L'industria chiede un indirizzo politico certo per incentivare l'elettrificazione

23 Dicembre 2021 34

L'industria italiana chiede al Governo un chiaro indirizzo politico per incentivare l'elettrificazione. Questo è quanto emerge dal nuovo report "E-mobility Industry survey - La transizione della filiera della mobilità e il ruolo delle politiche industriali" promosso da MOTUS-E, ANFIA, ANIE Federazione, ANCMA e dell’Università di Ferrara che sarà presentato nei dettagli nel corso del mese di gennaio 2022. Uno studio che arriva in un momento in cui si discute molto della decisione dello stop alle vendite delle endotermiche in Italia dal 2035.

I PRIMI RISULTATI

L'indagine ha coinvolto 122 imprese su scala nazionale che operano sia nella filiera della mobilità tradizionale e sia in quella elettrica. I primi dati del rapporto mettono in evidenza che le aziende chiedono un chiaro indirizzo politico (30% delle risposte), liquidità per gli investimenti (29%) e competenze (13%). Il report, dunque, permette di scattare una fotografia della fase di transizione dell'industria automotive italiana.

L'indagine mette nero su bianco le priorità delle aziende, ma anche le diverse velocità di risposta alla sfida industriale e culturale dell’elettrificazione della mobilità all’interno della filiera.

Dal report emerge anche che per il 65% degli operatori della componentistica la mobilità elettrica non è ancora una priorità, mentre il 40% degli operatori che si stanno ri-specializzando più rapidamente sono OEM (Original Equipment Manufacturers).

Il report, inoltre, approfondisce e analizza la domanda di formazione delle imprese, la necessità di realizzare linee produttive per il mercato della mobilità elettrica e gli ostacoli che le aziende incontrano nell'accedere agli strumenti pubblici di sostegno ed evidenzia la centralità delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione come requisiti indispensabili per affrontare la transizione: il 94% dei costruttori di veicoli finiti sta già investendo in questa direzione.

Questa nuova indagine permette dunque di quantificare l’effettiva portata delle trasformazioni in corso e delle opportunità e criticità connesse. Partendo da questi risultati, il report propone alcune raccomandazioni per il mondo politico che dovrà guidare la fase di transizione.

  • Istituzione di un tavolo di lavoro che si occupi seriamente dell’analisi e della valutazione degli strumenti di politica industriale e di supporto alle imprese
  • Apertura di una collaborazione e dialogo con l’Agenzia delle Entrate e Invitalia per la condivisione dei dati consuntivi sull’andamento delle misure, per capire quali vengono utilizzate di più e quali sono più efficaci
  • Aumento del contributo per ricerca & sviluppo (soprattutto di base), innovazione e formazione 4.0
  • Potenziare i dottorati industriali per l’inserimento di figure altamente specializzate
  • Defiscalizzazione dell’assunzione di personale esperto (under 35)
  • Ripensare agli attuali meccanismi di supporto
  • Utilizzo della formazione ITS (formazione tecnica postdiploma non universitaria) per l’upskillling e incentivazione fiscale per il reskilling dei lavoratori
  • Supporto informativo per accompagnare le piccole e medie imprese per accedere ai fondi
  • Estensione territoriale dei perimetri dei Contratti di sviluppo
  • Introduzione di strumenti fiscali per agevolare le aggregazioni tra imprese e la crescita dimensionale delle aziende
  • Estensione temporale dei finanziamenti ottenuti a 15 anni
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Commenti

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Simplyme

Anch’io pensavo all’idrogeno, ma ci vorrà tempo.

Vae Victis

Ci sono molti metodi già in uso. Ad esempio le centrali dotate di enormi motori a scoppio, da avviare nei momenti di caduta di tensione improvvisa. Oppure le centrali a gas a ciclo aperto: sono uguali alle turbine di un aereo e si avviano istantaneamente producendo tantissima energia. Non sono molto efficienti ma sono centrali economiche e servono solo a gestire dei brevi picchi di domanda.

Per il futuro è probabile che subentreranno anche sistemi a idrogeno, che ha il vantaggio di essere accumulabile in grande quantità per periodi di tempo molto lunghi (al contrario delle batterie).

Simplyme

Come gestisci l’aleatorietà della produzione energetica rinnovabile?

Il pompaggio dell’idroelettrico è un eco-abominio, quindi lo escludo.

Vae Victis

La Francia attualmente è a rischio blackout e ha ben 80 centrali nucleari. Noi ne avevamo solo 4 e ci sono costate tantissimo.
La Francia sta pagando l'energia elettrica il 20% in più rispetto a noi e non finisce lì. Per gestire il nucleare e le sue scorie prelevano fortissime somme dalla fiscalità generale, tanto che è uno dei paesi con le tasse più alte. Molto più alte delle nostre.
Loro rientrano in parte dei costi vendendo impianti nucleari e servizi affini a paesi terzi (anche noi abbiamo inviato in Francia le nostre scorie da gestire). Il programma di Berlusconi di costruire nuove centrali nucleari aveva affidato gli appalti proprio ai francesi. Sono 5-6 miliardi per ogni centrale, una cifra che non recuperi nemmeno dopo 40 anni, e in più devi aggiungere i costi delle scorie. Di sicuro non si può dire che è conveniente.

L'eolico è l'energia che costa meno (dopo l'idroelettrico) ma anche il fotovoltaico ha raggiunto tariffe inferiori al nucleare. Nei prossimi 10 anni si pensa che il fotovoltaico abbia margini per diminuire i prezzi di un ulteriore 40%, andandosi a posizionare vicino ai costi dell'idroelettrico.
Che serve spazio è vero, ma guarda l'impianto che c'è lungo l'autostrada del Brennero, è lungo solo un km per ora. Di margini per aumentare la produzione ne abbiamo.

Ritengo invece ridicolo sprecare soldi pubblici per incentivare il micro-fotovoltaico sopra i tetti delle abitazioni.
Sono troppo piccoli e scomodi per poter avere un buon rapporto costi benefici.

Simplyme

Noi avevamo un nucleare di tutto rispetto, poi, a causa del blocco deciso con un referendum…

I costi alti li hanno anche le rinnovabili, almeno il nucleare ha un output stabile, alto e consuma poco spazio.

Antsm90

Van di pari passo. Se devi pagare meno tasse per un tuo dipendente puoi anche alzagli un po' lo stipendio quando te lo chiede (vabbè che oggigiorno c'è talmente tanta disoccupazione che qualcuno disposto a lavorare sottopagato lo trovi sempre)

Vae Victis

Le aliquote fiscali sono già bassissime in Italia e il costo del lavoro è molto inferiore rispetto a Francia e Germania.
Fonte: Il Sole 24 Ore (giornale della confindustria)

Vae Victis

Anche il nucleare avvantaggia aziende straniere (leggi Francia).
E ha dei costi talmente alti che lo stanno abbandonando tutti, tranne chi ha stupide velleità militari (che gli si ritorceranno contro).

xpy

Si, infatti parlo di aziende private, che ora magari non riescono neanche a trovare dipendenti qualificati perché non possono offrirgli stipendi decenti

nonècosì

hai mai sentito dire una cosa del genre da confindustria o alle associazioni di categoria?

xpy

Beh, se scendono le spese che un azienda deve pagare per assumere un dipendente allora può permettersi di pagarlo di più

Light

Solita industria italiana che piange per colpa della sua stessa immobilità e compiacenza mentre il mondo va avanti

Ratchet

Come sempre in qualsiasi cosa.

SmallSize

Infatti la mia era una critica, l'auto elettrica chiude solamente il lavoro di elettrificazione. E' un processo che non parte dall'auto elettrica, se non con costi enormi.

nickmot

Il problema é, che puoi incentivare l'elettrico quanto vuoi e disincentivare il termico quanto vuoi, m se il mercato dell'elettrico non é pronto (e non lo é), al massimo ottieni solo una ulteriore riduzione delle vendite.

ACTARUS
Simplyme

Lo stato (se proprio deve intervenire) dovrebbe investire nella produzione di energia elettrica, preferibilmente nel nucleare; gli incentivi per le auto elettriche avvantaggiano aziende straniere, dato che l'unica italiana (per 1/4) è indietro con l'elettrificazione, e favoriscono i ceti abbienti che potrebbero permettersela già di suo.

Invece favorire la produzione di energia elettrica ha un impatto positivo sul territorio, e riduce le bollette anche ai ceti bassi.

L' Amore pensato

quante altre supposte dobbiamo farci mettere per fare guadagnare sempre i soliti ?

nonècosì

se defiscalizzi ma non alzi gli stipendi il personale specializzato non lo trovi e nn mi pare di sentire qualcuno che parli di alzare gli stipendi

MatitaNera

A cosa ti riferisci?

MatitaNera

La supercazzola porta a quello

MatitaNera

metà della roba è fuffa per dare una patina di innovazione... non vogliono perdere soldi alla fine

Antsm90

Secondo me han chiesto il mondo sperando di ottenere almeno qualcosina.

Comunque "Defiscalizzazione dell’assunzione di personale esperto (under 35)" è forse l'unica cosa sensata

Antsm90
nonècosì

ogni tanto mi chiedo se in italia se il libero mercato valesse non solo per i lavoratori ma anche per le aziende quante imprese resterebbero in piedi

DeeoK

Mi sembra ragionevole che l'industria chieda una tabella programmatica per quanto riguarda l'elettrificazione del parco auto.
Le richieste fatte invece sono ridicole.

ACTARUS

Ci credo...Non hanno avuto risposte dal mercato...hanno capito che a queste condizioni non le vuole nessuno

Giulk since 71' Reload

Di fatto stanno dicendo, siccome ci costa enormemente investire nell'elettrico, dobbiamo essere sicuri di venderle le auto e guadagnarci altrimenti il gioco non vale la candela :)

Hanno capito benissimo da tempo che questa transizione potrebbe essere letale per loro

ACTARUS

Ci avevano gia provato anche ai tempi di Stanlio e Olio, ma non ci erano riusciti ...ora ci stanno riprovando

SmallSize

Alla buona vecchia maniera! Disincentiviamo il fossile per incentivare l’elettrico! L’inflazione non ci basta

L'illuminato

si tratta solo di soldi.

Alex

tradotto: "datece er grano"

Giorgio

Traduzione: stiamo imponendo un nuovo trend di mercato, ma il mercato non lo accetta, mettete delle regole che lo impongano così almeno ci arrivano dei bei soldini.

PS che tanto svuotare il mare col cucchiaino non fa abbassare la marea

ACTARUS

Di certo c' è solo Certosino

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