Suzuki Swift: l'alternativa "stilosa" alla Baleno | DESIGN

27 Marzo 2017 0


La Suzuki Baleno vi interessa dal punto di vista tecnico, specialmente per quanto riguarda il sistema ibrido, ma il suo stile proprio non vi va giù? Per voi c'è la nuova Swift, la compatta che da tre generazioni fa del design accattivante uno dei propri assi nella manica: l'abbiamo messa sotto la lente di ingrandimento in questo Focus sul Design.

Quando un modello ottiene un buon successo commerciale è assai arduo per i designer cercare di attualizzarlo ai tempi che corrono senza snaturarne gli elementi distintivi. Con la nuova generazione di Swift, i progettisti di Suzuki hanno avuto un'indicazione che più chiara non si potesse: evolvere in maniera importante il DNA di Suzuki, reinventando lo stile di uno dei modelli più apprezzati della casa giapponese.

La sfida è di quelle importanti, ma il risultato finale è degno di nota, almeno per quanto riguarda lo stile generale: gli elementi distintivi del modello, che nel 2004 (anno dell'arrivo della prima generazione davvero apprezzata in Europa e in Italia) si ispirava ad una vera icona dell'auto, la MINI del terzo millennio, sono stati rispettati ed evoluti tenendo conto delle tendenze stilistiche dei nostri tempi.

Fuori: coerente con il proprio DNA, anche se i dettagli...


Diciamolo subito: lo stile esterno di Swift non è coerente con l'estetica delle altre Suzuki: il family feeling è poco marcato (forse il posteriore ricorda lontanamente la Baleno) e se non ci fosse il marchio sarebbe difficile indovinare il nome del costruttore. Se però restringiamo il campo alle precedenti generazioni di Swift (quella del 2004 e quella del 2010), allora è chiaro che qui si può parlare di una chiara evoluzione del DNA del modello.

Cominciamo dalle proporzioni: la vettura rimane compatta e caratterizzata da sbalzi corti sia davanti sia dietro, ma è il tetto piatto con il montante A privo di curvatura a caratterizzare il modello e a renderlo immediatamente riconoscibile come Swift. Grazie a questo espediente, poi, rimane il cofano ben distaccato dal corpo vettura e il frontale è più basso e sportiveggiante rispetto ad altre concorrenti di segmento B.


Il "musetto" di nuova Swift è quasi aggressivo, con dei gruppi ottici alti dalla forma ben definita, ben integrati con il disegno della calandra trapezoidale (elemento poco originale ma dall'aspetto molto ben riuscito) e del paraurti. I fendinebbia fanno parte di un inserto in plastica nera che contribuisce ad allargare visivamente la vettura. La tecnologia dei fari anteriori è a LED sia per le luci diurne sia per gli anabbaglianti, anche se il loro disegno non spicca per originalità. Poco curato il posizionamento del radar per il cruise control adattivo, asimmetrico ed evidente in quanto interrompe il disegno della griglia frontale.


Sempre piacevole la fiancata della Swift, che anche nella sesta generazione mantiene il tetto ad effetto "flottante", questa volta anche nel montante C, in quanto è presente un inserto in plastica nera (purtroppo non lucida) che dovrebbe alleggerirne la silhouette. Tutto funziona, anche se le portiere con la cornice metallica in tinta carrozzeria nella parte superiore rende meno pulito l'insieme. Molto pulite e semplici sono invece le superfici della fiancata, "movimentate" da tre linee: due che disegnano il rigonfiamento della carrozzeria in prossimità dei parafanghi (con un piacevole effetto "spalle larghe") e una che "scava" la parte inferiore della fiancata. Eleganti i cerchi in lega da 16" diamantati.


La parte posteriore è quella che più si avvicina al modello precedente: grandi fari in un unico pezzo, portellone con "gradino" sotto il lunotto, targa spostata in basso in un alloggiamento vistosamente marcato. Il tutto è molto semplice e dà alla Swift l'impressione di una vettura ben piantata a terra. La grafica dei fanali è ricercata, con una C a LED continui per le luci di posizione e semplici (ma efficaci) LED "a puntini" per le luci di stop. La parte inferiore del paraurti, invece, poteva essere curata maggiormente, in quanto è piuttosto "spoglia" e presenta una luce retronebbia dalla forma piuttosto banale.

Dentro: semplice e "simpatica"


Non si può dire che i designer abbiano dedicato agli interni la stessa attenzione riservata agli esterni: l'abitacolo è piuttosto frugale, non c'è la volontà di stupire con effetti speciali e le forme ricordano quelle di utilitarie di qualche anno fa, soprattutto per quanto riguarda le bocchette di aerazione e i pannelli porta. Quello che conta è una corretta ergonomia. Che infatti si ritrova nella consolle centrale, inclinata di 5° verso il guidatore: un importante indicatore del piacere di guida comune a tutte le "piccole" di Suzuki.


Non mancano comunque dei dettagli che contribuiscono ad innalzare la sensazione di qualità: il quadro strumenti di ispirazione sportiva con profili illuminati rossi e un display LCD a colori con numerose informazioni al centro, lo schermo dell'infotainment Smartphone Linkage Display da 7 pollici leggermente in rilievo con cornice in piano black e l'inserto satinato su plancia e pannelli porta.


Semplicità e concretezza anche per i sedili: quelli anteriori hanno fianchetti pronunciati e sembrano contenere bene il corpo durante la guida più allegra, e anche i rivestimenti sono curati, pur senza effetti speciali. Infine, ben realizzato il volante a tre razze con la corona "tagliata" in basso, inserti satinati e tanti comandi disposti però in maniera razionale.

Il design di Suzuki Swift in tre parole

La nuova Swift è una vettura ricca di dettagli stilistici ben riusciti, alternati a diversi elementi invece sottotono. L'auto è dotata di tutto quello che serve e presenta interessanti soluzioni ergonomiche come la plancia orientata verso il guidatore, sedili contenitivi e volante che invita alla guida allegra: per questo non vediamo l'ora di provarla. Nuova Suzuki Swift in tre parole? Moderna, simpatica e concreta.


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