Recensione Garmin Zumo 590LM, VIRB XE e sensore di pressione moto | video

26 aprile 2016

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Chi vuole rendere più tecnologica la sua moto (o il suo scooter), può rivolgersi a Garmin che ha creato un ecosistema dove diversi prodotti convivono e “collaborano” per offrire funzionalità aggiuntive.

Abbiamo messo alla prova tre dispositivi diversi: Garmin Zumo 590LM, la action cam VIRB con relativo attacco da manubrio e il sensore di pressione per gli pneumatici da moto, modernizzando quindi la nostra due ruote e aggiungendo funzionalità di navigazione, multimedia e sicurezza.

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Zumo 590 LM

Il navigatore è pensato per l’utilizzo su due ruote: ciò significa che troverete una confezione già ricca di accessori che vi offriranno molteplici possibilità. Innanzitutto c’è anche supporto da auto, così da poter avere i due supporti installati e spostare solamente il PND nell’utilizzo misto.

Per la moto è presente una solida staffa di supporto da collegare al manubrio o allo specchietto con tutti gli spessori per adattarsi ad ogni diametro. Inoltre il supporto stesso gode di un solido aggancio che ricaricherà la batteria grazie ai cavi inclusi nella confezione, perfetti per un’installazione fissa (obbligatoria se non volete recidere i cavi) sulla moto.

Andando a collegarsi direttamente all’impianto elettrico, Zumo 590 LM consentirà non solo di mantenere carico il navigatore, ma offrirà anche una presa USB utile per la ricarica di un altro dispositivo, dalla action cam VIRB ad una qualsiasi altra videocamera oppure allo smartphone. Completano la dotazione del cavo il sempre utile fusibile integrato, jack per il microfono e ingresso e uscita audio.

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Un’ottima offerta di serie che costituisce parte del valore aggiunto di questo navigatore. Il resto è da ricercarsi nella realizzazione e nel software: innanzitutto abbiamo a disposizione un PND con display da 5 pollici e con un touchscreen utilizzabile anche con i guanti da moto. C’è poi il Bluetooth che permette di connettersi con l’interfono nel casco e magari inviare a questo anche la musica tramite lo smartphone o tramite il lettore musicale integrato. Infine non può mancare la struttura resistente, certificata IPX7 così da non soffrire acqua, vapori di benzina, raggi UV e polvere.

Passando al software, Zumo 590 LM offre un’interfaccia (orientabile anche in verticale) fluida e veloce anche nel calcolo dei percorsi (guardate il video per scoprire in tempo reale il calcolo Milano-Roma), offrendoci tutta una serie di ottimizzazioni per l’utilizzo con i guanti e per la personalizzazione della grafica così da ridurre la quantità di elementi a schermo riducendo quindi le possibilità di distrazione.

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Interessante anche la scelta della tastiera: alla classica QWERTY si affianca una tastiera con tasti maggiorati: quest’ultima è perfetta per i guanti da moto anche se risulta leggermente più dispendiosa in termini di tempo necessario per la digitazione, almeno finché non ci prenderete una confidenza sufficiente a velocizzare il tutto.

Non mancano poi le caratteristiche tipiche dei PND di Garmin, tra cui una navigazione chiara nelle uscite e negli svincoli per non sbagliare mai strada o le “Real Directions“, indicazioni che tengono conto di punti di riferimento reali e visibili così da facilitare la navigazione. Inoltre, utilizzando la connessione dello smartphone in Bluetooth, è possibile avere sul navigatore le informazioni sul meteo, caratteristica utile quando si viaggia su una due ruote e si vuole evitare la pioggia o peggio.

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A tutto questo si aggiungono le funzionalità dedicate alla pianificazione degli itinerari, quella manuale scegliendo i vari punti da cui passare, e la pianificazione automatica “smart” che strizza l’occhio al biker. In questa modalità possiamo viaggiare a braccio e perderci con la sicurezza di tornare al punto di partenza impostato, utile per il fuoristrada ad esempio (per una miglior precisione si possono acquistare le mappe topografiche a parte), oppure pianificare il percorso verso la destinazione facendo scegliere al navigatore le strade migliori per divertirsi in moto. Lo Zumo 590 LM sceglierà quindi di evitare i rettilinei noiosi delle autostrade e puntare su strade collinari, tortuose e più interessanti da affrontare su una due ruote.

Completano il quadro gli aggiornamenti delle mappe gratis a vita (intesa come “vita del prodotto nel suo ciclo di mercato”) o le applicazioni come il calcolo dei percorsi circolare, utile se siete in vacanza in moto e volete pianificare un percorso che vi faccia tornare alla base così da impegnare qualche ora o anche una giornata ad esempio.

Con il diario di bordo, poi, si potranno impostare tutti quei dati sugli interventi di manutenzione, segnando tagliandi, cambi olio, sostituzione filtri e via dicendo. Zumo 590LM è disponibile a 649€.

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Garmin VIRB XE

Passiamo quindi a parlare di Garmin VIRB XE, un’action cam pensata per fondersi con l’ecosistema Garmin che si differenzia subito dai classici del segmento per la costruzione impermeabile: non servirà un case aggiuntivo dato che la realizzazione è già resistente agli elementi.

Ottima la staffa di supporto che, sulle due ruote, viene spesso messa in crisi dalle vibrazioni o dalla spinta del vento. In questo caso, entrambe le prove sono state superate con successo dalla VIRB (grazie allo stabilizzatore integrato) e dal suo supporto, uno tra i migliori tra quelli per il manubrio.

Da considerare poi i plus che rendono questa action cam perfetta per il settore dei motori: VIRB XE, infatti, oltre a registrare i video associa al filmato i dati sulla forza G, posizione GPS o sull’altitudine, elementi utili per poi rivedere le proprie performance con una serie di informazioni aggiuntive.

Inoltre le potenzialità di questa action cam si espandono con i sensori aggiuntivi, accessori da acquistare a parte che ci permettono, ad esempio, di collegare il video ai dati presi dalla centralina dell’auto. Il merito è delle molteplici possibilità di connessione della videocamera: Bluetooth, WiFi e ANT+.

Chiaro e sempre visibile il display che sfoggia un’interfaccia ricchissima di informazioni e possibilità di personalizzazione, anche se non si tratta certo della più intuitiva o della più immediata del segmento.

Una volta impostati i parametri di ripresa, tra cui regolazioni evolute come il bilanciamento del bianco e la sensibilità ISO, è però possibile semplificare il processo di registrazione: accendendo la VIRB tramite il selettore a ghiera, infatti, sarà automaticamente avviata la registrazione. Un’ottima aggiunta hardware che semplifica, e non di poco, la vita del motociclista che non ha tempo controllare se la pressione del tasto è avvenuta o meno. Lo spostamento della leva sulla ghiera, infatti, è molto più percettibile rispetto alla classica pressione a cui le altre action cam ci hanno abituato ed è talmente indicativa da permetterci di accendere la videocamera anche in movimento e senza dover distogliere gli occhi dalla strada.

Immancabile l’applicazione per gestire la videocamera da smartphone. Con un supporto per il cellulare (affollando ulteriormente il manubrio) potrete accedere ai parametri della videocamera in maniera molto più semplice rispetto al display della VIRB.

Spendiamo infine due parole sulla qualità dei video: VIRB XE produce filmati in Full HD a 60 FPS (fino al massimo di 1440p a 30 FPS oppure 720p a 120 FPS) che risultano buoni ma non al livello dei top player del mercato. Rispetto a GoPro, ad esempio, si paga una nitidezza inferiore e una compressione maggiore del file video. Buona anche la qualità delle foto, specie quelle notturne che si posizionano sopra alla media del mercato rispetto alle diverse concorrenti provate. Immancabile il Time-lapse con intervalli personalizzabili fino ad un massimo di 120 secondi.

Punteggio pieno, invece, per l’audio: l’assenza del case permette di beneficiare di una traccia meno ovattata delle concorrenti, il microfono si comporta bene anche con il vento e, chicca per gli addetti ai lavori o per chi vuole commentare i suoi viaggi in moto: è possibile collegare un microfono Bluetooth così da avere la massima libertà di azione.

Interessante, infine, anche il connettore per la ricarica: è vero che la costruzione particolare (con i contatti e la clip) ci costringe ad utilizzare solo l’accessorio originale (il ricambio costa 19.99€), ma è altrettanto vero che la scelta risulta ottima per l’utilizzo in ogni condizione. VIRB può infatti essere ricaricata anche sotto la pioggia e funziona in modalità continua collegando il cavo all’alimentazione (ad esempio alla USB fornita dallo Zumo), così da non avere mai problemi di batteria che resta, comunque, sostituibile.

Dopo la prova è quindi emerso che la VIRB XE è forse la migliore per l’utilizzo su una due ruote (ma anche in auto). Le potenzialità offerte sono molteplici e, semplicemente, la videocamera sembra fatta apposta per i bisogni e le necessità del biker. Viste tutte le caratteristiche, possiamo quindi soprassedere su una qualità del video non da prima della classe, specie considerando che la VIRB restituisce comunque un risultato finale di buon livello, il tutto con una batteria in grado di reggere per almeno 90 minuti con i video in Full HD. Garmin VIRB XE è disponibile a 399.99.

sensore pressione pneumatici moto garmin

L’unione fa la forza

Vediamo quindi di concludere con l’analisi delle interazioni fra i tre dispositivi provati. Innanzitutto grazie ai sensori di pressione per gli pneumatici, ogni moto può modernizzarsi installando l’accessorio proposto da Garmin, un semplice tappo per la valvola che funziona con uno scarto minimo rispetto ai dati rilevati con un manometro di precisione, offrendo quindi una lettura reale e mai compromessa.

I sensori si collegano automaticamente al navigatore della serie Zumo che ci mostrerà la pressione attuale e potrà essere impostato con delle notifiche in caso questa dovesse scendere al di sotto della soglia di pericolo da noi impostata.

La breve durata della prova non ha permesso di effettuare valutazioni sulla batteria dei sensori mentre per i difetti segnaliamo due punti. Il primo non dipende da Garmin e riguarda la facilità del furto: considerato il costo di 99€ per ogni sensore, ogni volta che parcheggeremo saremo fortemente tentati di rimuovere il sensore e portarcelo dietro. Il secondo è il costo stesso: 99€ non è certo una cifra che si spende a cuor leggero, specie consideranto che non avremo un pacchetto da due ma solo un singolo sensore.

Esaurito il capitolo sensori, perfettamente collegati allo Zumo e corredati da un’interfaccia chiara, semplice e completa, passiamo alla connessione tra VIRB e navigatore. Qui la facilità resta ma l’interfaccia risulta scarna: a differenza di quanto ipotizzato prima della prova, infatti, il navigatore può gestire solo l’avvio e lo stop della registrazione e la cattura di una foto. Manca completamente la possibilità di accedere alle funzioni evolute dell’interfaccia disponibile su smartphone, cosa che ci costringe quindi ad un collegamento wireless in più.

Certo, in movimento un’interfaccia semplice e con le icone “gigantesche” è l’ideale ma, quando ci si ferma, a qualcuno potrebbe dar noia dover impostare i parametri dal cellulare e non poterlo fare direttamente dal navigatore.

  • IdRiS_IcE

    Bravo bravo bravo =)