Volvo: nel 2019 l’elettrica da 400 km e 40mila euro

13 marzo 2017

volvo s60l ibrida performance plug-in (5)

Secondo quanto dichiarato dal CEO di Volvo USA al Salone di Ginevra, il primo veicolo a zero emissioni di Volvo è confermato per il 2019 con un prezzo di circa 40mila euro e un’autonomia stimata di almeno 400 kilometri.

Il percorso verso la mobilità elettrica è stato avviato praticamente da quasi tutte le case automobilistiche. A partire dal 2018, infatti, i più importanti brand potranno vantare almeno un modello a zero emissioni nel loro portfolio prodotti, e Volvo vuole assolutamente far parte di questa folta schiera.

Secondo quanto dichiarato dal CEO di Volvo USA Lex Kerssemakers a margine della presentazione del nuovo XC60 al Salone di Ginevra, Volvo porterà sul mercato la sua prima auto elettrica entro il 2019. La vettura, di cui non è stato specificato il tipo di carrozzeria, sarà venduta ad un prezzo tra i 35.000 e i 40.000 dollari e vanterà un’autonomia di “almeno 400 km”. Questi valori ricordano da vicino quelli dichiarati da Elon Musk per la Tesla Model 3, il primo modello “democratico” del costruttore californiano: in entrambi i casi, dunque, il prezzo europeo (e italiano) delle nuove elettriche si aggirerà intorno ai 40-45.000 euro.

Non è ancora chiara quale sarà la piattaforma destinata a fare da base alla nuova elettrica (in ballo ci sono la SPA destinata alle famiglie 60 e 90 e la CMA, destinata alle compatte 40), mentre è chiaro che i dirigenti Volvo non vogliano aspettare oltre il 2019 per il suo lancio commerciale. Tra le ipotesi più gettonate per il form-factor del modello? Sicuramente un crossover (sfruttando carrozzeria e componentistica del futuro XC40) oppure una berlina di medie dimensioni, magari “a ruote alte”, proprio per sfidare l’imminente Tesla Model 3.

Riguardo al range di utilizzo, Kerssemakers sostiene che ormai l’ansia da autonomia per le elettriche non ha più senso, dato che ormai tutte le vetture EV in commercio sono in grado di garantire percorrenze giornaliere ben superiori alla media pro-capite degli automobilisti. L’unico scoglio è quello di una scarsa capillarità delle colonnine di ricarica, che si spera venga abbattuto o quanto meno ridotto nei prossimi 2-3 anni.