La storia del marchio Ducati

Nata nel 1926 per volontà di di Antonio Cavalieri Ducati, Ducati inizia a produrre tecnologie per le comunicazioni radio grazie al genio del figlio Adriano. I primi anni di Ducati passano quindi con la realizzazione di antenne radio, interfoni, macchine fotografiche, rasoi elettrici e proiettori cinematografici fino al dopoguerra quando, nel 1946, inizia la produzione in ambito motociclistico con il piccolo motore 48 cc a due velocità da applicare sulle biciclette.

Il primo modello di “moto” è stata la bici motorizzata con telaio progettato dalla Caproni, modello forte di 250.000 unità vendute in tutto il mondo. Grazie all’assunzione di Fabio Taglioni Ducati iniziò a crearsi un portafoglio brevetti in ambito motoristico tra cui il telaio a traliccio e il sistema desmodromico. Nel ’57, però, il controllo da parte dello Stato rallentò lo sviluppo delle moto dato che l’azienda venne riconvertita a produrre motori diesel e smise di partecipare alle competizioni.

In seguito Ducati venne acquistata da Cagiva che controllò l’azienda fino al 1996, la cedette al Texas Pacific Group e nacque, nel 1999, la Ducati Motor Holding SpA e il primo World Ducati Week, l’evento dedicato ai fan del marchio. Il 2006 vide il ritorno in mani italiane con l’acquisto da parte della finanziaria Investindustrial ma la storia delle acquisizioni arriva fino ai tempi recenti, con l’acquisto da parte di Lamborghini nel 2012 e di conseguenza la proprietà a capo del gruppo Volkswagen.

Durante questo percorso travagliato sono stati diversi i modelli prodotti, molti di questi figli di Fabio Taglioni. La primo desmodromica risale al 1956, la Desmo 125 GP giunta vicina alla conquista del mondiale. Negli anni settanta arriva il bicilindrico della 750 GT e successivamente l0 Scrambler, modello di successo proposto in diverse cilindrate.

Il 1986 porterà poi la Pentah 500 e diverse novità tecniche con un nuovo motore che farà da progenitore anche alle unità più recenti: da qui nascono la 851 4 valvole raffreddata a liquido e con motore Desmoquattro, il Monster del 1993 e la 916 dell’anno successivo, evolutasi poi in Ducati 996 e Ducati 998.

Gli ultimi anni dei novanta portano alla nascita della serie ST pensata per offrire moto sportive comode, facili da utilizzare e in grado di affrontare anche l’uso turistico. La serie uscirà di produzione nel 2007.

Gli anni 2000 porteranno poi la 999, vincitrice del mondiale SBK nell’anno dell’esordio e in quelli successivi fino al 2006, interrotta solo nel 2005 da Suzuki. Nel frattempo arrivano anche la prima Multistrada e la gamma SportClassic con modelli moderni nelle dotazioni ma ispirati alle ducati degli anni settanta.

Il 2006 porterà in strada la Desmosedici RR, il primo modello derivato da un prototipo da corsa e l’anno successivo arrivano le eredi dell 999 (le varie 1098, 1098 S e Tricolore) e la Hypermotard che inaugura un settore nuovo per Ducati. In questo periodo si fa notare la 1098R, una bestia da 180 cavalli per 165 chilogrammi di peso.

Seguiranno poi il rinnovo della Monster con la Monster 696 (pinze dei freni radiali Brembo, tubi freni di tipo aeronautico, cruscotto digitale e frizione antisaltellamento) e la Ducati 1199 Panigale, e, nel 2013, dalla 1199 Superlegger lo stato dell’arte delle sportive stradali caratterizzata da più di 200 cavalli su un peso di soli 155 kg a secco e 177 in ordine di marcia.

 

 

Fondatore: Adriano Cavalieri Ducati, Bruno Cavalieri Ducati, Antonio Cavalieri Ducati, Marcello Cavalieri Ducati

Anno di fondazione: 1926

Città: Bologna

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