Ferruccio Lamborghini Anniversary Parte 1

03 Maggio 2016 0

Siamo andati al Museo Ferruccio Lamborghini: da lì comincia il nostro tributo al papà della Miura, della Countach e di altre automobili straordinarie, nell´anno del centenario della sua nascita. Guidati da Fabio Lamborghini, nipote del grande genio e Direttore del Museo, abbiamo fatto uno splendido viaggio attorno ad un mito e ad un´eccellenza del Made in Italy.

E´ cominciato ufficialmente il "Ferruccio Lamborghini Anniversary", una serie di eventi che nel corso del 2016 celebreranno il Centenario della nascita di quel personaggio unico che, intraprendendo una sfida straordinaria, ha creato alcune delle auto più belle della nostra storia.

Suo figlio, l´imprenditore bolognese Tonino Lamborghini, ha ideato e progettato il nuovo museo della famiglia, che ha aperto i battenti nel 2014 ad Argelato, a pochi chilometri da Bologna, nel  cuore della "Terra dei Motori".

Il museo raccoglie tutta la produzione industriale del grande Ferruccio, nato proprio 100 anni fa a Renazzo di Cento, in provincia di Ferrara. Grazie alla sua genialità meccanica e imprenditoriale è diventato famoso in ogni angolo del mondo, con un brand che ha spaziato in diversi settori: dai trattori alle auto sportive, dalla meccanica all´oleodinamica, fino ai sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Ancora oggi costituisce un simbolo di qualità ed eccellenza tutto italiano e un motivo di grande orgoglio.

Il nostro personale tributo comincia proprio dal museo: abbiamo pensato di farvi fare una sorta di visita virtuale a questa splendida struttura e abbiamo avuto la fortuna di essere guidati da Fabio Lamborghini, nipote del mito e Direttore del museo. Lui ci è cresciuto in mezzo ai motori e alle fuoriserie, ha vissuto in prima persona la storia meravigliosa dello zio e potrebbe raccontarci per giorni interi quegli anni incredibili, in cui sono nate  auto che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra storia.


Ma, a dir la verità, la sua storia d´imprenditore comincia già nel primissimo dopoguerra: nel 1947 con un piccolo trattore, il Carioca, che da´ il via a una produzione di successo di trattori e mezzi che diventano un vero punto di riferimento nel settore. Costituiscono una parte importante della sua avventura, perché è grazie a questo che ha potuto poi dare forma alla sua antica passione per le macchine.

All'inizio degli anni Sessanta, Lamborghini decide di fabbricare un'automobile supersportiva con cui fare concorrenza alla Ferrari: per i più scettici sembra una follia ma non hanno fatto i conti con questo personaggio nato sotto il segno del Toro, abile, impetuoso, volitivo e con le idee ben chiare.

Con grande energia e determinazione decide così di impegnarsi nella costruzione di una fabbrica di automobili sportive di lusso: si mette a lavorare al progetto alla fine del 1962 e già nella primavera del `63 costituisce la società 'Automobili Ferruccio Lamborghini'. Costruisce ex novo una fabbrica a Sant'Agata Bolognese, a pochi chilometri dal capoluogo emiliano, e come simbolo della nuova Casa sceglie il Toro: combattivo, caparbio, mai arrendevole, proprio come lui e il suo segno zodiacale.


Il primo storico modello è la 350 GTV, della quale il museo della famiglia possiede il prototipo. Per lanciare la sfida alle vetture del "Cavallino Rampante" cerca subito gli uomini giusti: vuole che il motore sia il più bel 12 cilindri a V prodotto nel mondo e per questo, non a caso, lo affida a Giotto Bizzarrini, che ha firmato alcuni dei propulsori della Ferrari. Poi per il resto della vettura e per avviarne la produzione assume due giovani ingegneri, Giampaolo Dallara e Giampaolo Stanzani, che nei decenni successivi hanno poi fatto la storia dell´automobile. La prima "Lambo", un vero capolavoro, viene presentata al Salone dell'automobile di Torino del 1963 e poi al successivo appuntamento di Ginevra.

La 400 GT è la naturale evoluzione della prima sportiva del "Toro": con un motore portato a 4 litri e il primo cambio disegnato e costruito in casa dalla Lamborghini, è una splendida 2+2 dal design molto elegante, con due posti di fortuna dietro ai due principali, che potete vedere anche nel nostro video.


Senza nulla togliere alle altre meraviglie uscite dalla factory bolognese, ma abbiamo voluto dare spazio alla più grande di tutte: la Miura, che quest'anno compie 50 anni.

Presentata a Ginevra nel 1966, diventa subito la regina incontrastata del Salone elvetico e viene immediatamente decretata la più bella automobile stradale del mondo.

Il suo telaio è opera dei giovani Dallara e Stanzani, che desiderano portare su strada una versione addomesticata di un'automobile da corsa, mossa dal 12 cilindri 4 litri della 400 GT dietro l'abitacolo, in posizione trasversale; la sua linea senza tempo nasce da un´idea di Nuccio Bertone interpretata al meglio da Marcello Gandini, che crea una carrozzeria unica, capace di unire sapientemente aggressività, eleganza, originalità e classe. Il resto di questa storia straordinaria l´avrete già letta tante volte ma l´emozione rimane sempre la stessa, ogni volta che puoi ammirare da vicino quest´auto incredibile.


Al museo c´è uno splendido esemplare di colore giallo della Miura S, nata nel 1968 e presentata al Salone di Torino di quell'anno. Il suo propulsore vanta 370  cavalli, 20 in più della versione precedente. Offre anche un equipaggiamento più ricco: è infatti dotata di alzacristalli elettrici, interni più lussuosi grazie alle nuove finiture, mentre tra gli optional è possibile scegliere l'aria condizionata e la tappezzeria in vera pelle. Solo la finitura cromata su alcune parti minori della carrozzeria e una piccola S in metallo che riprende la forma di una saetta, collocata sul pannello posteriore, la distinguono dalla versione che l´aveva preceduta.


Potrete anche ammirare un raro esemplare della Miura SV, auto appartenuta proprio a Ferruccio Lamborghini: nata tre anni dopo e presentata nel 1971 al Salone  di Ginevra, costituisce la versione definitiva e assoluta di questa leggendaria supersportiva, ancora più estrema, riconoscibile dai passaruota più larghi e con il V12 migliorato e potenziato a 385 cv.

La fase successiva di questa storia meravigliosa è rappresentata dalla Countach: l´ideale passaggio di consegne tra la Miura e questa nuova supercar avviene proprio nel 1971 a Ginevra. In quell´occasione  allo stand del "Toro" c´è il prototipo di questa vettura ancora più straordinaria e spettacolare, nata dalla combinazione del genio di Lamborghini con quello di Bertone, realizzata da Stanzani e Gandini. Con uno stile completamente nuovo, elegante ma allo stesso tempo aggressiva, sovverte le regole e alimenta di nuovo la leggenda della Casa italiana. Entra in produzione due anni dopo con la prima generazione chiamata LP 400.


L´esemplare presente nel museo della famiglia appartiene al decennio successivo, quando Ferruccio ha già abbandonato l´attività. E´ una 5000 Quattrovalvole, la versione del 1985, con il suo V12 4 litri rivisto profondamente: la sua cilindrata è stata portata a 5167 centimetri cubici per aumentarne la potenza, grazie anche all'adozione di testate con quattro valvole per cilindro. Ora eroga 455 cavalli ed è pronta a fare concorrenza alla Ferrari Testarossa...

Ci sono anche altre auto che meritano la vostra attenzione, tra queste la Espada: lanciata nel ´68, è una due porte ma con quattro comodi posti, grazie al passo lungo che la contraddistingue, e molto spazio per i bagagli. Il motore frontale, il 12 cilindri 4 litri, le consente di viaggiare a 250 all´ora. Progettata da Gandini di Bertone, vanta uno stile originale e davvero innovativo e, prodotta per ben dieci anni, diventa un bestseller del Marchio.

In questo museo, spesso meta degli appassionati stranieri che si concedono una vacanza nella "Terra dei Motori", c´è tanto altro da vedere: dagli esemplari della Jarama ai prototipi della Jalpa, dalla Urraco alla mitica Diablo e poi tante altre curiosità, come l´offshore Fast 45 Diablo Classe 1 di 13,5 metri con motori Lamborghini, 11 volte campioni del mondo, o l´esemplare omologato di elicottero Lamborghini con doppi comandi.

Per gli appassionati di Motorsport, c´è anche una testimonianza dell´avventura di Lamborghini in Formula 1: un V12 di 3,5 litri progettato da Mauro Forghieri. Verso la fine del 1987 il team francese Larrousse propone al leggendario ingegnere di realizzare un nuovo motore e Forghieri si rivolge alla Casa di Sant´Agata Bolognese, acquistata proprio quell´anno dall'americana Chrysler, per avviare insieme il progetto. Quel propulsore, capace di ben 710 cavalli, viene utilizzato anche dalla Lotus all´inizio degli anni ´90. Credo però che il rimpianto più grande sia il mancato accordo con la McLaren: il mitico Ayrton Senna lo prova sul circuito dell´Estoril sulla sua monoposto del team di Woking e rimane colpito positivamente dalle sue prestazioni. Ma pare che forti interessi economici spingano invece la McLaren a optare per il motore Peugeot...


Queste ed altre storie uniche potrete scoprirle in questo museo, capace di far battere i cuori degli appassionati e di stregare anche i meno attenti, che non potranno sottrarsi al fascino di queste vetture che dal 1963 vengono prodotte a Sant´Agata Bolognese. E´ l´occasione per onorare il ricordo di questo personaggio unico che ha fatto sognare il mondo intero con le sue auto meravigliose.

E´ già cominciato il "Ferruccio Lamborghini Anniversary" e nel corso di questo 2016 sono tanti gli eventi in programma pensati da Tonino Lamborghini per ricordare la figura del padre. Il primo appuntamento si è svolto con successo nei giorni scorsi: una manifestazione a tappe lungo le strade emiliane dedicata ai Lamborghini Club italiani e stranieri, fan del marchio del Toro e appassionati di auto sportive.

C´eravamo anche noi di HDmotori e abbiamo intervistato il mitico Valentino Balboni, l´ex capo collaudatore della Lamborghini: da non perdere!

Nicola Villani


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