Suzuki Burgman 400: anteprima a Torino e test ride

1 agosto 2017

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Parlando di passaggi ad Euro 4 ci si imbatte in due categorie di moto e scooter: quelli che si accontentano di limare le emissioni per rispettare la normativa, magari affiancando alle modifiche un leggero restyling o nuove disponibilità di colori, e chi approfitta dell’occasione per mettere mano alla tecnica e portare novità di rilievo. E’ il caso di Suzuki che, con Burgman 400, ha fatto un lavoro lodevole: non ha stravolto un progetto orientato comunque su comfort ed eleganza ma ha lavorato con intelligenza su alcuni punti fondamentali.

Piccole modifiche che insieme fanno grandi cose

Le modifiche risultano poi sinergiche: i 7 chili in meno aumentano la maneggevolezza, aspetto che viene migliorato anche dalla pedana ulteriormente rastremata che facilita la messa a terra dei piedi e dalla sella, la più bassa della categoria. Tutto ciò senza rinunciare nello spazio per i piedi e sulle pedane ci sta facilmente un 45 senza sentire la mancanza di spazio come accade in qualche concorrente, sia nella posizione “city” che in quella turistica con le gambe più rilassate. Il baricentro basso e la facilità di controllo hanno reso possibile manovrare a motore spento anche in presenza di pendenze contrarie al senso di “marcia” con una semplicità difficile da raggiungere da modelli più alti o più larghi nella zona delle gambe.

Cambia anche la dinamica di guida: la nuova gestione delle quote e la sella spingono leggermente in avanti piuttosto che verso il posteriore come accadeva sul precedente modello (non per niente avevamo iniziato la recensione paragonandolo alla poltrona di casa). Anche in questo casi si tratta di un lavoro sinergico: posizione più caricata e ruota che passa a 15 pollici (era 14″) permettono di avere un anteriore più comunicativo, riducono l’effetto galleggiamento che si aveva con la versione precedente e la guida ne guadagna.

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Un kW in meno significa prestazioni migliori!

L’Euro 4 ha messo in difficoltà i produttori: fare i conti con emissioni sempre più limitate e migliorare in termini di coppia e potenza, specie restando sulla stessa cilindrata, non è affatto facile. Suzuki ha dovuto rinunciare ad incrementare il numerino della potenza nella scheda tecnica e, se vi fermate li, potreste restare delusi.

Come spesso accade, è quello che non si vede che importa. Intanto la coppia cresce (36 Nm a 4.800 giri in vece dei 34 precedenti a 5.000 giri) ma, soprattutto, cambiano notevolmente le curve di erogazione sia di coppia che di potenza. Questo significa che entrambi i valori massimi si raggiungono prima, in una zona più utilizzabile: quando mai utilizzate la parte alta del contagiri con un maxi-scooter?

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Così Burgman scatta meglio al semaforo con uno spunto decisamente valido, quello spunto 0-50 km/h che spesso serve per salvarci in mezzo ai pericoli delle città (durante la prova ad esempio ho assistito ad un incidente a pochi metri da me), ma ha coppia a sufficienza anche per le riprese a velocità autostradali, così da rendere agevole il sorpasso senza rischiare l’effetto “camion che supera un altro camion”. I 31 cavalli a 6.500 giri risultano quindi ben dimensionati per l’utilizzo in solitaria (è mancata la prova in coppia) anche per affrontare le salite della parte collinare e, ancora più interessante, rendono il motore brillante senza intaccare troppo il portafogli. La prova ha restituito una media di 4.1 litri ogni 100 chilometri in condizioni di utilizzo reali (Suzuki dichiara un raggiungibilissimo 4 l/100 km).

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Morbido nell’affrontare le asperità cittadine, dove polsi e schiena non soffrono, Burgman paga qualcosa solamente quando affronta i dislivelli più profondi: la forcella telescopica anteriore ha una corsa sufficiente ma in questo caso il setup morbido la rende meno progressiva nella parte finale. Si affonda un po’.

Ottimo il mono posteriore Pro-Link, unico nel segmento, regolabile nel precarico (7 preset) e invisibile dall’esterno mentre la sella guadagna in imbottitura e restituisce una posizione comunque comfortevole nonostante la nuova triangolazione grazie anche allo schienalino regolabile (avanza di 15 o 30 mm). L’unico difetto è il grip non proprio ottimale: buche e frenate violente ci faranno scivolare leggermente verso l’anteriore. Sotto la sella ci sta un integrale e un jet anche se bisognerà perdere qualche decina di secondi per trovare l’incastro giusto. Ampi i vani nel retroscudo (a destra c’è la 12V) ma la loro inclinazione rischia di far cadere gli oggetti all’apertura, fate attenzione le prime volte.

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A completare il quadro ci sono poi maniglie passeggero filanti ma in grado di offrire un ottimo appiglio, il “Chain Lock Gate” che permette di ancorare la catena al telaio, Immobilizer, freno di stazionamento e la strumentazione aggiornata con indicatore Eco e spia cambio olio (ogni 6.000 chilometri). Qui lo stile resta classico, il display non è enorme ma ci da tutte le informazioni base, privilegiando la semplicità e l’immediatezza alla ricchezza di contenuti: c’è livello carburante, orologio, due trip con relativi consumi medi e temperatura ambientale. Mancano i comandi al volante: su una due ruote da più di 7.000€, secondo me, oggi devono essere standard.

Il look cambia risultando meno “pacioccoso” e affilando finalmente le linee. Bello anche il nuovo cupolino che integra un parabrezza più sportivo ma parimenti protettivo per piloti fino a 1.80/1.85. Fari Full LED portano il progetto nel futuro e rendono piacevole la firma luminosa mentre i freni sono dimensionati a peso (215 chili in ordine di marcia) e potenza del mezzo. Chi usa tanto il posteriore per raccordare o affronta tante discese, però, potrebbe notare un decremento delle prestazioni con il surriscaldamento.

Per mettere le mani sul Burgman 400 ci vorranno 7.990€, cifra che si riduce a 7.290€ fino al 31 ottobre 2017 con la promozione di lancio. Il prezzo include 4 anni di garanzia ufficiale della casa. Suzuki propone poi accessori come il top case da 47 litri, paramani e manopole riscaldate ed è disponibile in tre colorazioni, tra cui la Metallic Mat Black con cerchi rosse e cuciture rosse a contrasto che è sicuramente la più accattivante e sportiva.

Abbigliamento tecnico e accessori utilizzati: