Mercedes-AMG GT C e GLA 45, primo test con 938 CV! | HDlive

19 luglio 2017

Anche quando si parla di Case automobilistiche i 50 anni sono un traguardo importante, un giro di boa da festeggiare nel migliore dei modi soprattutto se alle cinque decadi ci arrivi in salute come Mercedes-AMG.

Anche questa storia comincia in un garage

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Hans Werner Aufrecht e Erhard Melcher

Nel 1967 Hans Werner Aufrecht e Erhard Melcher decisero di dare libero sfogo alla loro passione per le corse licenziandosi dalla Mercedes, azienda per cui lavoravano, e fondare nella cittadina di Großaspach una piccola società. Unendo le iniziali dei due cognomi e quella della cittadina, i due diedero vita alla AMG.

Il nome ufficiale dell’azienda in lingua tedesca è AMG Motorenbau und Entwicklungsgesellschaft mbH, che letteralmente significa “Società costruzione e sviluppo di motori a responsabilità limitata”: si trattava all’epoca di una società privata di elaborazione di autovetture. 

Mercedes-Benz AMG 300 SEL "Red Pig"

Mercedes-Benz AMG 300 SEL “Red Pig”

Nel 1971 arriva per AMG la prima soddisfazione alla 24 Ore di Spa, in cui una Mercedes 300 SEL (soprannominata “The red pig – Il maiale rosso”, per la sua stazza non proprio atletica) pesantemente modificata vince nella sua categoria e si piazza seconda assoluta. Mercedes non rimane insensibile al risultato e avvia una stretta collaborazione con Aufrecht e Melcher, che porterà negli anni grosse soddisfazioni alla Casa di Stoccarda.

Ai giorni nostri il marchio AMG è diventato una potenza a livello internazionale, unito alla Casa madre con il nome Mercedes-AMG che ormai offre 56 modelli: dalle compatte ai SUV, passando per berline, station wagon, shooting brake, coupé, roadster e cabrio. Da 367 a 630 CV, 4, 6, 8 e 12 cilindri, anche a trazione integrale 4Matic. Più in alto di tutte ci sarà poi anche la hypercar da 1.000 CV nel 2018, la Project One, dotata di un’unità di propulsione derivata direttamente dalla Formula 1.

Mercedes-AMG GT C: prestazioni super e voce “spaccatimpani”

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Una breve presa di contatto per capire come si comporta su strada la nuova Mercedes-AMG GT C, ma sufficienti per apprezzare le doti da Gran Turismo della sportiva di Affalterbach. L’anello di congiunzione ideale tra la GT S e la GT R, sia in fatto di cavalli che di caratteristiche del telaio, è proprio questa “C”: sono infatti 557 i cavalli vapore erogati da questa GT contro i 522 della GT S e i 585 della R. Anche il telaio è più rigido così come lo è l’assetto; grazie all’asse posteriore sterzante e al differenziale autobloccante a controllo elettronico la GT C riesce a mettere a terra la potenza tramite l’asse posteriore in maniera efficace anche in curva, dove vengono in aiuto pure i battistrada delle quattro Michelin Pilot Sport Cup 2 derivate dalle competizioni.

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Mercedes-AMG GT C

Lo sterzo ed il cambio poi sono reattivi senza mai diventare troppo impegnativi quando si vuole guidare rilassati. Una buona notizia per chi cerca nella GT C un’auto a metà strada tra un mezzo ideale per la pista (la R) ed una coupé/roadster morbida e velocissima ma non sempre incisiva nella guida più impegnata (la GT/GT S). La sensazione di agilità data dalle ruote posteriori che sterzano in controfase alle basse velocità è degna di una utilitaria e nel misto stretto regala dei cambi di direzione che sulle prime colgono di sorpresa, almeno finché non ci si riesce a prendere la mano.

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Il 7G-Tronic a doppia frizione è velocissimo, specialmente in modalità Race – una delle cinque disponibili – le altre sono Individual, Confort, Sport e Sport+ – che rende anche più rigido l’assetto e reattivo il motore. Inoltre in Race il cambio passa in modalità completamente manuale.

Il motore ha una progressione spaventosa ma mai aggressiva, non ci si rende conto della velocità che si può raggiungere con qualche sortita verso la zona rossa del contagiri finché non si posa l’occhio sul tachimetro. Oltre che prestazioni da capogiro – lo 0-100 si fa in 3,8 secondi e la velocità massima supera abbondantemente i 300 orari – a stupire e rimanere impressa nella memoria una volta scesi è il ruggito del V8 4.0 biturbo, merito anche del sig. Dieter Morgel. In virtù della filosofia “One Man. One Engine” di Mercedes-AMG, ogni tecnico che assembla il motore lo firma come certificato di garanzia. Una chicca che fa un certo effetto.

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“One Man. One Engine”

Specialmente quando si aprono le valvole allo scarico sportivo (tramite il tasto apposito in plancia) la voce è incredibilmente profonda ed in rilascio ama deliziare gli occupanti – ancor più se viaggiano a cielo aperto sulla Roadster – con borbottii feroci. Scalare una o due marce diventa così un passatempo gioioso che potrebbe anche riuscire a raddrizzare una giornata storta. La GT C si caratterizza per un motore ed un sound spettacolari, oltre che una linea estetica semplice, elegante e cattiva allo stesso tempo, senza mai dimenticare le prestazioni che sono da supercar vera e propria.

GLA 45 AMG: il crossover si mette le ali

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Mercedes-AMG GLA 45

A nostra disposizione una selezione di modelli Mercedes-AMG e così la scelta per il proseguo del test ricade sulla crossover di casa, la GLA 45. In questo caso il numero dei cilindri scende da 8 a 4 e la potenza cala drasticamente a 381 CV così come cala anche la cilindrata, da 4.0 litri a 2.0. Il paragone sembra impietoso nei confronti della più piccola GLA ma mai giudicare dalle apparenze. Il quattro cilindri ha una voce più metallica e decisamente meno profonda ma sempre coinvolgente. Il cambio è sempre automatico a sette rapporti mentre la trazione è integrale 4Matic con un’impostazione sportiva.

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La prima impressione al volante della GLA 45 è quello di essere a cavallo di un missile. Merito delle dimensioni compatte e della pienezza del motore in tutto l’arco di utilizzo, la sensazione è quella di riuscire a guidare più velocemente con lei che con la sorellona GT C. Ovviamente come detto i dati di scheda tecnica dicono tutt’altro ma il piacere di guida è dato anche dalle sensazioni e non solo dai freddi numeri. Ben presto si finisce per giocare con i paddles al volante salendo o scendendo di marcia, lasciandosi esaltare dal gorgoglìo che lo scarico emana al salire di marcia rapidamente.

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Questa (scorrettissima) comparazione tra una supercar e un crossover da città è un po’ una rilettura in salsa germanica della leggenda di Davide contro Golia, con la differenza però che qui in realtà non prevale nessuno. I due modelli sono del tutto opposti (non solo nella gamma Mercedes-AMG ma anche come impostazione) e rappresentano gli estremi di un marchio ormai diventato simbolo di sportività tedesca.

Dopo 50 anni la formula è rimasta la stessa

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I successi ripetuti in Formula 1 aiutano certamente, ma anche il lavoro fatto negli anni dai tecnici di Affalterbach per tirare fuori il meglio da modelli notoriamente poco inclini alla sportività è degno di nota. Classe A/GLA e GT rappresentano i due estremi della gamma Mecedes-AMG ed in un certo senso sono anche due simboli, perché uno è il modello di ingresso alle sportività AMG mentre l’altra è l’apice, nonché la prima auto sviluppata completamente da Daimler dopo l’acquisizione del marchio. In futuro arriverà anche una versione ibrida e quattro porte, come anticipato dalla GT Concept di Ginevra. Dopo 50 anni il garage di Aufrecht e Melcher è diventata una azienda da 1.600 dipendenti ma la formula di base non è cambiata: portare i modelli della Stella verso limiti prima inesplorati.