Recensione Interphone Tour: l’interfono perfetto?

8 giugno 2017

copertina interphone

La mia esperienza con gli interfoni è nata agli albori, quando i prodotti non erano ancora così sofisticati come oggi. Proprio per questo, tra autonomie irrisorie, qualità discutibili e fruscii sempre presenti, avevo accantonato l’idea. Poi è arrivata Cellularline con la proposta di una recensione di Interphone Tour, un modello pensato per i viaggi ma non per questo non adatto alla città. Top di una gamma che offre soluzioni per tutte la tasche, Tour mi ha davvero convinto, al punto che, come magari avrete notato nei video delle varie prove moto, non posso più farne a meno.

Unboxing e montaggio

La confezione di Interphone Tour, con due dispositivi, include tutto quello che serve per le varie esigenze, con due sistemi di montaggio (adesivo e clip se cambiate spesso casco), due microfoni (per integrale e per jet/modulare) e i vari accessori, tra cui un power bank leggero e compatto che può trovare posto in qualsiasi tasca della giacca tecnica.

Montare Interphone sul casco è facile: sfruttando la predisposizione si inseriscono i due altoparlanti, si riposizione l’imbottitura e si fanno passare i cavi negli alloggiamenti scavati all’interno del casco. L’unico filo che esce è quello che termina con la miniUSB che si collega all’interfono vero e proprio. Un “difetto”? Sul mio casco, per posizionare l’interfono a sinistra così da avere sempre in presa la mano del gas e del freno, il senso di orientamento della miniUSB costringe a ruotarla, sarebbe stata meglio una USB-C.

interphone tour cellularline (10)

Funzioni: chiamate, musica, radio e interfono

Tante ma non troppe. Interphone Tour è facile da usare perché i quattro tasti principali indirizzano subito alle funzioni. Il primo gestisce le chiamate e i controlli vocali di Google o di Apple: “ok Google, naviga verso via tal dei tali”. Una frase e mi cambia la vita rispetto a quando dovevo accostare, prendere il cellulare dalla tasca, impostare il navigatore, infilare l’auricolare sotto al casco in qualche modo e ripartire.

Oltre all’indubbio vantaggio della navigazione vocale, utile per ridurre le distrazioni e/o se non avete un supporto per lo smartphone, c’è la possibilità di avere conversazioni telefoniche anche in moto, anche con il mio scarico aftermarket sulla Street Triple R che non è certo fra i più silenziosi! Anche in autostrada. In tutti  i casi, dalla città alle velocità autostradali, la chiamata è chiara e udibile da entrambi  capi: il microfono taglia bene il vento al punto che nell’integrale i fruscii aerodinamici diventano inesistenti. Ottime prestazioni anche per quello “scoperto” da utilizzare con i caschi jet, tutto condito dall’automatismo che aumenta il volume degli altoparlanti quando percepisce una maggiore rumorosità ambientale.

Gli altri due tasti di questa “croce”, comoda per facilitare la localizzazione dei pulsanti alla cieca, gestiscono la radio FM e la musica dallo smartphone in Bluetooth. Anche in questo caso basta un tocco e con i dorsali, facili da trovare anche con i guanti più spessi e ottimi nel feedback del “click”, si regola il volume, si cambia traccia o si sceglie un’altra stazione radio. L’ultimo tasto attiva la comunicazione tra i vari interfoni, in grado di reggere un chilometro a velocità autostradale senza perdere qualità e spingersi anche qualche centinaio di metri più in là con qualche disturbo.

A tutto ciò bisogna aggiungere due caratteristiche interessanti: il sistema di priorità e la gestione di due connessioni in Bluetooth. Il primo permette di dare priorità alla chiamate ma, tra i corollari, c’è anche la possibilità di condividere la chiamata con un altro interfono, che sia quello del passeggero o di un altro pilota. E poi c’è la doppia connessione: nel mio caso ho collegato lo smartphone e la Garmin VIRB Ultra, l’action cam che ho usato per un esperimento di motovlogging.

Un post condiviso da Luigi Melita (@iron_mel) in data:

Motovlogging: una piccola parentesi

In questo caso l’interfono ha funzionato talmente bene da risultare eccessivo: con il microfono per il casco integrale, infatti, l’unico audio che si sentiva era quello della mia voce, tagliando fuori completamente il sound del motore. E un motovlog senza il sound del motore è come un film al cinema senza la colonna sonora. Per questi usi,  se l’action cam ve lo consente, consiglio di impostare un canale per registrare l’audio dalla videocamera e l’altro per il parlato tramite Interphone. In questo modo avrete un parlato chiaro affiancato al sound ambientale. In post produzione avrete quindi i due canali (destro e sinistro) da gestire nei livelli per trovare il risultato ideale.

Insomma, Interphone Tour non è nato per il motovlogging ma, sorprendentemente, può essere adattato. Chissà che Cellularline non ci faccia un pensierino proponendoci un modello apposta, magari con un’uscita audio da collegare ad un registratore esterno.

Interfono da moto: le proposte di Interphone

Conclusioni: qualità, autonomia, facilità

Tre gli aspetti su cui voglio concentrarmi per tirare le somme. Il primo è la qualità: c’è tutta. In ricezione e in invio l’audio è ottimo, cosa che ci pone di fronte ad un oggetto davvero utilizzabile in moto, tutti  i giorni. Poi c’è l’autonomia che lo rende eterno. In standby l’ottima gestione energetica ha permesso alla batteria (già “stressata da varie ore di utilizzo) di non cedere di una virgola  anche quando me lo sono dimenticato acceso all’evento SWM. In chiamata o riproduzione si raggiungono le 20 ore senza particolari problemi e ogni volta che lo spegnerete, la voce indicherà il livello corrente, così da avere un reminder sempre disponibile e decidere se portarselo in casa per la ricarica o lasciarlo in box sul casco.

Infine la facilità d’utilizzo si nota sia nell’installazione che nell’uso, dove la scelta di semplificare l’interfaccia si è dimostrata vincente. Per le funzioni base non vi servirà neanche leggere le istruzioni, cosa che farete solamente quando bisognerà accedere alle funzionalità più evolute come la condivisione di chiamata. Come se non bastasse, poi, Interphone è aggiornabile tramite PC così da renderlo al passo con i tempi e migliorarne la vita utile e, per la serie “there’s an app for that”, si affianca ad un’applicazione per smartphone dove si gestiscono facilmente e con la massima intuitività le impostazioni, passaggio da musica a telefono, funzioni interfono (fino a 4 interfoni connessi tra di loro) e impostazioni di sistema.

Per questo, dopo averlo provato a lungo, testato sotto la pioggia e maltrattato quando mi è caduto il casco con Interphone Tour collegato, mi sento di dire che ci troviamo di fronte all’interfono – quasi – perfetto. Il quasi è dovuto al fatto che, ogni tanto, il richiamo del comando vocale va in palla su Android. Capita una volta ogni tanto e, probabilmente, la colpa è di Android stesso dato che la breve prova con iOS non ha evidenziato problemi.

Interphone Start: il punto d’ingresso per l’interfono in moto

Storie:
  • Trizio

    prezzo proibitivo.

    • http://hdmotori.it ironmel

      ci sono gli altri modelli della gamma che costano meno, a partire da Start ad esempio

  • CariatideX✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ

    Bello. Quanto costa?

    • http://hdmotori.it ironmel

      il tour 269, gli altri prezzi li trovi negli articoli linkati :)

  • Fabiuz

    Che distanza max tra i due caschi connessi? Quanti se ne possono connettere insieme? Ah, Complimenti per la pubblicità non occulta al casco shark

    • http://hdmotori.it ironmel

      “un chilometro a velocità autostradale senza perdere qualità e spingersi anche qualche centinaio di metri più in là con qualche disturbo.”

      per la “pubblicità” era montato su quello. se lo avessi montato sul nolan avresti detto la stessa cosa, così come se lo avessi montato sul casco dell’esselunga :)

      un casco mi serviva per “ambientare” le foto, però se Shark volesse ricompensarmi sarei disponibilissimo ad inviare i dati per il bonifico xD

      edit: supporta fino a interfoni, aggiungo l’info al pezzo che me la ero dimenticata, thanks! non so dirti in caso di utilizzo di 4 interfoni connessi quale possa essere la distanza massima (inferiore credo) perché la prova è stata effettuata solo con due Tour.