Nuova Scenic: Renault l’ha reinventata davvero | HDtest

20 febbraio 2017

Dopo averne prodotti cinque milioni di esemplari, il brand francese ha reinventato completamente la sua monovolume. Alla crisi degli ultimi anni delle auto di questo tipo, a cui ha contribuito anche la crescita inarrestabile nel mercato di SUV e crossover, Renault risponde così: con una Scenic decisamente più attraente, pratica e tecnologica, proprio ciò che ci voleva. Abbiamo provato la BOSE Energy dCi 110.

Ammetto che è riuscita a convincere anche me, che sceglierei una monovolume solo se la mia famiglia si allargasse troppo: l’hanno proprio fatta bella. Diciamo la verità, per molti anni chi aveva esigenze di spazio extra era spesso costretto a scegliere auto sicuramente comode ma dove l’aspetto estetico finiva inevitabilmente in secondo piano. Del resto non è proprio facile coniugare design e spazio. Il brand francese ci ha sempre provato e ci ha messo qualcosa di speciale, di originale, in tutti i modelli della sua gamma: dalla prima mitica Espace, passando per la citycar di successo Twingo, fino alla Megane Scenic, lanciata ufficialmente nel 1996 e considerata il primo veicolo della categoria delle monovolume compatte.

Copia (2) di RENAULT Scenic BOSE Energy dCi 110 #4Il destino di queste auto è stato decisamente segnato dall’arrivo sul mercato di SUV e crossover, che hanno messo in crisi anche le station wagon, ma il brand francese  ha voluto e saputo reinventarla. Pur mantenendo le caratteristiche vincenti che l’hanno portata al successo negli anni: modularità, spazio, ergonomia e piacere di vita a bordo.

Questa quarta generazione della Scenic l’hanno pensata per chi ha bisogno di un’auto con dentro tanto spazio, pratica, con molta tecnologia, ma mettendoci anche un po’ più di emozione, soprattutto nel design.

Questa nuova Scenic presenta proprio un design completamente rivoluzionato rispetto alle precedenti generazioni, capace di sedurre anche i più scettici. La silhouette slanciata, la carrozzeria bicolore e le grandi ruote da 20’’, che riempiono perfettamente i passaruota come su un’auto sportiva,  le conferiscono un notevole appeal. Ispirata alla concept-car R-Space, vista sei anni fa al Salone di Ginevra, riesce a conciliare funzionalità e sportività, per chi vuole un’auto pratica ma anche bella. Questa nuova generazione è più larga, più alta e anche il passo è aumentato migliorandone l’abitabilità interna. Si è ridotto invece lo sbalzo posteriore, esaltando così l’equilibrio della sua nuova linea. A ricordarne l’appartenenza al marchio transalpino c’è la cosiddetta firma luminosa (in linea con il resto della gamma), con i fari anteriori a forma di C.

Copia (2) di RENAULT Scenic BOSE Energy dCi 110 #5La Scenic non ha dimenticato che deve essere anche pratica: sono tanti i vani portaoggetti presenti nell’abitacolo, inoltre introduce elementi innovativi come la consolle centrale scorrevole o il sistema One Touch Folding (ripreso dall’Espace) per  ripiegare con un semplice gesto i sedili posteriori e ottenere un pianale piatto, ampliando ulteriormente la sua capacità da record. Il comando può essere attivato dal tasto presente nel vano bagagli o dallo schermo del sistema R-LINK 2. I nuovi sedili sono più confortevoli e vantano anche un migliore contenimento laterale.

Vanta anche un’ampia offerta di motorizzazioni, a gasolio e a benzina: l’esemplare in prova con il 1.5 Turbodiesel da 110 cavalli era abbinato al cambio manuale a 6 rapporti, ma la scelta giusta è l’automatico EDC a doppia frizione. Questo propulsore ha coppia, è regolare nel funzionamento e consuma poco; l’unico difetto più evidente è la scarsa capacità di riprendere con le marce più alte: con il manuale si è costretti a scalare più spesso e l’automatico dovrebbe fare gli straordinari. Ecco perché sono un po’scettico in merito alla versione da 95 cv, con il cambio manuale: il peso c’è ed è normale, soprattutto su un’auto che immagino più spesso a pieno carico. Rimane il neo dell’assenza dell’EDC sul millesei da 130 CV, già riscontrata su altri modelli della gamma: una versione decisamente penalizzata. Se il vostro budget ve lo consente, credo che il dCi da 160 cavalli con l’EDC 6 rapporti sia la scelta giusta: per poter viaggiare con un filo di gas, ma con la giusta reattività e vivacità quando è necessario. Credo che lì si possa parlare anche di piacere di guida, senza dimenticare le esigenze di chi sceglie una monovolume. Se non macinate tanti chilometri, c’è il 1.2 turbo benzina a iniezione diretta, abbinato al manuale a 6 marce, in due step di potenza,  115 o 130 cavalli. Ci incuriosisce anche l’idea di provare la versione Hybrid Assist, con il dCi 110: sulla carta promette una guida più piacevole, riducendo consumi e emissioni.

Copia (2) di RENAULT Scenic BOSE Energy dCi 110 #1Il passo allungato le conferisce una buona tenuta di strada, a cui contribuiscono anche le ruote da 20 pollici, che la rendono più stabile e sicura anche in frenata: quest’ultima è migliorata rispetto alla generazione precedente. Come ho detto nel corso del nostro test il comportamento stradale è sicuro, senza sorprese. L’unica perplessità è sull’efficacia delle sospensioni: le gomme hanno una spalla alta eppure le asperità dell’asfalto e le buche si sentono un po’ troppo dentro l’abitacolo, e non è ciò che ti aspetti su una vettura del genere.

RENAULT Scenic BOSE Energy dCi110 #10La tanta tecnologia, derivata dal segmento superiore, migliora la sicurezza e il comfort di guida: il cruise control adattivo, per esempio, regola automaticamente la velocità per mantenere una distanza predeterminata rispetto all’auto che vi precede ed è attivo tra i 50 e 160 km/h. Una vibrazione del volante vi avvisa se avete superato la linea di carreggiata: è attivo dai 70 km all’ora  e si attiva in caso di superamento involontario della linea di carreggiata, continua o discontinua. Visto quanto siamo sempre più distratti al volante, è utilissimo il sistema di Frenata di Emergenza Attiva con riconoscimento dei pedoni, che è presente su tutti i livelli di equipaggiamento. Altrettanto utile è il rilevatore di stanchezza (il Tiredness Detection Warning) che può evitare un bel po’ di incidenti.

Tutto questo è ovviamente disponibile anche sulla Grand Scenic, la versione a 7 posti per chi ha bisogno di ancora più spazio.

Insomma, oltre a ciò che abbiamo evidenziato nel nostro test, questa nuova Scenic  ha tutte le qualità necessarie per riprendersi il posto che merita sul mercato e così reinventata saprà sedurre nuovi clienti, anche quelli che non hanno mai scelto una monovolume. La risposta di Renault  è quella giusta per chi le dava per finite.

 Nicola Villani