Porsche Cayman 718 vs 996 Turbo, due facce dello stesso “turbo” | HDtest

17 maggio 2017

La Porsche è sinonimo di Carrera, anche inteso come “gara” in lingua spagnola per via dell’attività sportiva della Casa di Zuffenhausen ma non solo. La 911 è la Porsche per eccellenza e non è un caso se tutti i modelli dell’azienda, che spesso sono anche più venduti della 911 stessa, portano i segni che rimandano alla sportiva con motore a sbalzo nata nel 1963. In questo la nuova Porsche 718 Cayman, seppur mantenendo dei segni distintivi ed una personalità tutta sua, non fa eccezione. 

Il turbo anche sulla Cayman

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Quando la serie 718 è stata presentata al pubblico mondiale nel corso del Salone di Ginevra 2016, si levò un brusìo di lamentele per l’arrivo della sovralimentazione anche sulla piccola sportiva di Casa. Inoltre il motore utilizzato era un 2.0 litri quattro cilindri, non proprio il massimo per accontentare chi fino a ieri guidava un flat six aspirato.

I tempi cambiano e con essi le norme antinquinamento che vanno rispettate facendo affidamento ad ogni mezzo possibile, anche a costo di scontentare qualcuno. Del resto ricordare che la Porsche 356 originale era anch’essa dotata di un 2.0 litri quattro cilindri boxer (però con raffreddamento ad aria), non ebbe l’effetto desiderato di placare gli animi dei più conservatori.

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Eppure le Porsche “Turbo” sono sempre state considerate cosa rara, da veri uomini, il non plus ultra delle 911. Le Turbo originali – la prima era la Carrera 930 del 1975 – avevano quel fascino tipico delle “bare a quattro ruote”, a cui potevate cedere ma a vostro rischio e pericolo. Carattere che è andato scemando nel tempo (per fortuna, verrebbe da dire) con il lancio della serie 996, nel 1998, a rappresentare lo spartiacque tra ciò che la 911 era e ciò che è.

Mettere a confronto due auto così diverse, la 718 Cayman da un lato e la 911 996 Turbo dall’altro, potrebbe anche essere azzardato e per certi versi ingiusto. Quindi non sarà una comparativa classica ma piuttosto la prova lampante di quanto il concetto di sovralimentazione (e l’idea che gli appassionati hanno di essa) sia cambiato

Grazie all’elettronica

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Negli anni recenti ciò che ha salvato le auto a turbina dalla gogna pubblica è l’elettronica. Grazie a centraline e dispositivi vari è stato possibile smussare le caratteristiche di erogazione del turbo e renderlo più vicino possibile al comportamento tipico degli aspirati. Attenzione: “più vicino possibile” non uguale, perché la verità è che sia a livello di sound che di prestazioni le auto aspirate sono tutt’altra cosa.

Ma come dicevamo le norme antinquinamento vanno rispettate e così eccoci al volante della 718 Cayman 2017 da 2.0 litri e quattro cilindri contrapposti, dotata di un motore così sofisticato da far impallidire qualsiasi altro quattro cilindri in linea presente sul mercato. Una calibrazione tale della sovralimentazione e dell’iniezione da permettere al motore di girare altissimo (oltre 7.000 giri/min) e di non avere incertezze nel prendere vigore né nel rimanere “a girare” in alto.

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La coppia massima è di 380 Nm a 1.950 giri, che significa avere tanta spinta subito, ma il piatto forte arriva oltre i 4.000 giri e fino a quota 6.500, regime a cui il motore eroga la potenza massima di 300 CV. Una ricetta del genere, cucinata alla perfezione grazie alle sapienti mani dei tecnici Porsche rende una strada di montagna come quella della nostra prova una passeggiata tra i sapori della cucina Made in Zuffenhausen e quelli dell’Ing. ZF Friedrichshafen.

L’automatico sa di manuale

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Tranquilli, se non sapete chi sia quest’ultimo ve lo spieghiamo noi in maniera chiara: è l’azienda che ha l’automatico dalla gogna degli appassionati che, quando si parla di sportive, vogliono solo il manuale. Del resto di recente anche Alfa Romeo ha utilizzato un dispositivo ZF sulla Giulia e sulla Stelvio, il che dovrebbe essere la garanzia che il piacere di guida rimane intatto.

Se non vi fidate di Alfa Romeo però, fidatevi di noi quando diciamo che il PDK della Porsche (sviluppato appunto con ZF) è qualcosa di incredibile: veloce o morbido a seconda delle situazioni, in grado di lasciarvi solo il piacere di guidare limitando il vostro compito al movimento dei pedali, dei paddles e del millimetrico sterzo elettromagnetico.

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Sia nel caso del cambio che dello sterzo, parlare di generazioni differenti di sportive è quasi riduttivo. Meglio azzardare il termine “ere geologiche”. Lungi da noi la volontà di elogiare il moderno e discriminare l’antico perché la capacità di coinvolgimento che ha dimostrato la 996 Turbo è qualcosa che sulle sportive attuali non si riesce a provare facilmente.

Azionare la leva del cambio, la frizione pesantissima e impostare la curva con uno sterzo – dalla corona del volante un filo troppo grossa – d’altri tempi è esperienza rara per chi si avvicinerà alle sportive nei prossimi anni o l’ha fatto in quelli recenti. Al contrario la 718 Cayman è sensibilmente più sofisticata e basta azionare il precisissimo sterzo a rapporto variabile per comprendere quanti passi avanti abbia fatto l’elettronica.

La prova “bi-turbo”

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La prova che abbiamo messo in piedi questa volta è diversa da tutte le altre, è un paragone tra auto non paragonabili ma che rappresenta il manifesto più chiaro dell’evoluzione delle automobili nell’arco di “appena” 16 anni. Pensate alla figura che la 996 Turbo avrebbe fatto a confronto della attuale 991 Turbo. Probabilmente uno dei modelli più importanti della storia Porsche (salvò quasi l’azienda dalla bancarotta a fine anni ’90) ne sarebbe uscita a pezzi pur portando in dote ben 420 CV.

Aver avuto la fortuna di paragonarla alla Cayman invece ha permesso di vedere quanto in là si sia spinta l’evoluzione delle Porsche e delle sportive in generale. Non era giusto, come detto, fare una comparativa tradizionale perché la 996 Turbo è una signora a cui va portato rispetto mentre la Cayman 718 è la giovane ragazza che trascorre le giornate su Instagram.

Una va fiera delle sue caratteristiche e per certi versi esalta qualche spigolosità del suo carattere, l’altra invece sfrutta tutto ciò che ha per impressionare chi le sta attorno, e ci riesce benissimo. Abbiamo davanti due modi diversi di intendere il “turbo”, voi quale scegliereste?

  • Sattil

    trovo interessante il fatto che perfino i sensori parcheggio sia un optional (da 500€)… per non parlare di cruise control, climatizzatore a due vie etc. optional che dovrebbero essere inclusi in una Porsche (e che non incidono sul peso)…