IRENA: “Incentivare l’energia rinnovabile nei trasporti”

11 agosto 2016

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IRENA, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, ha tracciato un piano che punta a fare pressione sui governi così da sterzare verso il mondo della mobilità sostenibile.

Sappiamo che gli incentivi all’acquisto delle auto elettriche non sempre hanno successo – vedi lo scarso entusiasmo del mercato tedesco in questo periodo – perché la mobilità delle EV deve fare i conti con una infrastruttura non sempre all’altezza e ingolosire gli acquirenti con sconti e detrazioni non ha sempre effetto. Questo discorso può valere per qualsiasi altra propulsione, ma è indubbio che rendere sostenibile il trasporto pubblico e privato sia una delle sfide maggiori che attende la comunità internazionale nei prossimi anni. IRENA, International Renewable Energy Agency, ha tracciato un piano che prevede l’incentivo alla diffusione delle energie rinnovabili proprio per il trasporto.

Il progetto parte dal fatto che il 30% della richiesta di energia arriva dal settore dei trasporti e la quota si prospetta in crescita dell’1% all’anno da qui al 2030. Deger Saygin, uno dei nomi dietro al Programma REmap di IRENA, ha dichiarato “l’incontro dello scorso anno a Parigi è stato importante per indirizzare i Paesi all’eliminazione del carbone dal sistema energetico ma molti sono stati vaghi nello spiegare come attuare questo cambiamento. I Paesi devono capire l’importanza del trasporto nel risparmio dell’energia. Il costo dei danni causati dall’inquinamento atmosferico è stato tra i 460 ed i 2.400 miliardi di dollari nel 2010″.

Insomma sono cifre enormi e poter andare verso la limitazione delle emissioni inquinanti permetterebbe di risparmiare anche in termini economici e non solo in fatto di qualità dell’aria. Le aree di intervento che IRENA suggerisce per raggiungere l’obiettivo sono: aumento della mobilità elettrica e generazione dell’energia in modo sostenibile; sviluppo di biocombustibili anche per navi, merci e aviazione; sviluppo e studio di soluzioni alternative e avanzate anche nel settore militare. Nel mentre anche Tesla sta facendo la sua per diffondere le strutture di ricarica necessarie alla commercializzazione su larga scala delle elettriche della gamma, bisognerà vedere nei prossimi anni come si muoveranno i governi e le istituzioni.

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