Una Porsche 911 vista dal designer di Bugatti Chiron

18 Novembre 2016 0


Cosa succede quando un autentico mito dell'automobilismo viene reinterpretato dal creatore di una vettura altrettanto iconica? Il risultato è una vera bomba di design, carica di significati ed espressione più pura di chi il car design lo sa fare per davvero.

Porsche 911 dovrebbe essere dichiarata patrimonio dell'Unesco, un bene prezioso assolutamente intoccabile. In effetti nelle sue sei generazioni e oltre 50 anni di storia, di differenze estetiche sostanziali ce ne sono state ben poche tra un modello e l'altro, con piacere degli appassionati, che si ritrovano ad oggi una vettura che ricorda la prima generazione in ogni dettaglio.

C'è chi dice che squadra che vince non si cambia, ma forse è meglio dire che squadra che vince si debba cambiare, anche se di poco. Certamente, in più di una occasione (leggasi il passaggio tra la 996 e la 997) le modifiche avrebbero potuto essere maggiori.

Chissà se, in futuro, qualche dirigente Porsche deciderà che il Mito avrà bisogno di un profondo rinnovamento. In quel caso ci sarà la fila fuori dal centro stile di Zuffenhausen per cercare di reinterpretare, in chiave moderna e personale, la linea di una delle vetture più iconiche della storia. E l'ispirazione potrebbe proprio essere quella che vi proponiamo in questo articolo: una Porsche 911 reinterpretata con gli stilemi delle ultime concept car di Porsche dal designer "papà" della Bugatti Chiron.


Sasha Selipanov ha infatti realizzato una serie di sketch e rendering in cui immagina la 911 come un mito moderno, slegato dai dettagli "operazione nostalgia" e legato alla prima 911 solamente per l'archetipo. Una reinterpretazione radicale dello stile di 911, ricco di elementi presi in prestito da concept car affascinanti come la berlina elettrica Mission E oppure la hypercar in serie limitata 918 Spyder.


Spiccano infatti i gruppi ottici anteriori composti da 4 LED quadrati senza carenatura, delle prese d'aria imponenti sviluppate in altezza e dei parafanghi anteriori molto pronunciati, mentre la fiancata si caratterizza per un tetto che sembra sospeso grazie allo stratagemma di "annegare" i montanti anteriori nel parabrezza. Due gobbe sul tetto ricordano per certi versi le creazioni di Zagato, mentre il posteriore è quello che più ricorda l'attuale Porsche 911.

Voi che ne pensate? Ritenete che Selipanov abbia osato troppo oppure credete che ogni tanto anche i miti abbiano bisogno di un cambiamento radicale? Intanto guardatevi questa ricchissima gallery e poi fatecelo sapere nei commenti!


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