Toyota, Nissan e Honda insieme per lo sviluppo delle stazioni di idrogeno in Giappone

19 maggio 2017

BMW Designworks Shell Idrogeno x (5)

Una task-force di 11 aziende giapponesi ha siglato un accordo di collaborazione per la costruzione su larga scala di stazioni di rifornimento di idrogeno per veicoli dotati di celle a combustibile commercializzati nel paese del Sol Levante.

Toyota Motor Corporation, Nissan Motor Co, Honda Motor Co, JXTG Nippon Oil & Energy, Idemitsu Kosan, Iwatani Corporation, Tokyo Gas Co, Toho Gas Co, Air Liquide Japan Ltd, Toyota Tsusho Corporation e Development Bank of Japan sono pronte ad accelerare lo sviluppo della mobilità a idrogeno in Giappone e hanno dunque siglato all’unanimità un accordo per la costruzione di una rete di stazioni di rifornimento di questo combustibile a zero emissioni.

160 stazioni in 3 anni

L’obiettivo dichiarato da questa vera e propria task-force è ambizioso: realizzare, in rispetto della “Roadmap strategica per l’idrogeno e le fuel cell” promossa dal Governo giapponese, un totale di 160 stazioni di rifornimento e raggiungere le 40.000 vetture ad idrogeno entro il 2020.

Questo processo è considerato indispensabile per una diffusione omogenea delle auto a idrogeno in tutto il Giappone. A questo proposito, le 11 società stanno valutando la creazione di una nuova società che abbia tra i propri obiettivi sia la regolarizzazione della costruzione delle stazioni di rifornimento (assicurando una maggiore standardizzazione) sia uno snellimento delle normative attualmente esistenti verso una riduzione dei costi di gestione e un aumento dell’efficienza delle stesse stazioni.

Standardizzare per agevolare la diffusione

Standardizzazione è la parola chiave per la diffusione delle auto idrogeno nel mondo, oggi ostacolate proprio dalle diverse normative che regolano la pressione di erogazione dell’idrogeno: in Italia, per esempio, Toyota sta attendendo l’aggiornamento della normativa relativa all’erogazione dei gas, a seguito del recepimento della Direttiva per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi (DAFI). La vettura a idrogeno di Toyota necessita infatti di un impianto che eroghi a 700 bar.

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