Recensione TomTom Rider 450: percorsi a prova di biker

12 agosto 2017

tomtom rider 450 copertina

Ricordo ancora i tempi in cui i navigatori satellitari erano una novità per geek: o lo avevi integrato nell’auto, o dovevi ingegnarti con soluzioni come PND o ricevitori GPS Bluetooth per gli smartphone, all’epoca con sistema operativo Symbian o Windows. Fiutato il business, però, i produttori hanno dato una decisa accelerata, al punto che si è giunti a situazioni dove i navigatori portatili risultavano di gran lunga superiori a quelli integrati nelle auto, spesso inutilmente costosi visto che mancavano di funzioni proprie dei PND e risultavano in molti casi più lenti.

Oggi la tecnologia dei navigatori progredisce sia nell’hardware che nel software, con funzioni personalizzate che esulano dalla mera navigazione. TomTom Rider 450, e l’intera gamma Rider in generale, è proprio un esempio. Il navigatore da moto di TomTom, infatti, diventa un “amico” che ci consiglia gli itinerari da percorrere in moto, non solo scegliendo la strada più divertente per arrivare da A a B ma offrendo una selezione dei percorsi più affascinanti per i bikers, trasformandosi anche in un consulente per i nostri viaggi/vacanza su due ruote.

Impermeabile, resistente e facile

Come da tradizione della serie, TomTom Rider 450 è impermeabile e resistente agli urti. Oltre alla guida di tutti i giorni me lo sono portato alla 20.000 Pieghe (trovate qui il video) dove non è mancata qualche caduta e la pioggia di un paio di improvvisi acquazzoni.  Questo mi ha permesso anche di testare i due diversi livelli di sensibilità del touchscreen quando sono passato ai guanti impermeabili, letti comunque senza problemi dal display touch che si è dimostrato anche in grado di mantenere la leggibilità sotto il sole diretto, senza costringermi ad intervenire sull’angolazione del dispositivo sul suo supporto.

L’interfaccia di TomTom è la stessa che caratterizza le ultime novità e punta alla semplicità di utilizzo. Avrete infatti a disposizione due schermate principali: la prima ci porta direttamente alla visuale della mappa e, cliccando su un pulsante touch che risulta piccolo e necessiterebbe di crescere nelle dimensioni, si passa al menu.

TomTom Rider 450 (3)

Qui troveremo subito il sistema di ricerca unificato che, mentre si digita, inizia già a darci i risultati in termini di indirizzi e punti di interesse, una facilitazione che evita di dover aprire un menu specifico per i POI ma, allo stesso tempo, un “fastidio” se quello che volete è solo inserire una via e dei POI non vi interessa nulla. Problema di poco conto, comunque, dato che si tratta semplicemente di un sovrannumero di informazioni e non di una mancanza in difetto. Da segnalare, comunque, che il sistema “tradizionale” può essere impostato dalle opzioni di sistema inserendo quindi in ordine città, via e civico se vi trovate male con la ricerca rapida.

Tante scelte per la pianificazione

Ottima la scelta di affiancare subito il tasto per il percorso emozionale, nome scelto per definire la pianificazione dei tragitti in base al numero di curve e all’elevazione: due selettori permettono di impostare tre livelli per le curve e tre per l’elevazione così da personalizzare al massimo la scelta, introducendo magari più curve ma meno tornanti . A fianco di questa possibilità si può poi sempre impostare l’opzione “percorso tortuoso” nella pianificazione tradizionale (dove troviamo anche i classici “evita autostrade” e via dicendo) e nella sezione “I Miei Percorsi” troveremo una serie di itinerari precaricati da scegliere e consultare o potremo caricare i percorsi programmati al computer.

Qui entra in gioco MyDrive, piattaforma che rende più comoda la pianificazione sfruttando smartphone, tablet o PC e consentendo di sincronizzare con il PND. In alternativa il 450 include la licenza per Tyre Pro, un’app più specialistica che ho trovato fondamentale nell’affrontare la 20.000 Pieghe, impostando li il percorso dopo lo studio del road book così da avere una navigazione facile senza perdite di tempo.

tyre pro

E’ però proprio nel caso dell’uso specialistico che si manifestano i limiti di TomTom Rider. Quando deve gestire molte tappe, il navigatore rischia di andare in crisi lasciandosi a sbavature figlie del sistema di calcolo dei percorsi, che a volte interviene bypassando il percorso creato con Tyre. Tale situazione si riscontra prevalentemente nei punti di passaggio multiplo (andata e ritorno sulla stessa strada) dove il sistema tenta di intervenire per ottimizzare. Oppure un percorso creato su Tyre e lungo 295 chilometri, sul navigatore si trasformava in un tragitto di 285 o 310 chilometri. Perché? Mistero…

Ottima la possibilità di usare il Bluetooth per condividere il percorso GPX creato: installato sul mio navigatore, in pochi istanti ho potuto condividerlo con i compagni di squadra alla 20.000 Pieghe, caso estremo ma simile al “giro in moto fra amici”: se dotati di Rider, potranno ricevere il percorso che avete programmato per la vacanza o l’uscita domenicale.

Tornando ai punti dolenti, va segnalata una gestione della creazione dei percorsi poco agevole se fatta sul PND. Manca un menu “crea percorso” dove aggiungere le tappe e il consiglio è partire dall’arrivo tramite il cerca per poi aggiungere manualmente, selezionandole sulla mappa, le tappe intermedie. In alternativa potete usare il cerca, da li farvi rimandare alla mappa e poi cliccare su “aggiungi a percorso corrente”. Scomodo: se avete in mente di usare i percorsi molto meglio sfruttare MyDrive su smartphone o PC.

Alla gestione software va poi aggiunto l’hardware. TomTom 450 non brilla per la potenza, cosa condivisa dai fratelli minori 420 utilizzati dal team Suzuki (e da altri concorrenti) alla 20.000 Pieghe. Questo significa andare incontro a qualche frustrazione, specie quando il PND deve digerire percorsi particolarmente ricchi di tappe intermedie o nella fase di adattamento dell’interfaccia tra modalità orizzontale e verticale. Nella guida di tutti i giorni non sarà un problema grave dato che, una volta partito, la navigazione prosegue fluida e senza problemi. Gli usi più specialistici o più intensi, però, portano a frustrazioni, attese di qualche secondo e, in sporadici casi purtroppo comunque presenti, alla necessità di riavviare.

TomTom Rider 450 (7)

Interfaccia di navigazione e connettività

Un’altra scelta criticabile, anche se dipende dai gusti, è quella dell’interfaccia in navigazione. La scelta di TomTom è stata quella di semplificarla per evitare le distrazioni e così, se volete modificare qualche opzione del percorso attingendo tra le molte messe a disposizione (salta sosta, trova alternativa, evita strada bloccata, evita parte di percorso, evita strade a pedaggio, aggiungi sosta o riordina soste), dovrete cercare la voce nel menu principale. Avrei preferito un tasto, anche piccolo dato che sono comunque operazioni da fare da fermi, per richiamare queste opzioni direttamente dalla visuale di guida.

Parlando proprio dell’interfaccia di navigazione, ormai TomTom ha raggiunto un ottimo livello proponendo una mappa chiara, personalizzabile nei colori, corredata dal sensore di luminosità automatico e con tutte le indicazioni evolute, tra cui i riferimenti alle uscite autostradali ad esempio, l’indicazione del limite sempre chiara e affiancata alla velocità attuale e un’ottima bassa sulla destra per informazioni extra. Qui troviamo, ad esempio, oltre ai chilometri totali all’arrivo e l’orario (attuale e di arrivo), anche i punti di interesse sul percorso, come autovelox o benzinai, utilissimi per i motociclisti, ma anche i pedaggi ad esempio. Insomma, un’anteprima di quello che ci aspetta lungo il tragitto così da non farci cogliere impreparati da un casello, dall’esaurimento della benzina o dal controllo di velocità. Nel menu impostazioni potremo scegliere cosa visualizzare tra parcheggi, stazioni di servizio, soste dell’itinerario, aree ristoro, zone a pedaggio e traghetti o treni. Gli autovelox sono sempre presenti.

Apprezzata, quindi, la ricchezza del menu opzioni che consente, in generale, un ottimo livello di personalizzazione dell’interfaccia e della navigazione, offre indicazioni chiare ed è semplice da usare. Giusto per fare qualche esempio? Potrete impostare l’avviso uditivo per gli autovelox solo se siete sopra al limite di velocità oppure in ogni caso (o mai) o attivare l’opzione “suggerisci destinazione” quando non siete in navigazione, utile per chi parte per un giro in moto e vuole lanciarsi alla scoperta di nuovi percorsi.

TomTom Rider 450 (13)

Infine segnalo la completa sezione dei collegamenti: tramite Bluetooth si può collegare l’auricolare per gestire le indicazioni vocali o lo smartphone per chiamate e servizi connessi sfruttando la suite TomTom Live con traffico e autovelox in tempo reale. In più si possono registrare i percorsi così da avere poi il salvataggio della traccia sul navigatore per riaffrontare strade o tracciati particolarmente evocativi.

Prima di lasciarvi alle considerazioni finali, qualche cenno sul supporto: la confezione include un’ottima staffa, facile da montare (basta una chiave), regolabile in diverse posizioni, dotata della possibilità di passare rapidamente tra modalità verticale (utile per vedere prima le curve che ci aspettano) e orizzontale e cablata. Il cavo sfrutta un connettore ad incastro così da permettere di scegliere se installare il collegamento all’impianto elettrico di bordo o usare il navigatore con la batteria interna, magari sfruttando una presa USB presente sulla moto/scooter. Inoltre il sistema di RAM si è dimostrato ottimo nell’assorbire le vibrazioni.

Tirando le somme, TomTom Rider 450 è un buon navigatore che però lascia spazio a qualche ombra. Il difetto principale è quello del processore che necessiterebbe di un boost prestazionale così da evitare quei momenti di frustrazione che l’uso intenso potrebbe portare. I problemi nella pianificazione di itinerari complessi sono da considerare solo se si fa un’utilizzo professionale di questo sistema, chiaramente più indirizzato al pubblico di massa. Se dovete andare da A a B, farvi guidare nei giri in moto sfruttando itinerari precaricati o quelli emozionali e realizzare percorsi per un week end o una vacanza, non avrete problemi.

Anche l’uso specialistico è possibile ma qui andrebbero limati alcuni aspetti e migliorata l’intuitività e le opzioni dell’interfaccia: in fin dei conti, comunque, il Rider mi ha portato alla fine della “20.000 Pieghe” con tre itinerari diversi nei tre giorni, percorsi non certo privi di soste, ognuno da almeno 300 chilometri e su e strade poco note!

La gamma TomTom Rider propone il Rider 42 a 349.95€ con mappe regionali e Traffic a vita oltre a tre mesi di autovelox. Il Rider 450 (399.95€) aggiunge percorsi precaricati e soste offline, mappe del mondo a vita, raddoppia la memoria interna (16 GB al posto di 8) e autovelox a vita. Il pacchetto Premium da 499€ include poi il supporto da auto, custodia per il trasporto e meccanismo antifurto per la moto. Tutti offrono slot per scheda microSD, realizzazione impermeabile IPX7,  batteria da 6 ore di autonomia, schermo capacitivo antiriflesso, kit di montaggio RAM,  e Bluetooth.