Seat ad Automobile Barcelona: vi raccontiamo l’auto di domani | HDlive

12 maggio 2017

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Negli anni recenti abbiamo sentito parlare di auto connessa, a guida autonoma ed in grado persino di imparare dalle nostre abitudine ed emozioni per migliorarne l’esperienza d’uso. Parlarne è un conto, provare queste tecnologie con mano è un altro. Ecco il nostro prova-racconto delle tecnologie mostrate da Seat ad Automobile Barcelona.

La divinazione del parcheggio libero

Trovare parcheggio in una grande città è forse una delle cose più stressanti e complicate. Non solo la grande mole di auto presenti rende difficile trovare uno spazio libero sulla pubblica via, ma la selva di divieti d’accesso ZTL, isole azzurre e strisce blu di varia regolamentazione hanno complicato il tutto. L’unico modo per risolvere la questione a priori è avere a disposizione un posto privato ma ovviamente non è gratuito, oppure utilizzare i mezzi pubblici o alternativi, cosa a volte più semplice a dirsi che a farsi.

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La soluzione pensata da Seat – ma portata avanti da diversi altri produttori del mondo automotive (come Bosch ad esempio) – e messa in pratica a bordo della Ateca Smart City Car ha come obiettivo quello di rendere più semplice la ricerca del parcheggio per tutti gli utenti. In sostanza i sensori dell’auto che abbiamo provato monitorano il bordo strada e rilevano uno spazio vuoto tra un’auto e l’altra, inviando successivamente le informazioni ad un server che le elabora e le rende disponibili alle auto connesse al server stesso.

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In questo modo ricevere le informazioni sui parcheggi disponibili in determinate zone è semplice poiché il navigatore dell’auto segnala numericamente i parcheggi disponibili in una via piuttosto che in un’altra. Altro che divinazione, basta seguire le indicazioni e dirigersi verso le vie con più probabilità di trovare un parcheggio libero e risparmiare un bel po’ di tempo.

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L’idea, sviluppata da Carnet (Cooperative Automotive Research Network) – polo creativo tecnologico creato dalla stessa Seat e dal Gruppo Volkswagen – è quella di integrarsi con l’infrastruttura cittadina per ottenere un numero sempre maggiore di informazioni e dare agli automobilisti una carta in più per muoversi in città con minore stress.

La città deve fare la sua parte

L’auto su cui siamo saliti era ovviamente un prototipo e per ora non ci sono piani previsti per una commercializzazione. Il progetto City Smart Car è in divenire ed ha bisogno dell’apporto delle municipalità, di infrastrutture adeguate e soprattutto connesse. Ne abbiamo già parlato dell’importanza del 5G come standard di comunicazione tra auto ed auto (V2V) e auto ed infrastrutture (V2I) ed in questo caso mettere in comunicazione telecamere e sensori disseminati nell’area urbana diventa una necessità imprescindibile.

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Perché sebbene il sistema di bordo rilevi lo spazio disponibile a bordo strada, non è in grado di sapere se quel parcheggio è riservato ad una determinata categoria (disabili, Polizia, Corpo Consolare, scarico merci, riservato residenti ecc.) ed è per questo che la collaborazione con iCity – la piattaforma sviluppata da Genova, Londra, Bologna ed appunto Barcellona – diventa imprescindibile per la condivisione di dati ed informazioni dettagliate.

La prova che abbiamo realizzato di è svolta in un area preimpostata e quindi non nelle condizioni reali, ma ideali per verificare il funzionamento del prototipo esposto. Certo c’è ancora tanto da lavorare prima di portare su strada una tecnologia simile che sia anche pienamente funzionante, ma la strada sembra quella giusta.

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Ancora “app” per la mobilità integrata

La seconda Seat Ateca esposta invece è stata l’ideale per provare una seconda tecnologia portata avanti dalla Casa spagnola. Infatti tramite l’app Travipay (sviluppata da Sunhill Technologies, sussidiaria di Volkswagen Financial Services dal 2015), che è già disponibile per il downaload su App Store e Google play, rende possibile il pagamento del parcheggio e non solo tramite smartphone.

Se poi il cellulare viene connesso al sistema di bordo l’utilizzo in auto è ancora più semplice poiché il sistema Full Link di Seat permette di vedere riprodotte sul display dell’auto le funzioni compatibili del cellulare. Una volta parcheggiata l’auto non si dovrà far altro che indicare il tempo della sosta e procedere alla prenotazione del ticket (che può essere prolungata anche da remoto) e addebitare il costo sul conto telefonico o su una carta associata ad un account.

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Oppure si può acquistare il biglietto del treno o chiamare un taxi che venga a prendervi nel luogo in cui l’auto sarà parcheggiata, il tutto sfruttando una piattaforma che è già disponibile ma che ovviamente necessita della collaborazione di parcheggi privati oppure delle società che gestiscono le aree blu.

La sensazione che abbiamo avuto chiacchierando con i ragazzi che queste tecnologie le sviluppano è che l’intenzione di procedere ad espandere questo modello di “mobilità 2.0” sia fortissima, nonostante per molti aspetti si sia ancora al livello più o meno prototipale. L’idea è quella di portare questi servizi su strada in maniera massiccia e completa entro un paio d’anni, voi siete pronti ad entrare nel futuro?