavia, è la Campania a crescere più di tutte nel secondo trimestre del 2023 (+54 rispetto al primo trimestre dell'anno). Troviamo poi Lombardia (+15%), Liguria (+11%), Lazio (+8%) e Sicilia (+7%).


Il rapporto va poi a soffermarsi sulla ricarica in autostrada con l'infrastruttura che finalmente comincia a crescere in maniera importante. Secondo Motus-E, alla fine di giugno erano presenti 657 punti di ricarica (+422 rispetto a un anno fa) distribuiti in 121 aree di servizio sulle 476 totali. Oltre il 77% dei punti di ricarica in autostrada hanno una potenza superiore a 43 kW e il 58% supera i 150 kW.

RICARICA CASALINGA

Per la prima volta, il rapporto di Motus-E prende in esame anche i dati sui dispositivi per la ricarica domestica che sono cresciuti di ben 8 volte in soli due anni, grazie anche alle incentivazioni connesse alla riqualificazione energetica degli edifici. I punti di ricarica per auto elettriche presenti nelle case degli italiani hanno superato infatti quota 400.000, con 304.000 installazioni collegate ai bonus edilizi.

Per l'associazione, ci sarà un'accelerazione non appena saranno resi disponibili gli incentivi, già stanziati e in attesa solo dei decreti attuativi, per le infrastrutture di ricarica a uso domestico per privati e condomìni. Risorse che, evidenzia l'associazione, andranno a vantaggio anche dell'economia nazionale visto che più del 70% delle wallbox vendute in Italia sono infatti prodotte nella Penisola e oltre il 50% del costo chiavi in mano è appannaggio dell'installazione, svolta da aziende e professionisti locali.


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Commenti

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Cpt. Obvious

Si, ma non esistono solo le cittá e chi si muove in cittá con l'auto anche quando potrebbe avere altre soluzioni (spesso pure piú comode), questo é il problema.

Alfonso

E' vero che dovranno essere di più, ma non di tanto. Qua a forlì i supercharger sono spesso vuoti.

Cpt. Obvious

Se é per quello sono anche poco presenti nei thread dove si parla di limiti infrastrutturali, almeno quelli che ripetono che é tutto a posto.

italba

Dieci anni fa è già tanto se c'erano la Tesla Roadster e la BMW i3, e le batterie costavano dieci volte quello che costano adesso. Chi te l'ha raccontata questa frescaccia?

ACTARUS

dove sono finiti quelli che dovevano fare il cambiamento già da 10 anni fa ?

moichain

oppss adesso rileggendo ho capito!

italba

In 13 anni, non dopodomani

ACTARUS

Sono giusto quelli rimasti che dovrebbero fare il cambiamento

Chicco Bentivoglio

Ti stava facendo notare che i guidatori di ev non espongono gli aumenti o altre problematiche perché fondamentalmente sanno di aver preso una incool8

italba

Eggià, hai arruolato nella gioiosa armata degli amici del brum-brumm tutti quelli che per un qualunque motivo non possono ancora comprare un'auto elettrica ma lo farebbero ben volentieri... Complimenti, a te Salvini te fa le #####!

ACTARUS

Quattro amichetti miei più il 95% degli italiani

Cpt. Obvious

Magari...
Zona nord c'è un buco che arriva fino in Emilia

=METTEK=

È servita. La cartina mostra solo le free To X. Ma se prendi una qualsiasi app e metti da 150kw in su vedrai che anche la Toscana è ben servita. Al contrario del Sud.

italba

Che nessuno acquisterà auto a pistoni lo sanno tutti, in primo luogo i produttori, che nessuno acquisterà auto elettriche lo dici solo tu e gli altri quattro altri scombinati degli amichetti tuoi

Rick Deckard®

In realtà i distributori di benzina spesso sono in posti isolati... Le colonnine non necessitano di un distributore

Rick Deckard®

Ti sei dimenticato della gente che carica a casa.

ACTARUS

Credici...se nessuno acquista auto elettriche e a pistoni non ne fanno più, cosa vendono?

italba

Ancora non hai capito che "non venderanno più nulla" di auto a pistoni, e questo anche prima del 2035?

italba

Certo, in Italia. Ed a Roccasecca di sotto com'è la situazione?

Migliorate Apple music

Mi sa che non hai compreso il mio commento.

moichain

Informati da agosto ci sono aumenti sia per gli abbonamenti e anche per la sola sosta del veicolo, io non ho una EV ma informo

Migliorate Apple music

Chissà come mai sono sempre i non guidatori di elettrica che parlano degli aumenti di costi dei vari abbonamenti.

Cpt. Obvious

Attenzione, io non sto giustificando l'inerzia, al contrario la sto denunciando perché ne vedo fin troppa.
E molta di questa inerzia, IMHO, è causata dal troppo ottimismo e da un approccio ideologico pensando che da qui al 2035 le criticità saranno risolte, ma senza indicare come o muoversi per risolverle.

La transizione è un lancio con il paracadute, solo che noi ci siamo lanciati senza nemmeno verificare di aver preso il paracadute o lo zaino, non abbiamo verificato nemmeno se il paracadute era stato caricato sull'aereo e se fosse funzionante, scopriremo se ci schianteremo solo quando arriverà il momento di tirare la cordicella, ma a quel punto sarà tardi.
Ed a chi ha fatto notare queste criticità, è stato risposto che da qui al 2035 tanto impareremo a volare, però non stiamo nemmeno provando a sbattere le braccia come se fossero ali.

È fattibile, come un lancio dal paracadute, ma le preparazioni vanno fatte prima di lanciarsi (ovvero di fissare la data), non dopo.

Sulle materie prime critiche ti cito a memoria il passaggio a cui mi riferivo.
Uno dei punti riguarda la diversificazione della provenienza delle materie, si impone (giustamente, eh?) Di non legarsi ad un solo fornitore e di limitare al massimo del 10% l'approvvigionamento da un singolo stato.
Tutto corretto in principio, ma se una materia è concentrata in meno di 10 stati?
Se non è possibile fornirsi da 10 stati con misura massima del 10% nelle quantità necessarie per la produzione?
Che si fa?
Ancora una volta un approccio ideologico, basato su principi correttissimi, che però nessuno si è preoccupato di verificare che fossero applicabili sempre nel mondo reale.
Ed infatti il critical raw materials act, al momento, è solo un annuncio, ma non legge.
Ed intanto il tempo passa ed il terreno si avvicina.

E sui lavoratori dell'indotto...
Ok, si riconvertono, ancora una volta giustissimo in principio...
Come si riconvertono? Per cosa?
Chi investe?
Che succede se non tutti venissero riassorbiti? Che impatto avrebbe sulla nostra economia e sulla società?
Qualcuno ci ha pensato?
Qualcuno ci sta pensando?
No! "Tanto impareremo a volare".

Ti ripeto, non sono contro la transizione, sono assolutamente terrorizzato e sbigottito dal modo in cui questa è pensata e gestita in UE.

Nel frattempo, in USA, hanno banalmente messo sul piatto un bel po'di soldi e tutti cinsi stanno buttando a pesce, senza vincoli temporali, ma con risultati, sotto gli occhi di tutti, decisamente migliori.

Cpt. Obvious

IMHO, nessuna fast sarà mai abbastanza fast, quante ne servirebbero, con quali costi? (Ovviamente a regime)
Mentre invece lavorare sulla sosta e ricarica in contemporanea è decisamente più fattibile e prevedibile.
Costa meno, puoi mettere molti più punti di ricarica senza dover rifare le linee elettriche di zona, livella abbastanza i tempi di ricarica, che tenderanno ed essere quelli della sosta media senza creare problemi del tizio con la taycan che deve aspettare la ricarica di quello con l'utilitaria che carica a 50kW, etc.
In contemporanea, puoi pure mettere un paio di fast ad ogni distributore di benzina, da usare se necessario, ma IMHO non saranno la modalità di ricarica principale.
Devi replicare l'esperienza d'uso di ci carica a casa per tutti, per renderle davvero comode.

Tony Musone

E pensare che l'utente a cui rispondi vende bici. Da non credere certa ottusità. Bah

ACTARUS

Soluzione ?...l'hai trovata?...dove vivo l'aria non è inquinata, se aspetti il cambiamento fai prima a cambiare residenza

Salvatore Sgambato

Non è questione di fobia, sono i 40.000 morti l'anno che non sono tollerabili, se poi a te sta bene mi raccomando, quando sei in giro respira a pieni polmoni

ACTARUS

Puoi sognare quello che vuoi, quando ti svegli la situazione è sempre la stessa...se hai questa fobia solo la maschera antigas ti può salvare

Salvatore Sgambato

Saranno pure sogni lunghi ma meglio degli incubi di oggi sull'aria che respiriamo

ACTARUS

Forse per la scarsità del servizio la delinquenza che imperversa a tutte le ore

ACTARUS

Saranno i consumatori finali a decidere...quando nn venderanno più nulla si farà marcia indietro

ACTARUS

Lo dicevano già 10 anni fa e siamo ancora a meno del 5% in Italia

ACTARUS

Stai facendo sogni a lunghissimo termine

moichain

intanto da agosto amenti di oltre il 15% per glia abbonamenti sulle colonnine enel x! io vado a gasolio e sono felicissimo del mio naftone!

Carlito

Io invece vedo proprio le AC come tetto.
Preferisco avere una base solida DC Fast

Salvatore Sgambato

Il futuro non è scritto e dipende da noi, credo che il realismo sia lecito ma non giustifica l'inerzia che stiamo avendo, mentre il mondo corre su rinnovabili, innovazione e elettrificazione. Tutto ciò che non di converte in fretta non ha futuro, i nostri figli faranno lavori oggi non esistono, i cambiamenti sono molto più veloci del passato. Le materie prime critiche, per fortuna, sono anche in Europa, oltre al fatto che il sodio e il silicio ne abbiamo in abbondanza e anche di litio potremmo estrarlo dalle salamoie geotermiche che abbiamo in Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Germania. Noi abbiamo solo da guadagnarne in termini economici e ambientali dalla transizione, anzi chi rema contro si consegna ad una sudditanza economica alla Cina. L'industria automobilistica italiana (quello che ne rimane) lavora per le case tedesche per la maggior parte, quindi o quelle 14.000 persone si riconvertono o restano a casa. Lo stesso vale per i distributori e le officine

Cpt. Obvious

Ma partire da quelle è voler costruire le casa dal tetto

Carlito

In ambito urbano serve tutto nelle giuste "dosi"

Marco B.

quindi che si lagnano? basta che non tolgano parcheggi e fanno quello che vogliono, ma tanto le auto a pile le comperano solo i radical chic.

Cpt. Obvious

Beh...
Le fast in ambito urbano sono l'ultima cosa che serve, servono le AC in una fetta ampia di parcheggi.
Qualche fast ci sta, ma non possono e non devono rappresentare la modalità di ricarica tipica giornaliera in ambito urbano.
Sulle superstrade, male, che si muovano a correggere.

Cpt. Obvious

Eh...
Perché invece la Toscana mi sembra proprio piena di pallini blu.

ACTARUS
Cpt. Obvious

Parlo di tutto:
Prezzi delle auto
Infrastrutture
Sviluppo tecnologico
Costo e accesso alle materie prime critiche
Impatto sull'occupazione e sulla nostra industria automobilistica e indotto.

Non ho il tuo ottimismo e gli anni non mi sembrano poi così tanti come si pensa.
Il punto è che gli anni, da soli, non fanno niente, c'è da correre, investire, programmare, costruire, quindi la visione "le previsioni degli analisti dicono così, quindi tutto ok" non mi convince.
Di cose che possono andare storte, investimenti che non portano frutti o situazioni geopolitiche che stravolgono tutto ce ne sono a valanghe e non vedo piani di contingenza.
Da cittadino, purtroppo, la percezione è che la UE stia un po' sottovalutando la cosa e trattandola in maniera un po' troppo ideologica (vedi gestione del critical raw materials act "), per non parlare del governo italiano che proprio la sta osteggiando.

Scusa lo sproloquio, comunque il punto è che non condivido nemmeno il discorso del "chi non può si arrangerá, ci sarà il TPL", credo fermamente che, oltre al TPL, si debba fare di tutto perché tutti possano.

Meandmyself

Oppure tenersi la sua bella cara auto termica e sbattersene di questi frullini grossi e sovrapprezzati..

Salvatore Sgambato

Se parli dei prezzi delle auto ti do ragione, tuttavia parliamo di 13 anni, non 2 giorni, molti analisti prevedono un crollo delle motorizzazioni termiche ben prima a di quella data, proprio per via dell'inversione dei prezzi tra termiche e bev per via degli investimenti in siti produttivi, economie di scala e innovazione nei processi produttivi e tecnologici (megacasting, batterie al sodio, stato solido, miniaturizzazione di varie componenti come motori, inverter...). I prezzi delle materie prime critiche sono in forte calo, si aprono altre miniere in tutto il mondo e si innova ogni giorno nella diminuzione o eliminazione di sostanze chimiche rare e critiche, non esiste casa auto mondiale che non stia investendo miliardi di euro nelle bev... in pochi anni vedrai che ci saranno persone alle quali converrà una bev perché meno costosa di una termica e la comprerà pure a prezzo del disagio di doverla ricaricare con tempi più lunghi del rifornimento

ilariovs

Molto bene la rete di ricarica galoppa e questo sarà un ottimo investimento per il futuro.

Salvatore Sgambato

Tutte le case auto, ormai anche le giapponesi e americane, hanno deciso di virare quasi completamente sulle bev, semplicemte perché sono il futuro e non possono certo tenere in piedi 2 filiere produttive. Ti dirò di più: sono state le case auto europee a spingere i politici comunitari verso un tutto elettrico, per avere un mercato sicuro per i loro investimenti. Pensi davvero che l'Europa possa andare contro alla principale industria tedesca senza che la stessa sia non solo d'accordo ma anzi principale sponsor della transizione per ovvi motivi strategici?

T. P.

beh il caso scoppiò sul Garda ma l'articolo poi riportava che fosse un mal costume piuttosto diffuso in Italia...

Cpt. Obvious

Nessuno ha detto che il futuro non sia elettrico, ma resto convinto che la transizione o si fa per bene, o non si fará affatto.
Quindi l'interesse di tutti e farla per bene, considerando anche la sostenibilitá economica e sociale.
Se questo vorrá dire investire di piú da parte di stati e UE o rivedere i tempi del ban, sará necessario farlo.
Non puoi pensare di farla sulle spalle di chi non se lo potrá permettere, perché ad oggi sono la maggioranza.

Salvatore Sgambato

Infatti, lo scopo è quello, scoraggiare il traffico auto e incentivare la micromobilità. Non mi sembra un brutto mondo quello di città piene di bici, pedoni e mezzi pubblici in luogo di automobili private. Molte persone non ci pensano nemmeno ad usare bici e mezzi pubblici per via delle troppe auto in giro

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